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3 motivi di successo dei Bootcamp

L'allenamento militare per aumentare il proprio benessere psicofisico
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3 motivi di successo dei Bootcamp

Vi ricordate il sergente Hartman, l’istruttore di Full Metal Jacket?

Ecco, i trainer dei bootcamp non sono così severi (o sadici) ma per certi versi l’atmosfera che si respira in queste palestre è simile a quella dei reali campi di addestramento militare.  A cominciare dell’allenamento, che alterna esercizi cardiovascolari, di resistenza e di forza. In pratica si passa dalla corsa alle flessioni, dai pesi alla panca.

E l’ambiente? Teoricamente le sedute dovrebbero avvenire all’aria aperta. Questo, tuttavia, ne limita la pratica a periodi ristretti dell’anno. Per questo oggi la gran parte delle sessioni si svolge in spazi chiusi strutturati ad hoc per ricreare il mood originario. Il che significa musica a tutto volume, luci forti (a Milano da Barry’s Bootcamp il colore dominante è il rosso) e l’allenatore che incita i partecipanti al corso urlando, ovviamente in inglese.

Da cosa deriva il successo dei bootcamp? I motivi sono almeno 3:

1.    lo spirito di gruppo. Diversamente da quanto accade nella sala pesi di una normale palestra, dove ognuno è concentrato sui propri esercizi, qui si lavora e si fatica tutti insieme.  E magari ci si incoraggia a vicenda;

2.    l’immaginario. I bootcamp evocano un “mondo”  noto a tutti, grazie alle immagini dell’allenamento dei marines e a decine di film. Del resto chi non ricorda Richard Gere nel film Ufficiale e Gentiluomo?;

3.    i risultati. Se seguite con costanza le sessioni di bootcamp consentono di raggiungere buoni risultati a più livelli: perdita di peso (in un’ora si consuma circa 1.000 calorie), aumento della resistenza fisica, potenziamento muscolare.

E poi, come mi ha detto un’adepta del genere, “nello spogliatoio della mia palestra di bootcamp c’è una luce perfetta per i selfie”.

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