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La formazione è "aumentata"

Nuove tecnologie per il lifelong learning.Opportunità e aspetti da considerare
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La formazione è

La crescente complessità imperversa in tutti i settori. Anche noi esseri umani ci evolviamo verso il futuro con nuove esigenze. Ciò che funzionava ieri oggi non funziona più. Ebbene sì. Questo vale anche nell’ambito della formazione aziendale.

La formazione aziendale oggi esige una conoscenza approfondita di quelle che sono le dinamiche intra e interpsichiche. Non bastano più i percorsi di motivazione o team building estemporanei che non producono effetti duraturi e specifici. Occorrono percorsi formativi che agiscano a un livello più profondo della psiche, in grado di produrre cambiamenti autentici e duraturi. Ecco che il lifelong learning si arricchisce di nuovi strumenti. Tra le novità nell’ambito della formazione del 2020 entreranno nuove tecnologie come la realtà virtuale e nuovi dispositivi preposti per una totale compliance con il welfare aziendale. Il Sole 24 Ore già ne parlava nel 2018, asserendo che la formazione con la realtà virtuale e aumentata è molto più efficace perché permette di diminuire i tempi di apprendimento e i costi.

Un’esperienza immersiva simile al gioco
La realtà virtuale applicata alla formazione aziendale prevede l’uso di visori che rendono possibile l’immersione in diversi scenari, appunto virtuali, in grado di esplicitare identificazioni e vissuti cognitivi/emotivi con l’obiettivo di produrre stati di consapevolezza profonda e quindi cambiamenti durevoli. Questi percorsi possono prevedere una fase di esposizione all’esperienza immersiva, attraverso appunto un visore, e successivamente la possibilità di elaborare la propria esperienza virtuale con il supporto di uno psicologo certificato, e infine una fase di approfondimento della dinamica emersa con l’esplorazione di teorie e costrutti psicologici validati.

Normalmente ogni esperienza virtuale ha una tematica dedicata, gli interventi difatti risultano particolarmente efficaci per rafforzare la vision aziendale, promuovere l’engagement, l’identità positiva, rafforzare la resilienza, favorire la crescita personale/professionale e il cambiamento. L’aspetto interessante nell’utilizzo di questi strumenti è rappresentato dalla possibilità di sperimentare un linguaggio innovativo, che diventi anche una moneta di scambio all’interno dell’azienda in termini di comunicazione, consolidando così l’identità e il clima aziendale. I percorsi di realtà virtuale dedicati alle organizzazioni rappresentano oggi un veicolo adatto per tutte quelle aziende che desiderano evolversi attraverso l’ausilio di strumenti innovativi, in grado di parlare un linguaggio moderno al passo coi tempi con il supporto di professionisti adeguatamente preparati per farlo. I percorsi possono essere organizzati per piccoli gruppi (massimo 10 persone), oppure attraverso un intervento individuale. 

Allenamento di biofeedback
C’è inoltre la possibilità di intraprendere un percorso altamente qualificato e qualificante di benessere psicofisico attraverso un allenamento di biofeedback. Il biofeedback è un dispositivo che consente di imparare a controllare e autoregolare le proprie risposte fisiologiche, solitamente non controllabili volontariamente.

Attraverso un training formativo, le persone imparano a riconoscere i propri meccanismi disadattivi sia in termini personali sia aziendali e con un allenamento personalizzato e specifico possono cominciare a sperimentare un benessere mentale, fisico ed emotivo potenziante. Anche questo percorso, come il precedente, può essere implementato da professionisti adeguatamente preparati in grado di approntare percorsi di allenamento personalizzati. Le sessioni possono prevedere un primo intervento educativo seguito da incontri di allenamento individuale o di gruppo. 

Lo strumento di biofeedback è in grado di individuare i meccanismi stressogeni di una risorsa, spesso alla base di conflitti interpersonali o errori. Un buon allenamento con il biofeedback è in grado di minimizzare gli errori umani e favorire un buon equilibrio psicofisico alla base di tutte le relazioni umane. Questo strumento risulta appunto efficace nel potenziare le capacità cognitive ed emotive dell’individuo in termini di lucidità, attenzione, maggiore concentrazione nello svolgimento di un compito e anche di equilibrio emotivo. Con queste risorse attivate il rischio di errori o malintesi si abbassa notevolmente.

Una formazione sul proprio vissuto
Un altro aspetto di questi strumenti è la personalizzazione, non più percorsi con lezioni frontali e teoriche ma “experience” vissute in prima persona. Qui si tratta di sperimentare la vision, l’empowerment, l’engagement. Non bastano più le parole pronunciate da qualche guru. La formazione si incarna in esperienze vissute sulla propria pelle. L’importanza di seguire training con psicologi o professionisti della salute mentale è un must per l’azienda. Questo perché le dimensioni come la comunicazione, la motivazione, l’apprendimento, l’empowerment o il change management tout court sono ambiti della psicologia.

Si tratta di temi interdipendenti che possono essere trattati solo da persone che hanno ricevuto un addestramento completo e specifico. Partecipare a un corso di comunicazione può invadere l’intero panorama psicologico di un individuo, e può scatenare insight e consapevolezze che richiedono talvolta un contenimento, una gestione, un supporto che nessun altro può gestire, a parte uno psicologo abilitato. Purtroppo i luoghi comuni hanno spesso disegnato la figura dello psicologo come uno strizzacervelli, analista freudiano in cerca di traumi infantili. Ma questo è solo un fumetto, un pregiudizio. Lo psicologo in realtà è un professionista che nelle aziende è in grado di apportare valore nelle dinamiche personali e interpersonali. 

Migliorarsi per far crescere le organizzazioni
Il confine tra dimensione professionale e personale è molto labile. Tutti noi, nello svolgimento della professione, proiettiamo qualcosa che riguarda la nostra dimensione più intima: i nostri sogni, le delusioni, i successi e i fallimenti del passato, fino ad arrivare ai nostri vissuti emotivi. Nella formazione aziendale si tende spesso a tenere separati l’ambito personale da quello professionale, come se si trattasse di due entità separate, ma in realtà non è così. Le scelte lavorative, molto spesso risentono del nostro umore del momento, delle preoccupazioni, delle tensioni accumulate nel tempo.

Evolvere dal punto di vista personale significa poter sciogliere quei nodi che molto spesso portano verso scelte lavorative che non sempre si rivelano efficaci. Migliorarsi come individui significa far crescere le organizzazioni in modo sano e più etico, in un mondo che cambia e dove diventa sempre più importante riuscire a bilanciare le proprie esigenze personali con le necessità professionali. Ecco perché sono necessari percorsi di formazione che agiscono a un livello più profondo. Tragitti formativi in grado di contemplare sia il lato personale che quello professionale, riuscendo a integrare risorse di carattere prettamente umano con competenze ed exercise professionali.

Le nuove frontiere di lifelong learning oggi necessitano una revisione, un linguaggio innovativo, un apprendimento più profondo per affrontare la complessità sempre più crescente. Questi percorsi inoltre permettono alle aziende di essere compliance con le nuove direttive in tema di welfare aziendale e poter accedere anche a sgravi fiscali. Il passo successivo sarà quello del “medicine business”, ossia la possibilità di ingoiare una pillola per assumere il mindset più adeguato per ogni situazione lavorativa. Ma per questo possiamo ancora attendere.

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