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Il settore del Legno all’insegna della ripresa per l’economia italiana

Andamento, trend e innovazione: una fotografia incoraggiante
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Il settore del Legno all’insegna della ripresa per l’economia italiana

Il settore del design e del decor è importante per l’economia dello Stivale e rappresenta un elemento di non poco conto per l’immagine del Made in Italy, dando lustro a un altro ramo dell’economia italiana di cui abbiamo parlato in maniera importante: quello della Moda. Non a caso sono diversi i designer di alto livello che collaborano con le case di alta moda e rendono speciali non solo le sfilate, ma anche le vetrine e la realizzazione dei negozi di Prada, Fendi e Gucci, solo per citare nomi di prestigio, in tutto il mondo, portando in alto la riconoscibilità di quel mood italiano che tanto piace.

Tra i settori più importanti del design italiano c’è quello del legno, il quale presenta al suo interno una tradizione che ha origini antiche, celebrate anche ad esempio nell’opera Pinocchio di Carlo Collodi, portata recentemente sul grande schermo nella trasposizione cinematografica, acclamata dalla critica, che vede la regia di Matteo Garrone e Roberto Benigni nei panni di Geppetto. In questo articolo vi proponiamo un’analisi che si basa su interessanti dati presenti negli studi di settore, che vedono un andamento davvero incoraggiante per il 2021.

Alcuni numeri
Il settore legno si caratterizza per la presenza nello Stivale di oltre 43.000 imprese, le quali vedono impiegati quasi 100.000 lavoratori. Numeri che danno l’idea di quanto sia importante per il Pil nazionale e che vede al suo interno un patrimonio culturale di alto valore, tra i più importanti a livello europeo e internazionale. L’Italia è non a caso al secondo posto in Europa per quanto riguarda le esportazioni e al quarto nel mondo (a pari merito con la Germania) per la produzione, preceduta solo da Cina, Stati Uniti e India.

Il settore legno è stato intaccato dalla crisi economica, come la maggior parte degli altri comparti, generata dall’emergenza pandemica. Le perdite sono state importanti e hanno raggiunto una percentuale complessiva superiore al 10%, che ha trovato un riscontro importante anche nell’export, causato oltre che dalle inferiori richieste del mercato anche dalle difficoltà logistiche.

L’andamento nel 2021
Qual è il trend che si sta registrando nel 2021? L’attenuazione delle misure restrittive ha portato i consumatori ad aver voglia di tornare a ritmi di vita più vicini alla normalità, a cui va aggiunta la proiezione importante delle vendite nel settore online. A ciò hanno contribuito gli incentivi cospicui ricevuti dalle aziende, non solo italiane ma anche internazionali. Il governo del Belpaese ha in particolare stanziato il cosiddetto bonus mobili, che ha portato a coniugare disponibilità economica a voglia di rendere una casa più vivibile, esigenza resa importante anche dalla pandemia, che ha favorito un maggiore focus sulla vivibilità delle case e sulla conseguente necessità di realizzare per le famiglie un adeguamento in tal senso.

Significativo il lavoro delle imprese italiane nel settore dell’arredo legno, che hanno registrato una forte propensione all’ecologia, certificata a livello planetario dalla FSC (Forest Stewardship Council), un’organizzazione che si occupa di attestare la corretta gestione delle risorse forestali e dei prodotti realizzati da quest’ultima. L’Italia si è classificata prima in Europa e seconda nel mondo, dimostrandosi capace di reagire con sensibilità, innovazione, intelligenza alle richieste dei consumatori e degli standard internazionali in termini di riduzione della produzione in termini di impatto ambientale.

Gli elementi illustrati in questa analisi fanno riflettere su come le aziende dello Stivale abbiano operato in maniera importante non solo per contenere gli effetti della crisi ma anche in un’ottica di ripresa veloce e duratura. Il Settore Legno si dimostra, quindi, una delle realtà italiane più interessanti non solo dal punto di vista dell’innovazione, ma anche per quanto riguarda la capacità di reagire alla crisi, con una ripresa più veloce di quella di altri settori. Fondamentale per le imprese un monitoraggio attento dei pagamenti, visto il peso considerevole della componente export.

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