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Roberto Cerè: ecco le mie storie impossibili

Una guida alla trasformazione che prende a modello 50 uomini e donne straordinari
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Roberto Cerè: ecco le mie storie impossibili

Storie impossibili è l'ultimo libro di Roberto Cerè, coach dalla fama internazionale che dopo il successo di Se vuoi puoi, torna a raccontare percorsi di vita esemplari: uomini e donne oggi famosi e modelli per tutti, ma con un passato contraddistinto da ostacoli, momenti bui a livello personale e professionale, fino alla svolta decisiva. Tra le 50 storie, quella di Stephen Hawking, Coco Chanel ma anche di Giusy Versace e Alessandro Zanardi. Una guida alla trasformazione e un invito a cogliere opportunità ricorrendo al nostro potenziale.

Le storie che lei racconta hanno un punto in comune: il trauma, una situazione di grave difficoltà che costringe a fare appello a tutte le nostre forze per rialzarci e accogliere le nuove sfide. Per diventare straordinari è necessario fronteggiare il fallimento?

Lo spunto per questo libro è arrivato dalla costante ricerca nell’ambito dei miei corsi di persone che potessero testimoniare ai miei studenti la capacità di gestire le difficoltà e ottenere comunque risultati eccellenti. Esempi di come si possano gestire le avversità, anche drammatiche, per arrivare a vivere una vita colma di soddisfazioni, capace di diventare fonte d’ispirazione per molti, moltissimi di noi. Diciamo pure che per diventare straordinari serve non tanto fronteggiare un fallimento in sé quanto piuttosto saperlo interpretare senza farsi fermare.

Uomini e donne eccellenti: ma quanto contano i modelli, l’ambiente e la rete di supporto per dare il meglio di noi stessi?

Dopo più di 15 anni di attività nel mondo del coaching e della formazione ho constatato che uno dei segreti che fanno la differenza è proprio saper trovare i propri modelli di riferimento per crescere e migliorare. Il punto non è tanto crescere nell’ambiente giusto – questo fattore non lo possiamo determinare – quanto saper capire al momento giusto di quali modelli e di quali ambienti abbiamo bisogno per migliorarci e cambiare. Tutti coloro che hanno performance eccellenti nel loro settore a un certo punto hanno ricercato e selezionato figure cui riferirsi e contesti giusti per il loro percorso di crescita.

Il suo libro ha come mantra #sevuoipuoi: tutto dipende insomma dalla nostra volontà?

Se Vuoi Puoi, che come dice lei è una sorta di mantra, è un titolo simbolico. È naturale che nel business come nella vita non conti solo volere qualcosa ma sia necessario declinare la volontà in azione. I migliori, quelli che ce la fanno in ogni ambito, sono proprio coloro che “vogliono” declinare la loro volontà in azione dando corpo e struttura ai loro sogni o alle loro speranze.

Tra i personaggi raccontati, chi l’ha sorpresa di più?

Non vorrei fare torto a nessuna storia, davvero ho raccolto 50 esempi di vite straordinarie sotto diversi punti di vista. Dovendo citare alcuni casi fra i più famosi direi Simona Atzori, oggi una cara amica, che ha saputo rendere la sua vita luminosa come il suo sorriso pur essendo nata senza braccia. La sua forza e il suo carisma sono una vera e propria ispirazione e con gioia, a casa mia, espongo un mio ritratto dipinto proprio da Simona: un costante memento della straordinarietà della vita. Alex Zanardi, un grande campione, sulle piste e nella vita, che ho avuto il privilegio di incontrare durante diverse NY Marathon. Un esempio di come, passando per una vera e propria tragedia, si possa rinascere più forti di prima. Oggi Alex, con il suo esempio, è fonte d’ispirazione per milioni di persone. Leonardo Del Vecchio, uno degli esempi più potenti di Se vuoi puoi, da sempre per me fonte di grande ispirazione: un imprenditore che ha saputo costruire un impero partendo dalle stanze del Martinitt, l’orfanotrofio milanese.

Lei svolge attività di coaching: quanto è importante lavorare sulle persone per far emergere le potenzialità di ciascuno e sull’autostima, iniziando fin da piccoli, a scuola e in famiglia?

Gli amanti del calcio forse avranno sentito parlare di Eder, giocatore portoghese campione d’Europa, ringraziare la sua mental coach in diretta televisiva. Mi occupo di coaching da più di 15 anni e posso affermare senza timore di smentita che moltissimi personaggi di successo, sportivi, politici, imprenditori, top manager, hanno l’abitudine di lavorare con un coach per far emergere le loro potenzialità o superare qualche aspetto negativo. Ad oggi il coaching è sempre più ricercato e sta diventando una professione in fortissima espansione. È quindi evidente quale importanza ricopra il lavorare sui punti di forza delle persone per far emergere il meglio da ognuno: in tal senso i primi coach sono i genitori, che hanno la grande responsabilità, spesso purtroppo non percepita, di forgiare il carattere dei loro figlioli.








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