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I 6 peggiori consigli di carriera

Come evitare passi falsi e abbagli
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I 6 peggiori consigli di carriera

La carriera lineare di una volta non c’è più, oggi il percorso professionale e le varie tappe che lo contraddistinguono appaiono mutevoli e imprevedibili, lo ripetiamo spesso sui nostri canali. 

Come orientarsi allora in quella che appare come un giungla, in cui tutti sono pronti a dispensare consigli? 

Per venire incontro a queste esigenze, Manageritalia e XLabor hanno ideato Career Fitness, il percorso pensato per dare ai manager, attraverso l’agenzia per il lavoro della nostra organizzazione e alcune delle migliori società e professionisti di consulenza, transizione di carriera e coaching tutto quanto è oggi indispensabile per gestire attivamente il proprio sviluppo professionale e la propria carriera.

Come dicevamo, spesso si prendono abbagli, dando retta anche a chi dovrebbe avere un’adeguata professionalità per fornire indicazioni affidabili, come ad esempio alcuni “coach”, anzi, “bad coach”. 

In quest’articolo su Thrive vengono indicati i peggiori consigli di carriera che possiamo ricevere. Li sintetizziamo qui di seguito.

1 Continua a fare il tuo lavoro, anche se lo detesti. Se la retribuzione è l’unica motivazione dietro al proprio lavoro, la sensazione di essere “imprigionati” è inevitabile. La vecchia idea che il lavoro debba essere solo sacrificio e zero divertimento e che solo nel weekend e in vacanza si possa essere sereni è decisamente superata, soprattutto in tempi in cui il lavoro sconfina spesso nella dimensione privata! Il lavoro dovrebbe permetterci di esprimere il nostro potenziale, non soffocare le nostre aspirazioni.

2 Puoi raggiungere il successo professionale solo se tutto il resto va bene, anzi, benissimo. Lasciamo perdere i manuali di self help! Chi può vantare un work life balance perfetto, una vita sentimentale senza problemi, chi riesce a coltivare con costanza hobby interessanti, gestire il proprio tempo nel migliore dei modi, approfondire la propria dimensione spirituale, essere genitori attenti, affettuosi e autorevoli gestendo la nostra casa nei minimi dettagli? Nessuno. Appunto. 

3 Il criterio di scelta del lavoro? Quello che ti permette di guadagnare di più. Sacrificare il senso di ciò che si fa, l’impatto sugli altri e la società e le proprie aspirazioni ci condurrà a guardare indietro, una volta in pensione, con un senso di smarrimento. Ma ne è valsa veramente la pena? Chi mi ridarà tutto il tempo impiegato su un lavoro che mi ha solo fatto guadagnare? 

4 Lavora sodo, sii paziente e tutto andrà per il meglio. Moltissime persone sono frustrate perché pur lavorando duro e dando il massimo in quello che fanno non avanzano di livello. Il consiglio giusto, al contrario, dovrebbe essere: non è mai troppo tardi per fare networking: oggi si avanza e si fa qualcosa di nuovo solo se si è in grado di coltivare una rete di contatti rilevanti nel settore professionale di interesse. 

5 Lascia il tuo lavoro per inseguire le tue passioni. Girare il mondo, aprire un bar con vista oceano, scrivere un best seller… “Fail to plan, plan to fail” dicono gli inglesi. Un approccio realistico e soprattutto una strategia di medio e lungo termine è preferibile perché fare il salto nel vuoto senza obiettivi chiari può portare al disastro. Molto meglio coltivare una passione e provare a renderla, gradualmente, un lavoro. 

6 Cerca di apparire migliore di quello che sei: fingere di essere ciò che non si è facendo credere che tutto vada per il meglio richiede molta energia. Essere autentici e trasparenti su ciò che si fa è un approccio migliore, soprattutto in tempi in cui, complice il web, è piuttosto semplice “smascherare”.

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