Management e trasversalità danno valore al turismo

A Venezia, presso le Procuratie di Piazza San Marco, l’ultimo appuntamento del progetto di Manageritalia Veneto dedicato al settore turistico
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Il 15 ottobre scorso a Venezia, presso Le Procuratie di Piazza San Marco, si è concluso il progetto quadriennale “Turismo: Giovani – Imprese – Lavoro. Il Veneto verso Milano-Cortina 2026”, promosso da Manageritalia Veneto e Ciset, con il supporto di Confcommercio Veneto, Federalberghi Veneto, Confindustria Veneto e numerosi attori pubblici e privati.

L’iniziativa, nata per consolidare e professionalizzare il vasto mondo di attività connesse “nel” e “per” i differenti turismi attraverso studi, ricerche e il coinvolgimento attivo di tutti gli stakeholder, si è negli anni focalizzata su temi cruciali come l’attrazione dei giovani (2022), la carenza di personale nel settore (2023) e i nuovi modelli di business (2025).

Quest’ultimo appuntamento, dal titolo “Managerialità e trasversalità per accrescere il valore del turismo”, ha infine evidenziato come l’interazione tra ospitalità, ristorazione, cultura e territorio generi esperienze autentiche, capaci di attrarre e fidelizzare i visitatori, valorizzando le risorse locali e stimolando innovazione, occupazione e crescita sociale.

I dati del turismo veneto

Secondo l’Ufficio Studi Cgia di Mestre, in Veneto si contano quasi 36mila imprese attive nel comparto turistico, per un totale di 51mila localizzazioni (sedi e unità locali) e 231mila addetti, pari al 9,5% del totale nazionale.

Le realtà turistiche venete risultano mediamente più dimensionate rispetto alla media italiana, con 4,5 addetti per localizzazione contro i 3,5 della media nazionale.

Nell’ultimo anno, il Veneto ha registrato 73,5 milioni di presenze turistiche, di cui 51,8 milioni straniere (+7,5%) e 21,7 milioni italiane (-6%).

La spesa turistica straniera ammonta a circa 7 miliardi di euro, di cui 4,8 miliardi per alloggio e ristorazione e 2,2 miliardi per servizi, shopping, trasporti, musei, spettacoli, escursioni, noleggi e corsi, segno che la spesa trasversale ha raggiunto oltre 1/3 della spesa complessiva, con un’importantissima ricaduta sulle economie dei territori in termini di occupazione e Pil.

Non mancano certo le ombre: i dati dimostrano come negli ultimi 15 anni la produttività dell’ospitalità e della ristorazione sia calata dell’11% in Italia e del 20% in Veneto, segno della necessità di un’immediata riorganizzazione del comparto, che sconta anche una scarsa attrattività per i giovani.

All’opposto, il settore “culturale-intrattenimento” (che include l’attività del settore artistico, culturale/museale, le attività sportive, di intrattenimento e divertimento) presenta valori di produttività più elevati e in crescita: indice di come oggi il turismo sia sempre più un’esperienza trasversale che coinvolge tutta l’offerta del territorio a 360 gradi.

Trasversalità e managerialità leve per la crescita

«Essere trasversali – ha spiegato Michele Tamma, presidente Ciset – significa far emergere ed esplicitare i legami, superare la verticalità dell’azione nei diversi settori, governare in una visione più ampia e comprensiva cambiamenti ambientali e impatti altrimenti fuori controllo.

Il mestiere della trasversalità, tuttavia, è relativamente nuovo e richiede che crescano anche cultura e competenze manageriali specifiche non semplici e non così diffuse. L’impatto del turismo, com’è noto, è trasversale perché produce notevoli cambiamenti nel tessuto economico, socioculturale e ambientale dei luoghi in cui si sviluppa.

Cambiamenti, ma anche opportunità, che è necessario governare e gestire per sviluppare l’integrazione e le complementarità. Solo in questo modo è possibile innovare e riportare il turismo a essere una delle forze positive di evoluzione sociale, culturale ed economica del Veneto e del Paese, valorizzandone il potenziale e la vocazione di “integratore”, ma correggendo i disequilibri che, indubbiamente, può generare e che, in alcuni casi ben noti, ha generato».

Anche l’intervento di Simone Pizzoglio, vicepresidente Manageritalia, ha posto l’accento sull’importanza della managerialità per il Turismo. «La trasversalità – ha affermato – è la cifra del turismo del nostro tempo, ma senza managerialità resta uno slogan: servono manager per trasformare visioni in processi, per tradurre obiettivi in Kpi, per far dialogare soggetti diversi.

Il turismo porta ricchezza, ma anche pressioni: dall’overtourism alle sfide di sostenibilità, a quelle di produttività… servono più manager nei processi chiave, più formazione per giovani e imprenditori, più reti tra pmi per condividere servizi manageriali.

La trasversalità si concretizza se esiste la capacità di governarla. Il turismo italiano è forte, ma è fragile se resta frammentato e poco gestito. Managerialità e trasversalità insieme possono trasformarlo in un motore non solo di crescita numerica, ma di valore duraturo per imprese, territori e comunità».

Spunti dalla tavola rotonda

Le riflessioni della giornata sono proseguite con la tavola rotonda guidata da Michele Tamma e Pietro Luigi Giacomon (Manageritalia Veneto), a cui hanno partecipato: Arianna Bernardi, Simonetta Mantovani e Stefano Sisto, Regione Veneto; Italo Candoni, Confindustria Veneto; Daniele Minotto, Federalberghi Veneto; Diego Scaramuzza, Coldiretti Veneto; Stefania Battaggia e Francesco Bortoluzzi, Comune di Venezia; Marta Ugolini, Comune di Verona.

Gli ospiti si sono concentrati sulle sfide e le opportunità del settore, guardando anche al sistema Paese e alla politica: negli ultimi anni, infatti, il peso relativo del turismo all’interno del sistema produttivo italiano è cresciuto in modo significativo, contribuendo in maniera sempre più rilevante al Pil nazionale e alla creazione di occupazione.

Questa evoluzione impone, quindi, una riflessione seria e approfondita sull’inquadramento normativo del comparto: secondo i relatori è necessario aggiornare e rafforzare il quadro legislativo per garantire una governance più efficace, una maggiore valorizzazione delle risorse territoriali e una tutela adeguata degli operatori del settore.

Solo così sarà possibile sostenere una crescita equilibrata e duratura, capace di rispondere alle sfide globali e di promuovere un modello di sviluppo turistico sostenibile e inclusivo.

Un impegno per il futuro

Al termine dei lavori sono stati consegnati i premi di laurea istituiti da Manageritalia Veneto e Ciset e destinati a laureandi e laureati del Triveneto con tesi di laurea su studi/casi di imprese del turismo.

Quest’anno sono state tre le tesi di laurea premiate, un modo per valorizzare e sostenere i giovani di talento che con impegno e competenza si avvicinano al mondo del turismo.

Ha chiuso l’incontro Lucio Fochesato, presidente Manageritalia Veneto, ricordando che «la conclusione del progetto “Turismo: Giovani – Imprese – Lavoro. Il Veneto verso Milano-Cortina 2026” rappresenta un momento importante di sintesi e rilancio: in quattro anni abbiamo costruito un percorso condiviso con istituzioni, imprese e scuola, per valorizzare il capitale umano e affrontare con visione le sfide del turismo veneto nei prossimi anni, puntando su formazione, managerialità, valorizzazione dei giovani e nuovi modelli di business. Ora sta a tutti noi attuare quanto emerso in questi anni».

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