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Dialogo sul giudicato costituzionale

In attesa che Consulta si decida
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Dialogo sul giudicato costituzionale

R Salve dottore, come va?

D Ciao Raimondo, abbastanza… tu? Leggo sempre i commenti di nonno sul nostro portale dedicato alla previdenza. Ringrazialo e che non smetta, mi raccomando, per noi sarebbe davvero triste constatare che le notizie che pubblichiamo non suscitano riscontro…

R Riferirò… E questo? Non sapevo avesse un cagnolino!

D È una femmina ed è di mia cugina. Me l’ha affidata per il fine settimana; si chiama Consulta.

R È davvero carina, bianco candido con quelle macchioline nere…

D Piace molto anche a me… Se si decidesse poi, sarebbe anche brava; è da stamattina che la seguo e aspetto. Penso che abbia capito: se si decide torniamo a casa… Quindi fa finta, ci ripensa… Insomma, prende tempo e prolunga la permanenza qui al parco. D’altronde, per quanto possiamo amare i nostri animali domestici, li costringiamo al nostro volere… Dunque, il parco se lo meritano tutto! E noi padroni dobbiamo aver pazienza. Prima o poi deciderà.

R Non le spiace se le faccio compagnia?

D Raimondo, ti vedo crescere dall’età di tre anni… nessun disturbo; invece, se ti conosco almeno un po’, c’è qualcosa che vuoi chiedermi, vero?

R Sì, nonno mi ripete che di questo passo si troverà per strada, senza il becco di un quattrino, per colpa dei politici che prendono i soldi dove gli riesce facile… dice che è colpa loro se la sua pensione si è ridotta tanto… che adesso nemmeno le decisioni della Corte Costituzionale vengono rispettate… Possibile?

D Beh, lui è stato funzionario di banca e immagino abbia una buona pensione… ma avrà le sue ragioni per essere preoccupato. Vedi Raimondo, quando smettiamo di lavorare e andiamo in pensione siamo piuttosto anziani; in genere siamo stanchi e, non lavorando più, la pensione è spesso l’unica fonte di reddito. Lo Stato ne è consapevole: per questo ha previsto che le pensioni debbano essere, di anno in anno, perequate, cioè incrementate per far fronte all’inflazione. Se l’adeguamento da perequazione viene interrotto, come è già successo negli anni passati e più recentemente nel biennio 2012-2013, si crea un danno permanente, preoccupante…

R Capisco… ma perché nonno dice che le decisioni della Corte Costituzionale non vengono rispettate?

D Bella domanda! Penso si riferisca al fatto che nel 2015 la Corte si è pronunciata favorevolmente ai pensionati e - credimi non succede spesso - riconoscendo il diritto ad un adeguamento delle pensioni più favorevole di quello che il Governo aveva imposto.

R Lo ricordo bene… nonno era entusiasta della decisione… Comprò dai cinesi due bandiere italiane e le appese ai balconi. Disse che era orgoglioso della giustizia e delle nostre istituzioni.

D E ricordi anche come andò a finire?

R Ho solo 12 anni ma non sono mica smemorato: finì che il Governo non aveva i soldi per pagare tutti i pensionati e quindi votò un provvedimento più economico, che di fatto sostituiva quello incostituzionale...

D Raimondo sei uno spasso! È proprio così, il Governo sostituì la norma incostituzionale con un'altra, attualmente vigente, che ha riconosciuto la perequazione 2012- 2013 ad una fascia più ampia di pensionati ma li ha comunque penalizzati rispetto alla previsione originaria, quella che sarebbe stata applicata dopo la sentenza della Corte, facendo economie sulle spalle dei pensionati…

R Ah! Ecco perché nonno tirò via le bandiere dai balconi e disse che le avrebbe messe sulla tomba di nonna. Ma è legittimo?

D Posare il tricolore sulla tomba di nonna?

R Ma no! Dico, è legittimo che una norma incostituzionale sia rifatta dopo la sentenza di incostituzionalità? Non è un paradosso?

D Dal punto di vista generale direi di si, ma farne un discorso, appunto, generale, sarebbe inutile. Sicuramente quando si sente parlare di giudicato costituzionale dobbiamo subito pensare all’articolo 136 della Costituzione. Questo articolo, disponendo che la norma di legge dichiarata costituzionalmente illegittima cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione, pone un divieto operante erga omnes: la disposizione costituzionale infatti, non solo comporta che la norma dichiarata illegittima non venga assunta a criterio di qualificazione di fatti, atti o situazioni, ma impedisce anche che attraverso una legge si imponga che fatti, atti o situazioni siano valutati come se la dichiarazione di illegittimità costituzionale non fosse intervenuta. E come l'articolo 136 sarebbe violato ove espressamente si disponesse che una norma dichiarata illegittima conservi la sua efficacia, altresì risulterebbe violato in presenza di una legge la quale, per il modo in cui provvede a regolare le fattispecie verificatesi prima della sua entrata in vigore, persegue e raggiunge, anche se indirettamente, lo stesso risultato.

R Francamente non è che abbia capito proprio tutto eh… ma insomma, questa legge approvata dopo la dichiarazione di incostituzionalità, contrasta con questo articolo 136 della Costituzione?

D Beh, spero di non deluderti, ma devo ammettere che non so dare una risposta. Il giudizio di costituzionalità di una norma è estremamente complesso e richiede una preparazione giuridica che non mi appartiene; figuriamoci poi un giudicato di costituzionalità, cioè l’accertamento della reiterazione di un provvedimento già dichiarato incostituzionale. Peraltro, come probabilmente non ti sarà sfuggito, la violazione del giudicato costituzionale viene indagata dai giudici della Corte Costituzionale anche con riferimento agli effetti del provvedimento contestato; la Corte, in altre parole, anche se accerta che la norma sospettata di violare il giudicato costituzionale è diversa da altre già dichiarate incostituzionali, se cioè non ravvisa la similitudine fra i provvedimenti e dunque avrebbe la possibilità di escludere la sussistenza della violazione del giudicato costituzionale, compie comunque un’ulteriore indagine; valuta cioè se con quel provvedimento nuovo, apparentemente incontestabile dal punto di vista normativo, si raggiungano gli effetti di una norma dichiarata incostituzionale.

R Fico! Quindi alla Corte non sfugge nulla….

D Più o meno, Raimondo; i giudici costituzionali sono magistrati eccellenti ma le leggi, e ancor più i principi costituzionali, non sono assoluti, sono comunque interpretati dall’uomo e quindi, imperfetti. Per questo, almeno dal mio punto di vista, ogni giudizio di legittimità può riservare sorprese ed è difficile fare previsioni.

R Ok, però alla fine, dopo tutte queste spiegazioni, non ha risposto alla domanda….

D Raimondo, non ho risposto perché non c’è risposta: la violazione dell’articolo 136 della costituzione è stata dedotta nelle ordinanze di rinvio alla Corte e verrà dunque decisa assieme alle altre questioni. Dobbiamo aspettare, avere pazienza… è solo una questione di tempo!

R Questione di tempo… e lei, quanto dovrà aspettare ancora?

D Fra poco sarà l’ora di pranzo; Consulta avrà fame e allora deciderà… Nella vita, Raimondo, c’è sempre un interesse che prevale su una decisione!

R Ma allora cos’è più importante? L’interesse o la decisione?

D Bella domanda Raimondo! Questa davvero è una bella domanda…

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