Work-life balance: 4 consigli pratici

Da Alessandro Rimassa alcune dritte per dare il meglio al lavoro e divertirsi nel tempo libero
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Work-life balance: 4 consigli pratici

Il lockdown ci ha dimostrato come non esista una distinzione netta tra "work" e "life": vita  lavorativa e vita privata non si possono tagliare come due parti di una mela, ma il lavoro rimane una parte integrante della vita di una persona. 

Secondo la ricerca condotta da Randstad Workmonitor nel 2020, il 71% dei lavoratori italiani risponde a telefonate, email e messaggi di lavoro anche fuori ufficio, mentre il 53% confessa di restare “connesso" per gestire attività di lavoro anche durante il periodo di ferie. Solo il 54% degli italiani, infine, gestisce abitualmente questioni personali durante l'orario lavorativo. 

Perché questo accade? Secondo il 59% dei dipendenti, il datore di lavoro si aspetta che si gestiscano questioni di lavoro anche fuori dall'orario d'ufficio e, secondo il 52%, che si risponda durante le ferie e il tempo libero. 

L'errore, alla base di tutto, sta nel considerare il work-life balance come il raggiungimento di un equilibrio tra vita privata e lavoro, in grado di permetterci un alto livello di benessere fisico e psichico, includendo con le giuste priorità il lavoro, la famiglia, lo sport e i viaggi. Si dovrebbe piuttosto parlare di life-balance: ammettendo, infatti, che non esiste una distinzione tra work e life ci si può liberare dal fardello di "dover" trovare un equilibrio tra i due ambiti e si può  cominciare a integrarli e a vivere in modo più leggero. Ma come fare? 

I consigli pratici di Alessandro Rimassa
Esperto di future of work, education e digital transformation, Alessandro Rimassa è un  giornalista professionista e autore di sei libri, tra cui Generazione 1.000 euro. Ha da poco pubblicato un nuovo libro chiamato Company Culture, edito da Egea, sull'urgenza di attuare un cambiamento della cultura aziendale incentrato sulle persone. Si tratta di un tema centrale in un momento storico particolare in cui imprese e lavoratori si stanno domandando come cambierà il mondo del lavoro, dopo questi mesi in cui molti hanno sperimentato lo smart working. 

Secondo Rimassa, ognuno di noi ha una definizione diversa di equilibrio che può  cambiare nel tempo poiché, a seconda delle diverse fasi della vita ciascuno di noi attribuisce un peso diverso al lavoro, alla famiglia e al proprio tempo libero. Per raggiungere la consapevolezza e l’equilibrio tra questi mondi propone di seguire un percorso in quattro step: 

1) Descrivere la propria giornata ideale, ripensando ai giorni in cui va tutto bene e si hanno  le energie da dedicare ad ogni aspetto della propria vita, senza tralasciare nulla (orario della sveglia e della pausa pranzo, confronto con i colleghi, attività di svago). Si preferisce la libertà di organizzare il proprio tempo oppure avere la certezza che alle 18.00 si potrà sempre smettere di lavorare? 

2) Stabilire le priorità rispondendo a queste semplici domande: Qual è la priorità adesso? La  carriera? La famiglia? Coltivare una passione? Preparare una maratona? Una volta stabilita le priorità, bisogna stabilire quanto possiamo dedicarci ad ogni singola attività. 

3) Organizzare la propria giornata con un calendar, facendo in modo che le attività più importanti siano le prime e che quelle che danno più gioia non saltino (quasi) mai. Essere consapevole di come vengono impiegate le ore della giornata (sia di lavoro che di svago) aiuterà ad organizzare meglio il proprio tempo, scoprendo così quali attività sono superflue, e quali invece le più importanti. 

4) Controllare le statistiche di uso del cellulare e del computer: su quali siti si trascorre più tempo? Quanto tempo viene trascorso sui social media? Mettere dei paletti è importantissimo per il proprio equilibrio. Occorre stabilire quali siano i confini invalicabili per i propri superiori, comunicarli con chiarezza e rispettarli, essendo comunque flessibili con se stessi. 

L’equilibrio tra vita lavorativa e personale può essere più stabile e raggiungibile in certi fasi  delle vita: l'importante è sapere quali siano le priorità, essere trasparenti nel comunicarle ed essere consapevoli che la vita è una, unica e possiamo viverla al meglio organizzandoci. Via libera quindi alla sperimentazione per allenarsi a trovare il giusto equilibrio dando il meglio  al lavoro e divertendosi nel tempo libero.