Management

Business

TikTok... ci sei?

Una vera e propria palestra di marketing innovativo. Per i brand si apre una nuova frontiera nella comunicazione digitale che sfrutta il coinvolgimento diretto del nostro pubblico. Sviluppato in Cina, TikTok impazza tra i giovanissimi – e non solo – permettendo di realizzare video brevi e senza filtri per raccontare cosa facciamo in modo rapido, interattivo e scanzonato
Print
TikTok... ci sei?

Avrete sicuramente sentito parlare di TikTok, ma se avete più di venticinque anni è anche molto probabile che non l’abbiate ancora utilizzato!
Ed è un peccato, perché secondo molti TikTok presto spodesterà sia Facebook che Instagram come principale social media al mondo.

Nato in Cina solo nel 2016 con il nome di Douyin, inizialmente permetteva agli utenti attraverso l’app di creare video musicali di meno di 15 secondi con la musica in background in lip sync (in playback). Successivamente, anche attraverso acquisizioni negli Stati Uniti, ha esteso le sue funzionalità permettendo di creare video buffi, o di balletti, imitando quelli delle band pop più conosciute e permettendo di aggiungere filtri ed effetti speciali ai propri video che si possono poi caricare e condividere sull'app. Allo stesso tempo, TikTok utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare le preferenze e i video visitati in passato da ciascun utente, per creare un continuo feed di proposte di contenuti personalizzati per ciascuno di noi.

SPODESTERÀ FACEBOOK E INSTAGRAM? I NUMERI PARLANO CHIARO
Con una crescita nella diffusione senza precedenti tra i social media, TikTok rischia di spodestare Instagram come piattaforma più popolare tra i rappresentanti della Generation Z (meno di 25 anni).


Nel 2018, al suo solo terzo anno di vita, TikTok è stata l'app più scaricata negli Stati Uniti e la settima più scaricata nel decennio scorso, e nel 2019 ha raggiunto il miliardo di utenti a livello mondiale.
La crescita di TikTok rispetto agli altri social media è ancora più evidente dal punto di vista degli utenti attivi mensili: laddove Facebook e Instagram hanno impiegato sei anni per raggiungere il mezzo milione, a TikTok sono bastati solo due anni, e tutto indica che la crescita e la sua diffusione non sono destinate a rallentare, con il 90% degli utenti che la aprono ben 8 volte al giorno, con un uso medio di 52 minuti.
Il successo di TikTok risiede in tre principali innovazioni e differenze rispetto a Facebook e Instagram. In primis, TikTok utilizza un formato più dinamico e al passo con i tempi, il video anziché la foto statica.

BASTA FILTRI: NON MOSTRIAMO PIÙ IL NOSTRO LATO “PERFETTO”
In secondo luogo, ironicamente TikTok rappresenta l’antitesi di Instagram: laddove Instagram proietta un’immagine filtrata e artificiale con uno stile di vita artefatto e irraggiungibile, TikTok non pretende di mostrare il nostro lato più perfetto, anzi, ci mostra come noi siamo nel quotidiano, a volte un po’ goffi e divertenti, trasmettendo le emozioni in modo molto più spontaneo e diretto.

TIKTOK OFFRE DIVERSE OPPORTUNITÀ AI BRAND E ALLE AZIENDE 
Il terzo punto di differenza e di successo di TikTok è forse quello più potente e dove risiede il maggior potenziale per le aziende: il suo modello partecipativo

IL TARGET GEN Z: UN INVESTIMENTO SUL FUTURO
In primis TikTok recluta le persone al loro ingresso nel mercato del consumo. Promuovere il proprio brand su una piattaforma dove il 52% degli utenti in Cina e il 41% in Occidente ha meno di 25 anni, rappresenta un investimento sul futuro della propria marca, con diversi studi che confermano che i Gen Z entro il prossimo decennio diverranno il primo gruppo demografico acquirente di beni di alta gamma in Occidente e addirittura in Cina lo diverranno nei prossimi tre anni. Ma il vero fattore differenziante nella fruizione rispetto a Facebook e Instagram è che, anziché visionare passivamente centinaia di immagini e video, gli utenti di TikTok sono coinvolti e partecipi attivamente nel processo attraverso la creazione e condivisione di video.

UN MODO COINVOLGENTE PER FARE STORYTELLING
Se il format video sta divenendo lo strumento principale di storytelling dei brand, TikTok è riuscito a trovare la chiave di volta per fare coinvolgere e fare divenire i propri consumatori parte delle loro sponsorizzazioni e nel fondo dei valori del brand.

Se infatti su TikTok esistono diverse opportunità commerciali per brand, dalla semplice pubblicità ad aprire account ufficiali, link a e-commerce e negozi pop up virtuali, la vera innovazione e il vero valore aggiunto di engagement risiede nel far partecipare i consumatori alle challenge virali dei brand. Forse due esempi possono aiutarci meglio a capire questo modello partecipativo di coinvolgimento.


COME LE AZIENDE STANNO GIÀ USANDO TIKTOK CREANDO BRAND AMBASSADOR
Nel 2019, il brand di make up cinese Carslan, anziché fare della semplice pubblicità decise di sponsorizzare i Nex7, una band di un talent show cinese, invitando i fan a riprodurre il loro video musicale in playback mettendo a disposizione dei nuovi filtri ed effetti speciali creati appositamente da Carslan assieme ai Nex7 per gli utenti di TikTok. Improvvisamente una sponsorizzazione tradizionale diviene una potente forma per ingaggiare e motivare i consumatori creando una miriade di versioni del contenuto originale del brand dove questa volta il consumatore è partecipe e non più semplice fruitore passivo.

Un secondo caso è stata la maison di moda britannica Burberry che ha aperto un account ufficiale su TikTok lanciando la Thomas Burberry challenge (#TBChallenge) invitando gli utenti a ricreare con le loro mani il monogramma di Burberry, generando ben 57 milioni di visualizzazioni esclusivamente con contenuti generati dai suoi consumatori (gli user generated content), ulteriormente svecchiando il proprio marchio e aggiungendogli un cool factor.
TikTok ha di fatto aperto un nuovo canale di comunicazione e coinvolgimento ancora più profondo col consumatore, proprio come fece Facebook un decennio fa.

È anche vero che TikTok nel corso della crescita vertiginosa che la aspetta nei prossimi anni dovrà risolvere alcuni problemi etici che risiedono proprio nel suo modello partecipativo: dal ciberbullismo, all’emulazione di comportamenti pericolosi e sbagliati, ed essendo l’azienda ancora molto giovane non si è ancora organizzata per moderare i contenuti con una sensibilità culturale idonea ad ogni paese.
Ma in fondo è veramente incoraggiante osservare una piattaforma che apre una nuova modalità di comunicazione, e un nuovo strumento di coinvolgimento dei consumatori con i brand.


ALTRI ARTICOLI di Management