Inflazione e boom dei prezzi: quali consumi?

Ecco come contenere gli aumenti che rischiano di ridurre in maniera significativa il potere di acquisto

Da mesi l’inflazione continua a crescere. E le previsioni, per la seconda parte dell’anno, non sono certo positive, con una stima superiore al 5%. In questo quadro, cosa fanno – e cosa possono fare – i consumatori per contrastare il boom dei prezzi? Come contenere gli aumenti che rischiano di ridurre in maniera significativa il potere di acquisto?

Partiamo dalle bollette, il cui rincaro a doppia cifra è legato all’incremento del prezzo del gas usato per generare energia elettrica. Il consiglio più scontato (ma non per questo meno efficace!) è utilizzare gli elettrodomestici in modo corretto. Optare per le lampadine Led, ridurre l’impiego del forno, avviare lavastoviglie e lavatrice solo a pieno carico privilegiando il programma eco. E, per quanto concerne il climatizzatore, impostarlo su una temperatura con uno scarto massimo di 6 gradi rispetto a quella dell’ambiente esterno.

Il caro-energia si riflette, ovviamente, sui carburanti. In questi mesi il prezzo di benzina, gasolio e metano è aumentato, in media, di oltre il 25%. Ciò ha spinto molti italiani (ben il 46%, secondo un’indagine di Facile.it) a tenere l’auto in garage a favore di mezzi più economici, come la bicicletta o la rete di trasporto pubblico. Per chi non può fare a meno delle 4 ruote, è utile scaricare le app che forniscono un quadro completo sui prezzi dei singoli distributori come Prezzi benzina, iCarburante, Fuelio e Gaspal. Inoltre, conviene optare per la modalità self service, che – secondo quanto rilevato da Altroconsumo – è più conveniente sino al 9% di quella servita.

Capitolo voli. Qui i rincari derivano da un mix di fattori: il sovraffollamento (dopo quasi due anni di stop gli italiani hanno voglia di viaggiare), i problemi con il personale e il balzo del costo del kerosene, che negli ultimi 12 mesi è salito di oltre il 100%. Cosa fare? Il consiglio è monitorare con assiduità le proposte e verificare, su un comparatore come Skyscanner, le varie opzioni. Ovviamente molto dipende dal periodo di partenza/arrivo: in agosto (soprattutto nelle 2 settimane centrali) i prezzi sono ai massimi per poi via via scendere. Tuttavia, anche i giorni possono incidere: di solito martedì e giovedì volare costa un po’ meno, mentre i picchi si registrano venerdì e domenica.

L’inflazione non risparmia il carrello della spesa. Gli incrementi più significativi riguardano i prodotti di prima necessità (a partire dall’olio, che sfiora + 70%) e il fresco (pesce, uova, pollame). Per fare fronte alla situazione le strategie sono tre:

1. scegliere i prodotti in promozione, spostandosi da un brand all’altro in funzione delle offerte;
2. privilegiare le private label, cioè le marche con l’insegna del distributore, che sono realizzate dai big brand del settore ma hanno un prezzo mediamente più basso;
3. diversificare i canali in funzione della categoria, spaziando dal mercato rionale sotto casa al discount.

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