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Bikeconomy: l'economia delle due ruote

Gianluca Santilli e Pierangelo Soldavini firmano un saggio sulle economie che nascono dalla bicicletta. Opportunità, business, modelli di riferimento e novità in arrivo. Intervista ai due autori
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Bikeconomy: l'economia delle due ruote

Che cosa si intende per Bikeconomy: quali sono i numeri dell’economia delle due ruote?

La bikeconomy è il fenomeno economico che analizza i flussi finanziari che scaturiscono dall’utilizzo della bicicletta. I principali comparti interessati sono: turismo, infrastrutture, mobilità smart, produzione, tecnologia, moda, salute e prevenzione, clima, ambiente, occupazione, sostenibilità. Il valore è stato stimato in 517 miliardi nella sola Ue (fonte European Cyclist Federation - Osservatorio Bikeconomy).

Molte città europee hanno deciso di investire sulla mobilità green a due ruote: a che punto siamo in Italia?

Quali prospettive per i prossimi anni? L’Italia è al diciassettesimo posto nella Ue per l’utilizzo della bicicletta e quindi ancora molto indietro. La legge quadro sulla ciclabilità, emanata nel dicembre 2017, ha fatto acquisire alla bicicletta lo status di mezzo di trasporto e stanziato 500 mln di euro per l’attuazione di infrastrutture ciclabili. Il trend a favore dell’economia sostenibile sicuramente velocizzerà un processo di crescita allo stato ancora in fase iniziale. Tra le grandi metropoli, mentre Milano ha avviato un deciso programma per la smart mobility, Roma appare ancora quasi ferma ma sarà ineludibile avviare progetti strutturati di riqualificazione urbana in tempi brevi onde evitare irreversibili perdite di competitività e attrattiva per quanto riguarda gli investimenti.

Quali sono i settori economici in cui la bicicletta avrà un ruolo da protagonista?

Smart cities e cicloturismo.

Esiste ancora un problema culturale? Le nuove generazioni sono più propense a montare in sella?

Più che di problemi culturali si dovrebbe parlare di carenza di infrastrutture adeguate. Laddove sono state realizzate è stato un successo a favore della green mobility. I giovani, ma non solo, sono molto propensi ad evitare l’auto privata a favore di mezzi di micromobilità smart tra i quali la bicicletta e la e-bike in particolare.

Quali sono i modelli di riferimento di smart & green city su due ruote?

Oltre ad Amsterdam e Copenaghen, Oslo, che dal gennaio 2019 ha interamente chiuso all’auto privata, inclusa quella elettrica, ma oramai anche Londra, Parigi, Madrid, New York. 

Come sarà la bici del futuro?

Molto simile all’attuale, ma soprattutto a pedalata assistita

Secondo l’Osservatorio Bikeconomy, quali nuovi business potranno nascere attorno al mondo delle due ruote? E quali ruoli manageriali?

Il business principale è quello delle infrastrutture legate alla realizzazione delle smart cities, le megalopoli del futuro che per essere tali dovranno dotarsi di una mobilità green e smart, unitamente a quello della radicale riqualificazione del turismo che si vuole sempre più attivo e sostenibile. Tutte le competenze relative a questi business saranno molto richieste (mobility manager, urbanisti, architetti, ingegneri, imprenditori del turismo ecc.).



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