Contratti

Magazzini Generali print

La parte terza del ccnl, con gli articoli:

  • 9. ferie
  • 10. aspettativa
  • 11. aggiornamento e formazione professionale
  • 12. trasferte e missioni
  • 13. trattamento di infortunio e malattia non da causa di servizio
  • 14. trattamenti di infortunio e malattia da causa di servizio
  • 15. maternità e paternità
  • 16. trasferimento di proprietà dell'azienda
  • 17. trasferimento del dirigente
  • 18. responsabilità civili e/o penali connesse alle prestazioni
  • 19. mutamento di posizione

è dedicata allo svolgimento del rapporto di lavoro e in particolar modo agli istituti giuslavoristici di più frequente applicazione nel corso del rapporto stesso.
I dirigenti hanno diritto a un periodo annuale di ferie (art. 9) pari a 30 giorni, comprensivi delle 4 festività religiose soppresse. Nel computo dei giorni di ferie devono essere ovviamente esclusi i sabati, le domeniche e le festività. Il ccnl contiene inoltre alcune disposizioni in merito all'eventuale erogazione dell'indennità sostitutiva delle ferie annualmente non godute; tale corresponsione dovrebbe in ogni modo verificarsi in via eccezionale, in quanto il fine di questo istituto è quello di consentire ai dirigenti il recupero psico-fisico delle energie lavorative.
L'art. 10 sull'aspettativa, invece, prevede e disciplina la possibilità di sospensione del rapporto di lavoro per un massimo di 6 mesi, a richiesta del dipendente e per giustificati motivi, che deve essere accolta dal datore di lavoro, il quale può decidere se retribuire o meno, in tutto o in parte, il dirigente. Il periodo di aspettativa viene, inoltre, considerato valido agli effetti del tfr e dell'indennità sostitutiva del preavviso.
Con l'inserimento dell'art. 11 riguardante l'aggiornamento e formazione professionale è stata riconosciuta l'importanza della formazione professionale del dirigente, stabilendo l'adesione, anche per i dirigenti di questo settore, al Centro di formazione management del terziario (CFMT).
L'art. 12 su trasferte e missioni prevede il regime economico da applicare al personale dirigenziale che viene temporaneamente inviato a eseguire la propria prestazione lavorativa in luogo diverso dall'abituale sede di lavoro.
A decorrere dal 1° giugno 2005 ai dirigenti operanti nelle aziende aderenti ad Assologistica sarà dovuto a tale titolo un importo lordo di 55,00 euro per ogni giorno di trasferta effettuato.
Per quanto concerne l'art. 13 - trattamenti di infortunio e malattia non da causa di servizio - trattamento di maternità - il ccnl prevede per i dirigenti un periodo di comporto, con corresponsione dell'intera retribuzione, pari a 8 mesi, elevati a 14 in caso di patologia grave, con possibilità di richiedere successivamente un periodo di aspettativa (eventualmente non retribuita) pari a un massimo di 6 mesi. Il rapporto può quindi essere risolto da entrambe le parti, previa corresponsione di un'indennità sostitutiva del preavviso pari a quella prevista in caso di licenziamento.
Per quanto riguarda invece i trattamenti di infortunio e malattie da causa di servizio (art. 14), al dirigente è garantita la conservazione del posto di lavoro, con corresponsione della retribuzione fino a un massimo di 30 mesi dal giorno in cui si è verificato l'infortunio. L'azienda deve inoltre stipulare, a proprie spese e nell'interesse del dirigente, una polizza contro gli infortuni, sia professionali che extra-professionali. Per il dirigente in prova il periodo di comporto non può, in ogni caso, eccedere il termine di scadenza della prova concordato in sede di assunzione. In caso di licenziamento al termine del suddetto periodo l’azienda è tenuta a versare un’indennità pari ad ½ dell’indennità sostitutiva del preavviso, unitamente alla altre spettanze di fine rapporto.
Per quanto concerne la maternità e la paternità (art. 15), occorre comunque far riferimento all'insieme delle norme di legge che tutelano tale evento. Le disposizioni contrattuali si limitano a definirne gli aspetti retributivi (intera retribuzione per il periodo di assenza obbligatoria, 30% della retribuzione per quella facoltativa post partum).
Relativamente all'eventualità di trasferimento di proprietà dell'azienda (art. 16), il ccnl, oltre a contenere un richiamo all'art. 2112 del Codice civile ai fini della tutela dei diritti dei lavoratori - e quindi anche dei dirigenti - eventualmente coinvolti, precisa che nella nozione di "trasferimento di proprietà dell'azienda" debbano comprendersi i casi di concentrazioni, fusioni e scorpori. L'articolo prevede inoltre il caso di dimissioni rassegnate in occasione dell'evento.
La disciplina relativa al trasferimento del dirigente (art. 17) prevede la possibilità per l'azienda - a fronte di comprovate esigenze tecniche, organizzative e produttive - di trasferire il dirigente in una sede lavorativa diversa da quella iniziale risultante dall'atto dell'assunzione. La norma contrattuale disciplina le modalità con cui vengono regolati tali trasferimenti (preavviso, rimborsi spese, indennità supplementare) e pone un limite alla possibilità di trasferire dirigenti che abbiano compiuto 50 anni di età ed ai trasferimenti in zone riconosciute a rischio. Viene infine previsto il caso di licenziamento per mancata accettazione del trasferimento, oltre a un'ipotesi di dimissioni "qualificate" rassegnate per la mancata accettazione del trasferimento, nel caso in cui questo comporti per il dirigente un'effettiva situazione di detrimento.
L'art. 18 del ccnl contiene alcune disposizioni che mirano a tutelare il dirigente dal rischio di responsabilità civili e/o penali connesse alle prestazioni delle proprie mansioni, tramite un coinvolgimento delle aziende che, oltre ad assumere le responsabilità di natura civile verso terzi, sono tenute a sostenere tutte le spese relative a un eventuale procedimento penale nei confronti del dirigente e, in caso di privazione della libertà personale, a conservargli il posto di lavoro, erogando la relativa retribuzione. Le garanzie e le tutele previste dal ccnl sono escluse nei casi di dolo o colpa grave del dirigente.
L'art. 19, riguardante il mutamento di posizione, prevede un'ipotesi di dimissioni "qualificate", rassegnate nel caso in cui si verifichi un mutamento di mansioni sostanzialmente incidente sulla posizione ricoperta e che determini nei confronti del dirigente una situazione di effettivo detrimento.