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Donne: entriamo nel merito (con Cristina Mezzanotte)

Lavoro, famiglia e società. Ripartiamo da e con le donne. Ne parliamo con Cristina Mezzanotte, presidente Manageritalia Emilia Romagna
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Donne: entriamo nel merito (con Cristina Mezzanotte)

Com’è essere donna oggi nel mondo del lavoro?
«Entusiasmante, faticoso, appagante. Ma per me è sempre stato così. Nel tempo sono cambiate le mie priorità e aspettative in merito al mio lavoro. Quando lavoro metto tutta me stessa per riuscire al meglio». 

Cosa non va, cosa manca… per arrivare al fatto che il genere non impatti sulle possibilità di lavorare?
«Non va che ci siano ancora gap di genere. Le ragazze devono osare di più. Le aziende con parità di genere hanno risultati migliori. Occorre che la società, le aziende (e anche i partner) offrano alle donne servizi (asili, aiuti per anziani) per poter avere un aiuto nella gestione della famiglia. Le donne sono ancora considerate quelle che “devono prendersi cura della generazione più anziana e di quella dei più piccoli”».

Quali ostacoli ha incontrato nella sua vita lavorativa addebitabili solo all’essere donna e permangono anche oggi?
«Ho sempre lavorato nel settore automotive, con predominanza maschile. Non ho mai vissuto come un limite il mio “genere”. Ho ragionato così: se può farlo un collega posso provarci anch’io. Mi sono preparata, ho continuato ad aggiornare le mie competenze. Ho avuto una famiglia che mi ha sempre supportato nelle mie scelte lavorative, sono stata fortunata».

Ci racconta un’esperienza personale positiva che ha vissuto nel suo lavoro dove il genere non ha influito negativamente?
«Sono arrivata dove avrei voluto: la direzione generale di un gruppo di concessionarie. Ci sono riuscita accrescendo il mio bagaglio di conoscenze, comprendendo ciò che sarebbe servito nel futuro. Mi spiego meglio: la mia indole è più rivolta al marketing/commerciale, ma era il controllo di gestione che mi avrebbe dato gli strumenti per aspirare alla direzione generale. Mi sono specializzata sul controllo di gestione e ne ho fatto una professione. Il marketing/commerciale restava la mia “vocazione”, ma i numeri erano il mio ascensore per crescere. E il genere non ha minimamente influito».

Le donne: non occupate o mediamente pagate meno, quali le cause?
«È un retaggio del passato, molte colleghe sono l’ammortizzatore sociale della propria famiglia. Si devono far carico di figli e genitori e sono obbligate a fare passi indietro nella carriera. Le cause: minor livello di servizi a disposizione delle donne».

La maternità pare essere ancora una causa di abbandono o perdita del lavoro o di freno alla carriera. È così e che fare?
«Sì, lo è. Si deve offrire alle ragazze opportunità per riuscire a conciliare lavoro e maternità. Le istituzioni e anche le aziende dovrebbero garantire più servizi per bambini e anziani. Cosa fare? Ci sono ottime best practice in nord Europa. Studiamole e replichiamole con un'impronta italiana. Ci sarebbero fior fior di manager che potrebbero farlo perché sanno di cosa ci sarebbe bisogno».

Cosa può e deve fare un manager per includere veramente e alla pari donne in azienda e nell’organizzazione del lavoro?
«Deve dare flessibilità per consentire alle donne di poter gestire famiglia e impegni. Deve ascoltare in profondità ciò che le donne hanno da dire».

Cosa pensa di quello che Manageritalia ha fatto in questi anni con il Gruppo donne manager e in generale per dare alle donne le stesse possibilità degli uomini sul lavoro?
«Manageritalia ha creato opportunità di confronto nei gruppi al femminile. In Emilia Romagna stiamo dialogando con la Regione attraverso il Progetto WomenNewDeal, con l’obiettivo di offrire percorsi di reskilling, mentoring ad autoimprenditorialità dedicati a donne di tutte le età. Manager 3D, il gruppo manager femminile dell’Emilia-Romagna, offre la propria competenza per creare questi percorsi a colleghe che hanno dovuto interrompere la propria carriera per la maternità o che sono in transizione e hanno bisogno di un riposizionamento sul mercato del lavoro».

Guardando avanti, cosa serve da parte di Manageritalia e in generale per arrivare a neutralizzare il genere sul lavoro e partire tutti alla pari?
«Manageritalia deve continuare a incentivare la partecipazione attiva delle donne. Deve dare spazio a progetti al femminile includendo la partecipazione dei colleghi. Deve enfatizzare le storie positive al femminile perché siano da stimolo per le altre donne».

Una parte significativa dei fondi del Recovery fund è destinata all’occupazione femminile. Una svolta per un futuro più “rosa”?
«Speriamo di trasformare questa opportunità in azioni effettive. Noi stiamo preparando progetti da “mettere a terra” e fare concretamente: donne per altre donne! Il nostro dialogo con le Istituzioni ci sta accreditando come Associazione capace di mettere in fila tutti i passaggi dei progetti affinché diventino valore aggiunto per le donne che vorranno utilizzarli per migliorare la propria posizione lavorativa per una società più equilibrata, dopo questa emergenza che ci ha profondamente cambiati».

Cristina Mezzanotte è presidente Manageritalia Emilia Romagna, consigliere amministrazione Manageritalia Servizi, consigliere amministrazione Company Service (piattaforma distribuzione Ricambi PSA) e responsabile commerciale startup benefit Servizi alla Persona. 

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