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Riprendiamoci il turismo: Paolo Gobbetti (Gruppo alberghiero Corvaia)

Le azioni in atto per la ripresa di un settore chiave del nostro Paese. La parola ai manager
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Riprendiamoci il turismo: Paolo Gobbetti (Gruppo alberghiero Corvaia)

Manageritalia vuole parlare dei vari comparti e territori del turismo italiano con una serie di interviste a manager di aziende e organizzazioni dell'intero settore (alberghi, cultura, leisure, agenzie viaggi ecc.) per cogliere le azioni in atto per la ripresa. Una ripresa che ci vedrà tutti protagonisti, come operatori o come turisti. Intervistiamo oggi Paolo Gobbetti, direttore operativo gruppo alberghiero Corvaia.

Quanto ha pesato la crisi in atto sulla sua azienda/organizzazione e, in generale, sul turismo del territorio siciliano?
«Ha influito pesantemente sulla stagionalità del 2019, partita a luglio e chiusa già a settembre, in termini di fatturato abbiamo perso il 50% sull’anno precedente».

Come avete fatto fronte sino ad oggi alla crisi?
«Con la cassa integrazione e altre forme di assistenza».

Oltre le singole aziende, l’ecosistema del turismo in Sicilia come ha reagito in questo duro frangente? Si poteva fare meglio e di più?
«Si poteva fare sicuramente molto di più, non c’è stata reazione né programmazione».

Quali le prospettive per il prossimo futuro?
«Purtroppo per il momento sono molto incerte, speriamo nella positività dell’azione vaccini e nel contributo del mercato lusso a cui si rivolgono le nostre strutture, che si attiverà anche senza particolari azioni commerciali non appena si potrà viaggiare con sicurezza».

La pandemia e la conseguente crisi hanno innescato dei cambiamenti irreversibili per il settore turismo e quali?
«Non credo a cambiamenti irreversibili, sarà una questione di tempi più o meno lunghi, ma il turismo continuerà a crescere, probabilmente si rafforzerà il turismo di prossimità, comunque positivo per il nostro Paese».

Avete in atto di cambiare qualcosa nel modello di business e nelle strategie per cogliere al meglio la ripresa e come?
«Pensiamo a una diversa, più forte attenzione alla sostenibilità delle nostre offerte e delle nostre strutture».

La Sicilia come si sta preparando alla ripresa?
«Non mi sembra che ci sia ancora la mentalità di sistema in Sicilia, purtroppo, né la giusta managerialità, ma anche una forte necessità di formazione, a partire dalle scuole specifiche».

E la vostra azienda in particolare?
«Stiamo operando per la trasformazione della nostra azienda e per progetti di azioni forti sul mercato siciliano, coinvolgendo altre strutture e realizzando un portale dedicato solo alla Sicilia».

Come vi aspettate che sia la domanda, i clienti… nell’immediato e nel prossimo futuro?
«La domanda sarà debole ancora per tutto il 2021, il 2022 sarà un anno di ripresa ma la forza del mercato si consoliderà solamente nel 2023».

Sostenibilità, digitalizzazione, ecc. sono opportunità e come?
«Un nostro progetto di struttura di accoglienza totalmente sostenibile per clientela sensibile e servizi a cinque stelle aprirà fra poco nel Trapanese e sarà il primo in Europa a raggiungere il massimo livello rispettando i parametri internazionali e il territorio e tutti i suoi prodotti e tradizioni. Questa è la vera opportunità del prossimo futuro».

Insomma, come si immagina il turismo in Sicilia e per l’Italia tutta da qui a cinque anni?
«Immagino una fase di sviluppo forte nei cinque anni di strutture sostenibili, che possano offrire esperienze adeguate a una clientela culturalmente attenta al territorio, alle tradizioni locali, ai tesori artistici e monumentali di una Sicilia che dovrà però adeguarsi alle esigenze di viabilità, organizzazione, managerialità e professionalità assolutamente necessarie a superare l’attuale fase di stagionalità eccessiva».

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