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Meglio un’organizzazione gerarchica o piatta? La risposta ai quadri aziendali

Il ruolo del middle manager per cogliere il meglio dai due modelli e trovare una sintesi efficace e pratica
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Meglio un’organizzazione gerarchica o piatta? La risposta ai quadri aziendali

Un’azienda solitamente si organizza, comunica, adotta policy, assegna compiti e responsabilità per ogni collaboratore adottando più o meno consapevolmente un modello gerarchico o piatto. Una struttura piatta ha pochi livelli manageriali, supervisiona meno i dipendenti promuovendo il loro coinvolgimento nei processi decisionali. Tra i vantaggi ci sono inoltre l’aumento del livello di responsabilità, la velocità di comunicazione tra i collaboratori e la facilità con cui vengono prese le decisioni. Non di rado c’è una riduzione dei costi in strutture organizzate in questo modo dovuta all’assenza di figure manageriali intermedie. Gli svantaggi di questo modello? Spesso manca una persona di riferimento e si crea confusione e frustrazione tra il management. Le organizzazioni piatte tendono a produrre molti generalisti ma non specialisti. Il ruolo specifico di ciascun dipendente può inoltre non apparire chiaro e la crescita dell’organizzazione sul lungo termine è spesso limitata, inoltre il management può scegliere di non abbracciare nuove opportunità nello sforzo di mantenere la struttura. Le organizzazioni più grandi fanno fatica ad adottare un modello organizzativo piatto, a meno che l’azienda si divida in unità più gestibili.

Una struttura gerarchica segue lo schema di una piramide. Ogni dipendente, fatta eccezione per l’amministratore delegato, è subordinato rispetto a qualcun altro all’interno dell’organizzazione. I vantaggi in questo caso sono il riconoscimento di livelli di leadership definiti, l’autorità e il livello di responsabilità sono inoltre evidenti. Le opportunità di promozione motivano i dipendenti a migliorare le proprie performance sul lavoro. Le strutture gerarchiche promuovono poi lo sviluppo della specializzazione presso i dipendenti, che possono diventare veri esperti in determinate funzioni. Cresce anche il livello di lealtà e attenzione nei confronti del proprio dipartimento. Gli svantaggi in questo caso sono legati alla comunicazione, che tende ad essere meno efficace rispetto a quella delle strutture piatte. La rivalità tra i differenti dipartimenti può infiammare poiché ciascuno prende le decisioni che possono portare benefici al lavoro del singolo dipartimento anziché all’intera organizzazione. Altri punti deboli? Il tempo di risposta per i clienti può crescere e le retribuzioni per i differenti livelli manageriali possono aumentare.

In questo post apparso sul Blog du Management, Annette Chazoule fa notare che una via di mezzo tra questi due modelli è possibile e utile in quanto a ben guardare possono essere considerati compatibili tra loro. Gli aspetti senz’altro apprezzabili di una struttura gerarchica sono la sicurezza, l’organizzazione, l’ordine, mentre il lato agile tipico del modello piatto favorisce la creatività, l’innovazione, la collaborazione. I team di lavoro possono collaborare, immaginare delle soluzioni in rete in un ambiente ben strutturato.

Il cosiddetto manager di prossimità è la risorsa strategica per una possibile fusione dei due modelli. Attraverso il suo comportamento sembra incarnare un’idea di management più giusta, positiva, benevola. Dando l’autorizzazione ad agire ai suoi collaboratori, considerando l'errore parte del gioco e lo slancio verso nuove iniziative un'esperienza formativa.

Secondo un recente studio intitolato Rethinking ‘top-down’ and ‘bottom-up’ roles of top and middle managers in organizational change: implications for employee support pubblicato sul Journal of Management Studies, il manager della prossimità è in grado di cogliere il meglio di questi due modelli e metterli in pratica efficacemente, Si tratta molto spesso di un ruolo di middle manager, o quadro aziendale, in grado di favorire il cambiamento, facilitare la comunicazione all’interno di una struttura gerarchica e organizzata, apportando quegli elementi caratteristici del modello piatto e rendendo in questo modo la struttura più flessibile, veloce nei processi decisionali e in grado di raggiungere i suoi obiettivi.

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