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6 trucchi per tenere alta la motivazione

Consigli pratici per tenere duro e raggiungere i propri obiettivi
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6 trucchi per tenere alta la motivazione

Se volete prevedere quanta carriera farete, guardate al vostro grado di motivazione più che alla vostra intelligenza e abilità. Conoscere alcuni accorgimenti che aiutano ad aumentarla risulta particolarmente utile a chi deve ricominciare, soprattutto se la motivazione di partenza non è alta.

Mi riferisco in primis ai nuovi inizi “non desiderati” in cui, se lasciassimo fare all’istinto, saremmo recalcitranti e autosabotatori, ma anche a quelli voluti, in cui gli eventi possono svilupparsi in maniera meno idilliaca e ideale di come potremmo prevedere, rendendoci poi amari e delusi.

Se commettiamo questi errori, umani ma evitabili, le cose si mettono di solito molto peggio di come sarebbero potute andare.

Ecco 6 trucchi per aumentare la vostra motivazione.

Trucco n. 1: scegliere bene gli obiettivi. Abbiamo già parlato di obiettivi nel Capitolo 4 spiegando che quelli fuori dal nostro controllo rischiano di spaventarci e crearci frustrazioni. Inevitabilmente, però, qualche obiettivo sul punto di arrivo ce lo dobbiamo dare. A questo proposito mi preme sottolineare che, anche se può sembrare contro-intuitivo, la maggior parte di noi non è motivata da obiettivi grandiosi (per esempio: fondare una startup milionaria, diventare il prossimo Steve Jobs, diventare il più giovane avvocato d’Italia). La ragione è che sono troppo distanti da dove ci troviamo e oscurano il raggiungimento di tappe intermedie.

Se il vostro obiettivo è andare in automobile da Roma a Capo Nord, arrivare a Milano vi sembrerà poca cosa perché la strada davanti a voi è ancora molto lunga. Meglio quindi darsi obiettivi raggiungibili e celebrabili, pur avendo in mente dove si vuole arrivare.

Trucco n. 2: trovarsi un gruppo di supporto. Il miglior gruppo di supporto è fatto di persone simili a noi, che si trovano nella stessa fase della vita, quella in cui si ricomincia, o che almeno ci sono passate. Con questo gruppo (basta un’altra persona o altre due, non deve essere necessariamente ampio) è utile condividere i propri obiettivi e le proprie sfide per non sentirsi soli.

Trucco n. 3: rendere conto a qualcuno. Se si corre insieme non solo si fa meno fatica, ma si crea anche una accountability nei confronti gli uni degli altri. Il professor Gail Matthews, docente della Dominican University of California, ha rilevato che il 70% delle persone che condividono con qualcuno lo stato di avanzamento verso i propri obiettivi li raggiunge settimanalmente, contro la media del 30% di chi non li condivide. Il fatto di dover rendere conto ad altri evidentemente aiuta.

Trucco n. 4: utilizzare l’effetto 1° gennaio. Non intendo che si debba aspettare il nuovo anno, naturalmente. Voglio soltanto dire che ricominciare può essere come il Capodanno: il momento in cui si spera per il meglio, disconnettendosi da eventuali insuccessi, obiettivi mancati, frustrazioni e delusioni passati per proiettarsi in un periodo nuovo che ci auguriamo positivo. Se riuscite a pensare in questi termini al nuovo inizio, cioè come a una pagina bianca su cui scrivere il futuro dopo che avete voltato l’ultima pagina del passato, sarete un po’ più motivati.

Trucco n. 5: sfruttare la potenza del non verbale. La tesi che la postura che assumiamo possa influire sul nostro umore ha sostenitori e detrattori. C’è chi afferma che alcune posture ci facciano sentire più potenti e altre più deboli, che alcune ci aiutino a sentirci sicuri di noi mentre altre abbiano l’effetto opposto. Alcuni esperimenti confermano e altri no, come avviene talvolta in questo ambito.

Tra i sostenitori del legame tra linguaggio del corpo (detto anche non-verbale) e umore, vi è la psicologa statunitense Amy Cuddy che l’ha efficacemente popolarizzato in un TED Talk dal titolo “Il vostro linguaggio del corpo determina chi siete” in cui spiega, tra le altre cose, come assumere le “posture di forza” anche solo due minuti al giorno, cambi il modo in cui ci sentiamo. Secondo la dottoressa Cuddy queste posture riescono a diminuire il nostro livello di cortisolo (l’ormone dello stress) e ad aumentare quello del testosterone. Il nostro cervello, questa è la tesi, avendo registrato l’associazione tra una certa po-stura e il nostro livello di sicurezza, ci manda segnali di sicurezza quando la assumiamo.

Si tratta di automatismi di cui non siamo consapevoli, ma che vale la pena tentare di utilizzare a proprio vantaggio, pur riconoscendo che non su tutti hanno lo stesso effetto (personalmente trovo che funzionino). La posa potenziante per eccellenza è data da gambe salde e leggermente aperte, spalle larghe e rilassate, braccia lungo i fianchi (o sui fianchi), testa alta. Da evitare invece le posizioni ripiegate, schiacciate, con le spalle e il capo curvi e, in generale, una postura orientata verso il basso. Vale la pena di provare: male che vada, se non funziona su di voi, funzionerà sugli altri.

Trucco n. 6: capire che è come un lancio spaziale. Stephen R. Covey, nel suo libro Le 7 regole per avere successo, usa la metafora del viaggio dell’Apollo 11, la missione spaziale che per prima portò gli uomini sulla Luna, per spiegare le difficoltà di cambiare. Per superare la forza di gravità terrestre, Apollo 11 consumò, in pochi minuti, più energia di quella spesa in vari giorni successivi di viaggio spaziale lungo quasi un milione di chilometri. Tutti si entusiasmarono per l’allunaggio ed esultarono per i passi degli astronauti Armstrong e Aldrin sulla superficie lunare ma, spiega Covey, tutto questo non sarebbe stato possibile se Apollo 11 non fosse riuscito a percorrere i primi chilometri, quelli in cui la forza di gravità terrestre era maggiore.

Ecco, ricominciare funziona esattamente allo stesso modo: la fase più dispendiosa di energia è quella in cui dobbiamo vincere la resistenza iniziale che ci tiene ancorati saldamente al passato.

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Testo tratto da Il magico potere di ricominciare, Odile Robotti, Mind Edizioni. 

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