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CIDA: le proposte al Governo per la Fase 3

Il documento con obiettivi, priorità e competenze dei manager inviato a Palazzo Chigi
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CIDA: le proposte al Governo per la Fase 3

CIDA ha accolto la richiesta del premier avanzata durante gli Stati Generali dell’Economia ed ha formulato una serie di proposte sulla base del testo governativo ‘Progettiamo il Rilancio’: il documento è stato inviato a Palazzo Chigi”.

Lo ha annunciato Mario Mantovani, presidente di CIDA “Si tratta di un documento articolato, in cui indichiamo obiettivi, priorità e le competenze manageriali necessarie a realizzarli. Un lavoro che ha impegnato tutte le nostre federazioni: industria, terziario, sanità, scuola, università e ricerca, pubblica amministrazione, agricoltura, assicurazioni, Terzo settore. Né sono mancati i contributi del management di Banca d’Italia e Consob.

“Abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza, la conoscenza approfondita dei problemi e fornito indicazioni sulle soluzioni, lasciando al decisore politico le scelte da fare. I temi trattati sono numerosi, alcuni sono più urgenti, per fattori contingenti, o più pragmaticamente stagionali: il turismo, ad esempio, o l’agricoltura. Settori messe alle strette dal lockdown e delle rigide regole imposte nella Fase 2.

“C’è il capitolo scuola, che ha visto i dirigenti subito impegnati per la necessità di impostare dal nulla e gestire, un sistema di didattica a distanza che ha consentito, comunque, lo svolgimento e la chiusura dell’anno scolastico. C’è la sanità, di cui la pandemia ha evidenziato le troppe criticità ma anche messo in luce le grandi professionalità e competenze di cui dispone. CIDA ha portato la voce dei medici, quelli di Cimo e del Sumai, in prima linea durante l’emergenza Covid 19, al tavolo del Governo, assumendo l’onere e la responsabilità di presentare una serie di proposte per rifondare la sanità italiana, approfittando delle straordinarie risorse di cui il Paese potrà disporre e che vanno impiegate al meglio. Solo il potenziamento della sanità territoriale permetterà la prevenzione ed il monitoraggio del territorio, finanziando i LEA, il Piano delle cronicità ed implementando un servizio sanitario proattivo e non di attesa; modernizzando le strutture ospedaliere a partire dall’edilizia, fino alle tecnologie proiettate verso l’intelligenza artificiale. Occorre poi uscire dalle gabbie della burocrazia, lavorare affinché i contratti di lavoro diano non solo valore retributivo ma anche professionale, nell’ottica di una vera autonomia e specificità dei ruoli, e prevedere una nuova governance nella rappresentanza e rappresentatività, che veda assegnati al Ministero della Salute e alle regioni un ruolo di assoluta centralità nella definizione dei futuri contratti di lavoro sia per la sanità pubblica che convenzionata.

“Non mancano – ha aggiunto il presidente di CIDA – proposte di politica industriale, dalla necessità di una rete nazionale unica in fibra ottica, all’economia circolare e all’ammodernamento del sistema infrastrutturale del Paese. “Ma per caratterizzare il taglio manageriale delle nostre proposte, le abbiamo corredate di un orizzonte temporale realistico, indicando le professionalità a disposizione per attuarle. Abbiamo voluto affrontare questa emergenza con un metodo nuovo, che coinvolga maggiormente i manager e le alte professionalità di tutti i settori pubblici e privati, senza i quali l’energia operativa e finanziaria che il Governo intende mettere in campo rischia di disperdersi: il dialogo fra istituzioni e rappresentanza manageriale deve essere consolidato e reso frequente, costante. In questo momento il fattore tempo ha un valore enorme e chi conosce meglio le procedure e le situazioni reali in cui i vari provvedimenti verranno calati ha il privilegio, e l’onere, di poter ottenere risultati migliori”, ha concluso Mantovani.

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