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Coronavirus: le sfide per i manager e i loro team

Spunti di riflessione e consigli per best practice durante l’epidemia
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Coronavirus: le sfide per i manager e i loro team

Molte aziende hanno già invitato i propri lavoratori a svolgere le loro mansioni da casa. Riprendiamo alcune considerazioni pubblicate in due articoli usciti sul Financial Times (qui e qui), con spunti per manager, e non solo, coinvolti nel telelavoro da casa.

Il coronavirus potrebbe aver cambiato il mondo del lavoro e la sua organizzazione per sempre, forzando le aziende ad abbracciare il lavoro da remoto come non era mai successo prima”, afferma Ann Francke, del Chartered Management Institute.

“La sfida non è scevra di problemi: molte banche sono preoccupate su come gestire il nervosismo dei loro clienti e dei manager, mantenendo motivato e produttivo lo staff a casa”.

“Il coronavirus ha spinto le persone ‘tecnofobe’ ad abbracciare un lavoro più digitale e a riconsiderare l’opportunità di alcuni meeting, anche all’estero: un manager ha affermato che l’emergenza ha trasformato un incontro di due giorni in Asia in una video conferenza di un solo giorno, cosa che avrebbe avuto senso in ogni caso”.

“Dobbiamo utilizzare di più il telefono anziché le email per restare in contatto con i nostri collaboratori”.

“Dobbiamo mettere dei paletti tra lavoro e vita familiare, anche semplicemente vestendoci”.

“I manager devono prendere in fretta decisioni su chi può lavorare da casa e chi in ufficio e organizzare il lavoro di tutti conseguentemente”.

“Siamo consapevoli che i lavoratori avranno bisogno di tempo per adattarsi alla nuova routine lontana dal contatto quotidiano con i loro manager.

“Il lavoro da casa può far sentire isolati, è opportuno che le aziende introducano nuovi modelli di lavoro, come un check giornaliero con colleghi e collaboratori”.

“L’emergenza sanitaria mondiale ha evidenziato un gap enome tra le aziende già propense al lavoro flessibile, che hanno risentito meno di questa crisi e in cui lo staff può continuare a svolgere i propri compiti di sempre, e quelle dove il lavoro flessibile non era contemplato oppure solo in rarissimi casi”.

“Abbiamo un vantaggio rispetto all’epidemia Sars: oggi la tecnologia è molto più performante e soprattutto le persone sono più abituate ad utilizzare gli strumenti a nostra disposizione”.

“La sfida dei manager è capire quali lavoratori possano ricoprire durante questa emergenza altre mansioni e quali no, eventualmente intervenendo con programmi formativi ad hoc e immediati”.

“Un vantaggio di questa epidemia è la nuova collaborazione nella supply chain e perfino tra aziende concorrenti. Le best practice potranno diffondersi insieme al virus”.

“I manager devono fare il punto su dove sono allocate le risorse, su chi fa che cosa, un aspetto spesso drammaticamente ignorato durante i tempi normali".

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