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Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

Una di queste consiste nel superare la paura da disconnessione, la sindrome FOMO, acronimo che sta per Fear of Missing Out, la paura di perderci qualcosa.
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Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social

Bene. Avete pubblicato sui social tutte le foto delle vostre vacanze. Le avete condivise con parenti e amici, in cambio avete ricevuto parecchi "like". Le foto più belle, con relativi commenti, sono state a loro volta condivise con altre persone. Tutto il vostro network è a conoscenza delle vostre vacanze e di quanto vi siete divertiti. Molto bene. 

Adesso cancellate tutto. No, non ci siamo capiti. Non dovete cancellare le foto, i commenti appena pubblicati la cui condivisione vi ha fatto sentire così popolari. No, dovete proprio eliminare il vostro account. Dovete cancellarvi da tutti i social network ai quali siete iscritti. 

Per quale motivo? Di motivi ce ne sono almeno dieci, come ci racconta Jaron Lanier, autore del libro "Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social" (Il Saggiatore, giugno 2018). 

Una di queste ragioni consiste proprio nel superare la paura da disconnessione, la sindrome FOMO, acronimo che sta per Fear of Missing Out, la paura di perderci qualcosa. Una paura subdola che spinge a rivolgere in modo costante il pensiero a quello che sta succedendo nel nostro network, alla necessità di essere sempre informati su tutto. Una sindrome, la FOMO, che spinge verso l’invidia, verso il bisogno di sbirciare nella vita degli altri, morsi dal dubbio che carriera, vacanze, relazioni personali altrui siano meglio delle nostre.

Una percezione falsata ma amplificata dalle molteplici connessioni che proprio la struttura dei social network favorisce. All’invidia si risponde quindi con altrettanta ostentazione, i social ci permettono di diventare i migliori PR di noi stessi amplificando le nostre normali vacanze ed esperienze in momenti unici, da ostentare per combattere la nostra banalità. Tutto deve essere sempre “super”.

Altro aspetto amplificato dai social network (e dal mondo digitale in generale) e quello del flusso continuo di notizie: gossip, politica, concerti, economia. Un blob indistinto che si mescola ulteriormente con i post dei nostri amici, con le foto del matrimonio di nostra cugina in Australia o dei gattini della zia. Un flusso continuo di informazioni inutili che ci travolge ogni giorno e che, se non arginato, rischia di sommergerci. Come uscirne? Questo libro potrà aiutarvi a staccare la spina. 

Non siete ancora del tutto convinti? Lo sarete quando capirete che i social generano dipendenza. Generano dipendenza come le sigarette. La notifica lampeggiante, la richiesta di amicizia, il commento positivo al nostro post hanno un effetto sul nostro cervello. Ogni messaggio o foto che compare sul display genera una piccola scarica di endorfine alimentando così la nostra dipendenza dai social. 

A sostegno, l’autore cita esperimenti psicologici di scuola comportamentista che ci riportano indietro di anni. Vi ricordate l’esperimento sui cani condotto dallo psicologo russo Ivan Pavlov? Ecco, questa volta i protagonisti dell’esperimento siamo noi.

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