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Uno di noi: vita da HR manager

Due chiacchiere con Rosa Santamaria Maurizio, vice president, head of market human resources Italy, Spain, Nordics, Netherlands, Cee and Turkey di American Express Italia. Parliamo di futuro e strategia degli HR manager, del territorio e dell’associazione romana a cui è iscritta
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Uno di noi: vita da HR manager

Cosa vuol dire oggi essere un hr  manager o, meglio, il manager delle persone? 
Contribuire fattivamente alla crescita e allo sviluppo del business attraverso una strategia hr tesa a sviluppare una cultura aziendale positiva che valorizzi la meritocrazia e lo sviluppo dei talenti e che favorisca l’engagement di tutti i  collaboratori.

Quali i punti di forza, indipendentemente  dall’azienda e dal settore? 
Visione strategica, capacità di influenzare i leader e l’organizzazione, profonda conoscenza del business e del settore aziendale, forte orientamento ai risultati, agilità nel gestire, reagire e adattarsi ai cambiamenti, forti capacità relazionali, passione per il proprio lavoro e voglia di fare la differenza.

Come un hr manager può dare  contributo e valore all’azienda?
Disegnando e implementando un’agenda hr che abbia un impatto concreto e positivo sul business. Quindi orientare il lavoro dell’organizzazione verso le priorità strategiche, valorizzando non solo gli obiettivi individuali o di linea ma anche quelli collettivi o “enterprise” che aiutano l’azienda a progredire nella sua crescita. I talenti e le persone sono la risorsa più preziosa per le aziende quindi l’hr manager, in collaborazione con il business, deve assicurarsi che la loro esperienza lavorativa sia la più positiva possibile e metterli sempre in condizione di dare il massimo e avere successo nel loro ruolo. E poi saper “leggere” il contesto esterno e normativo e tradurlo in opportunità di innovazione ed evoluzione per l’organizzazione stessa

Cosa fare per crescere professionalmente?
Cimentarsi con sfide sempre di verse e più complesse uscendo  dalla propria zona di comfort e allargando i propri orizzonti professionali e di competenza. Vivere gli errori come opportunità di crescita e avere il coraggio di testare nuovi approcci e soluzioni, continuando a evolvere professionalmente 

Una responsabilità europea cosa  cambia e cosa comporta? 
Si viene a contatto con culture e modi diversi di lavorare, quindi aumenta la complessità perché la conoscenza del contesto in cui si opera è chiave nel raggiungimento degli obiettivi. Inoltre si deve imparare a gestire team dislocati geograficamente ed essere efficaci nel gestire la propria agenda e i nuovi canali di comunicazione al fine di guidare il team internazionale verso gli obiettivi comuni e favorendo il senso d’appartenenza e di squadra». 

Lei vive a Roma, che ambiente  professionale c’è e come sfruttarlo? 
Nel settore privato non c’è una grande presenza di gruppi internazionali e questo limita le opportunità di impiego con la conseguente perdita di talenti che decidono di sviluppare il loro percorso professionale altrove. Per sfruttare meglio ogni opportunità, il consiglio è di sviluppare le competenze che le aziende ricercano di più in questo momento, come ad esempio quelle digitali,  e partecipare a occasioni di incontro con le aziende per individuare meglio le realtà che più rispondono alle nostre aspirazioni ed esigenze

Quali i modi per fare networking,  con vantaggi per sé e l’azienda, magari anche divertendosi? 
Partecipare a forum e tavole rotonde con altre aziende e colleghi per discutere come affrontare le nuove sfide del contesto lavorativo, condividere best practice e influenzare le scelte che riguardano l’evoluzione del paese dal punto di vista occupazionale. Recentemente abbiamo organizzato diverse tavole rotonde ospitando aziende di settori diversi per discutere del tema dello smart working e, più in generale, della flessibilità ed è stato interessante venire a contatto con realtà completamente diverse dalla nostra e prendere spunto dalle diverse iniziative

Managerialmente parlando, Roma  e la sua regione come sono messi? 
La managerialità non è un tema geografico, ai leader di oggi vengono chieste cose diverse rispetto al passato, come misurarsi con contesti più internazionali, gestire  team da remoto, rispondere in tempi brevi ai cambiamenti e alle sollecitazioni. In sintesi, l’adattabilità, la flessibilità e l’agilità nell’operare e nell’acquisire nuove competenze sono i temi con cui tutti noi dobbiamo confrontarci oggi per essere efficaci nel nostro lavoro

Lei è associata a Manageritalia  Roma: che rapporto e quali vantaggi ha? 
Dal punto di vista personale c’è una grande assistenza in caso di necessità su tutti i temi che riguardano il contratto nazionale o il proprio percorso professionale e la rivista Dirigente è un canale di comunicazione efficace per diffondere le novità tra gli associati. Dal punto di vista aziendale il nuovo contratto ha apportato importanti novità che facilitano le aziende per esempio nella nomina di nuovi dirigenti, ottima anche la possibilità di sviluppare le competenze dei nostri talenti utilizzando la formazione del Cfmt con percorsi anche aziendali ad hoc.


MANAGERITALIA ROMA - L’associazione in numeri 

Dirigenti 2.886
Quadri 170
Executive professional 759
Pensionati 1.039
TOTALE 4.854

Maschi 4.068
Femmine 786

Dati settembre 2017

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