Grafologia e selezione del personale nell’era dell’IA

Tra tecnologia e competenze umane, l’analisi della scrittura può offrire una chiave in più per individuare il candidato giusto
analisi grafologica

Candida Livatino – Perito Grafologa – Giornalista Pubblicista – Scrittrice
www.livatinocandida.it

In un mercato del lavoro sempre più competitivo, la qualità delle risorse umane rimane decisiva, nonostante la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale e degli altri strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione.

L’IA, alla quale molte aziende già ricorrono, è uno strumento che necessita di un utilizzo consapevole, capace di offrire quel valore aggiunto che fa la differenza.

Se non gestita correttamente, la tecnologia rischia di creare più danni che benefici.

Per questo, la scelta delle persone a cui affidare determinate funzioni è molto importante, anche in ruoli che non prevedono un utilizzo intensivo di strumenti digitali.

In presenza di un’offerta di candidati spesso ampia, il processo di selezione deve essere ancora più attento.

Accanto agli strumenti tradizionali e a quelli più innovativi, l’analisi grafologica può rappresentare un supporto complementare.

Il valore della grafologia

Sembra un controsenso affidarsi a una pratica, quella della scrittura manuale, che stiamo man mano abbandonando, ma le indicazioni che si possono trarre da un’analisi grafologica sono importanti e, a volte, fanno la differenza.

L’analisi della grafia non sostituisce il normale percorso di selezione, ma lo completa, portando alla luce in luce aspetti caratteriali che in un colloquio possono non emergere o risultare mascherati. Consente inoltre di cogliere le potenzialità di candidati che affrontano il colloquio con timore o eccessiva ansia.

Questo è particolarmente evidente nei primi colloqui o dopo esperienze di selezione non andate a buon fine. Purtroppo, a volte capita di dover rimpiangere talenti che, in fase di colloquio, non sono apparsi tali.

Disporre di un’analisi grafologica che metta in dubbio l’impressione ricavata dal colloquio, può, quanto meno, indurre a un approfondimento.

Il ruolo del grafologo

Il grafologo evidenziare caratteristiche e potenzialità non immediatamente percepibili, oltre a eventuali aree di rischio.

Il profilo integrato che ne deriva deve essere correlato al contesto aziendale e alla funzione da coprire. È infatti molto importante capire il grado di adattabilità del candidato al team di lavoro nel quale verrebbe inserito, in quanto alcuni aspetti caratteriali, pur in presenza di requisiti professionali interessanti, potrebbero generare situazioni negative.

Le principali aree di analisi

L’analisi grafologica prende in esame una serie di caratteristiche, anche non strettamente correlate al lavoro, al fine di comporre, come in un puzzle, un profilo sulla base del quale si potrà valutare l’idoneità del candidato a occupare un determinato ruolo.

Temperamento

Si valuta il temperamento, cioè il potenziale del candidato in termini di apertura e chiusura, dinamismo e passività, tensione e calma.

Capacità relazionali

Requisito sempre più importante per molti ruoli, sia all’interno dell’azienda, sia, ovviamente, all’esterno.

È proprio questo l’aspetto che va indagato con maggiore attenzione, per cercare di capire la personalità del candidato a tutto tondo, non solo in relazione alla funzione che dovrebbe svolgere.

Energia e resistenza

Si misura l’energia, cioè il livello di resistenza psicofisica e la capacità di sopportare fatica e stress. In particolare, è molto importante valutare l’attitudine a reggere picchi di lavoro dovuti a richieste improvvise o ad altre esigenze.

Ordine, metodo e flessibilità

L’ordine e il metodo sono caratteristiche importanti da misurare, soprattutto per alcune funzioni, non solo gestionali. Sono prerogative necessarie in alcuni ruoli, ma sempre di più si devono accompagnare a una certa elasticità, sia concettuale, sia d’azione.

Concretezza e programmazione

Due aspetti da indagare con attenzione, perché anche in contesti molto organizzati e con processi ben definiti, lo spazio per iniziative personali rimane ampio e i benefici che ne derivano per l’azienda sono significativi.

Costanza e responsabilità

Ma l’azienda si aspetta dal candidato altre due doti: la costanza nel portare a termine un compito, così come la responsabilità, intesa come coscienziosità e senso di appartenenza, ma anche come capacità di farsi carico personalmente delle azioni intraprese.

Autostima e capacità di affermazione

Molto importante, in particolare per alcuni ruoli, è la capacità autoaffermativa, cioè la voglia di migliorarsi e di emergere, l’abilità nel superare le difficoltà e raggiungere gli obiettivi fissati.

In questo senso l’analisi grafologica può dare un notevole contributo, misurando l’autostima del candidato. Ci sono persone che, in fase di colloquio, danno un’immagine di sé superiore a quella che intimamente percepiscono, e altre che invece, per timidezza o pudore, sono più restie a mettere in evidenza le proprie doti, anche quando sanno di avere le capacità richieste.

L’abilità suasiva

Così come è decisiva l’abilità suasiva, necessaria per coinvolgere e convincere clienti e collaboratori. È una dote che presuppone capacità dialettiche, ma anche la disponibilità a essere di esempio per gli altri, caratteristica che costituisce il miglior strumento di convincimento.

Le capacità suasive sono importantissime in ambito commerciale, ma lo sono anche per chi deve condurre un team di lavoro non proiettato all’esterno. T

Tutte, o almeno molte di queste caratteristiche, emergono chiaramente dall’analisi grafologica, sempre che si possa disporre di uno scritto sufficientemente ampio.

Segni grafologici e interpretazione

Il modo in cui il candidato occupa lo spazio nel foglio, la pressione che esercita e i segni grafologici che si riscontrano nel suo scritto possono confermare quanto emerso nel colloquio, oppure evidenziare alcune differenze di valutazione. In questi casi è opportuno un momento di confronto e un ulteriore approfondimento.

Un metodo ancora poco utilizzato

In Italia sono ancora pochi coloro che ricorrono a questo prezioso strumento, a differenza di altri paesi come la Francia, dove vanta una tradizione più consolidata.

È un peccato perché, proprio ora che la tecnologia è dominante, il contributo di questo strumento potrebbe essere un contributo concreto nella selezione del personale.

Alcuni esempi pratici 

1_LA SCRITTURA DEL MANAGER

Uno dei segni caratteristici della scrittura del manager è il largo tra parole, ossia il fatto che lascia molto spazio tra una parola e l’altra.

Quanto maggiore è lo spazio, tanto più spiccati saranno l’intuito e la capacità  critica del candidato.

Il “largo tra parole” segnala anche disponibilità a rivedere le proprie idee, di fronte alle argomentazioni convincenti di qualcun altro.

I concetti sui quali si fonda il suo pensiero sono infatti chiari e precisi, ma sottoposti ad un continuo e severo vaglio critico, per verificare eventuali carenze o errori.

Chi ha questo segno ha bisogno di capire le cose fino in fondo, di cogliere le motivazioni che sono alla base di quanto sta accadendo.

Un secondo segno grafologico spesso evidente nella scrittura del manager è  l’asta della lettera “t” retta.

Evidenzia che  non ama sbagliare,  cerca la perfezione in quello che fa e non accetta battute d’arresto.

Nel contempo segnala che è capace di sostenere e motivare i collaboratori nei momenti difficili e che desidera avere con sé persone capaci di dargli un contributo nelle decisioni da prendere.

Attenzione però! Quando le aste sono eccessivamente rigide, siamo di fronte ad una persona che ricerca la perfezione ed esagera un po’ nel porre obiezioni a quanto proposto dai collaboratori.

Questo può essere percepito come un atteggiamento di eccessiva superiorità e, come tale, poco gradito.

Il buon manager deve saper guidare ma anche fare gruppo.

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2_LA SCRITTURA DELL’IMPRENDITORE

Che caratteristiche ha la scrittura dell’imprenditore ?

Il segno grafologico prevalente è la dinamica, riscontrabile per il fatto che alcune lettere sono unite fra loro formando una spirale

La scrittura è molto vivace, non è statica, a testimoniare la vitalità e la determinazione di chi non si fa spaventare dalle difficoltà, guarda con favore tutte le novità ed è predisposto a trovare sempre soluzioni originali.

È una scrittura armoniosa, piacevole a vedersi, un po’ stilizzata, quasi sempre personalizzata.

È tipica di una persona dotata di un’intelligenza creativa, pronta a rinnovarsi e ad adattarsi alle più diverse situazioni, cercando di trarne comunque profitto.

Un altro segno che contraddistingue la scrittura dell’imprenditore è l’asola superiore gonfia  che è molto evidente nella “l” della parola “clienti”.

Indica ricchezza di idee, vivacità mentale e duttilità nell’affrontare un problema da più punti di vista al fine di trovare la soluzione migliore.

Spesso c’è un altro segno grafologico che contraddistingue la scrittura dell’imprenditore: l’ascendente. La grafia sale verso l’alto, come se inseguisse mete sempre più elevate.

È il segno che identifica la voglia di realizzarsi, di arrivare in fretta agli obiettivi prefissati, spinti dalla positività e dall’entusiasmo che costituiscono il propulsore necessario per superare anche le situazioni più avverse.

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3_LA SCRITTURA DELL’AVVOCATO

Quali sono i segni grafologici che caratterizzano la  scrittura dell’avvocato ?

Dovendo un po’ semplificare direi che sono quattro quelli più significativi, a partire dal segno “mantiene il rigo”.

La capacità di mantenere l’andamento del rigo, scrivendo su un foglio sprovvisto di righe, indica linearità e coerenza e denota una certa tenuta psicofisica, che, in momenti carichi di tensione quali quelli di un dibattimento, certamente aiuta.

L’autocontrollo e la tenacia nel perseguire i suoi obiettivi gli consentono di procedere nella direzione prefissata, anche in presenza di difficoltà e di pressioni esterne.

Un’altra caratteristica importante per un buon avvocato è la capacità di collegare le idee, di procedere deduzione per deduzione, di mettere insieme i vari elementi.

Il segno grafologico che evidenzia questa capacità è “attaccata”.

Lo si identifica per il  fatto che le lettere di una parola risultano attaccate tra loro, generate da una mano che non si stacca dal foglio.

Nell’esporre le sue idee procede con lo stessa consequenzialità. Pertanto non ama essere interrotto e non apprezza coloro che vogliono arrivare a conclusioni affrettate.

Un terzo segno grafologico che ritroviamo nella scrittura di un bravo avvocato è “l’allungo inferiore eccedente” (prolungamento verso il basso della parte inferiore delle lettere).

Segnala curiosità, interesse per tutto ciò che è tangibile e concreto. Questo lo porta ad avere un elevato senso pratico ed una forte capacità organizzativa.

C’è un ultimo segno che si relaziona a quella che passa per essere la prerogativa più importante di un avvocato, ossia la capacità dialettica. In grafologia viene denominato “acuta”.

La presenza di lettere appuntite, un po’ angolose, evidenzia che il soggetto, nei dibattiti, è in grado di tenere testa agli altri, sia come combattività che come abilità nel convincere chi deve decidere.

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