Musica al Tempio crea innovazione: un progetto di successo

Il Gruppo di lavoro CreaInnovazione di Manageritalia Roma ha messo in piedi un’iniziativa di cui vi vogliamo parlare. Nell’ultimo anno sono state coinvolte imprese e organizzazioni in un progetto chiamato Creatività per l’innovazione.

Il progetto aveva un obiettivo preciso: verificare i risultati scaturiti dall’adozione di metodi e processi creativi in azienda, con un nuovo modo di lavorare e lo sviluppo di nuove competenze.


Il bilancio di questa iniziativa è decisamente positivo e ha confermato che le tecniche di creatività in percorsi guidati da consulenti esperti generano un forte impatto sia nella gestione delle risorse umane sia nell’approccio manageriale all’innovazione di prodotti e servizi.

Parliamo dunque di un modo concreto ed efficace per declinare il concetto di creatività e vogliamo raccontarvi attraverso una serie di interviste ai nostri referenti delle undici aziende che hanno aderito al progetto le storie di successo legate a questo percorso.


Ci confrontiamo oggi con Wolfgang Sahlfeld, responsabile marketing di Musica al Tempio.


Cosa vi ha spinto a intraprendere un percorso di innovazione?


Tutto è nato da un problema contingente: nella nostra chiesa l’organo storico aveva la necessità improrogabile di un restauro per il quale occorrevano fondi pari a centinaia di migliaia di euro che non avevamo. Il nostro organista, Giulio Piovani, uno dei migliori giovani organisti in Italia, ci aveva suggerito di renderlo ancora più bello e far sì che non venisse suonato solo durante le funzioni domenicali. Abbiamo infatti un locale di culto che può essere anche una sala per attività concertanti d’ogni tipo.

In una chiesa protestante in Francia mi hanno raccontato che in molte loro parrocchie si sono costituite associazioni musicali, per poter reagire a bandi pubblici (in Francia non c’è finanziamento pubblico dei culti) ma anche per cercare mecenati e sponsor. Partendo da questo suggerimento, abbiamo voluto creare una cosa simile ma adatta al contesto italiano.


Perché un consulente di Creatività per l’Innovazione?


Fu in quel periodo che siamo entrati in contatto con Gianni Clocchiatti. Sapevamo che di mestiere fa il creativo e ci aspettavamo un supporto a trovare idee scoprendo, durante i primi incontri, difficoltà ad accettare le sue proposte. Difficoltà che abbiamo superato quando abbiamo deciso, come gruppo, di accettare pienamente il metodo da lui proposto.


Quale percorso avete seguito e con quali obiettivi?


Non ci siamo limitati alla sola fondazione dell’associazione ma, con il contributo di musicisti gravitanti attorno alla chiesa o legati da amicizia a qualcuno di noi, abbiamo cercato di riempire di contenuti, anche nuovi, questo obiettivo rendendo questa fase molto interessante. La modalità con la quale il consulente ha condotto le sessioni di brainstorming hanno avuto su di noi un forte impatto.


E quali decisioni avete preso?


Abbiamo deciso di diventare un soggetto musicale autorevole per la nostra città, al servizio della nostra città, valorizzando il luogo di culto che la nostra comunità possiede. Ciò ha spinto il nostro consiglio di chiesa a chiedere alla fondazione Cariplo un finanziamento che ci servirà a completare la somma necessaria per dare inizio al restauro dell’organo. Per l’ampliamento dell’organo l’associazione ha chiesto un finanziamento all’Otto per mille valdese, motivandolo come un progetto per la città. Una cosa che ho imparato dal consulente Gianni è di ragionare in maniera meno dogmatica. In questo caso, l’innovazione come metodo per mettersi in discussione è sicuramente positiva.

Ci parli dei risultati tangibili che avete ottenuto.

Come ritorno abbiamo avuto il considerevole risparmio di tempo, importante per chi fa volontariato. Impensabile con un metodo tradizionale. Inoltre abbiamo imparato a costruire eventi di successo usando un approccio creativo e che sfrutta al massimo il nostro potenziale. Per una cena con musica d’organo nel Tempio valdese di Milano, abbiamo dovuto addirittura ridurre i partecipanti.


Avete avuto difficoltà?


Le difficoltà iniziali maggiori sono emerse dai dettagli dovuti alle competenze e alle diverse personalità dei componenti del gruppo. Sono state superate con l’esperienza del consulente che ha deciso, fin dall’inizio degli incontri, la separazione del dettaglio dallo scopo riuscendo a farci convergere verso l’obiettivo finale.

Facebook
LinkedIn
WhatsApp

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Cerca