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Una nuova scuola per manager dell’ospitalità e del turismo

Apre la Macugnaga Monte Rosa International School of Hospitality Management. Un interessante progetto formativo per fare carriera dirigenziale in strutture di qualità internazionale. Ne parliamo con il presidente Damiano Oberoffer
  • Data 24 gen 2018
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Una nuova scuola per manager dell’ospitalità e del turismo

Come nasce l’idea di una scuola dedicata ai profili manageriali del turismo e ospitalità alle pendici del Monte Rosa e qual è la vision?
Macugnaga in passato ha già vissuto l’esperienza di una scuola alberghiera, con la Baita dei Congressi attiva dal 1973 al 1986. L’Ossola, in generale la Provincia del Verbano Cusio Ossola, a nostro parere ha bisogno di una nuova offerta di alta formazione per almeno due ragioni: favorire la crescita professionale del territorio e trasformare questo in attrattore di studenti e interessi dall’esterno, puntando così a sostenere anche lo sviluppo e la programmazione locali.

Avete anche dei partner o sponsor?
Stiamo lavorando alla definizione di accordi e collaborazioni con le principali associazioni di categoria del comparto turistico-alberghiero, aziende e compagnie alberghiere, università e scuole sia italiane che estere.

Formazione di alto livello con corsi internazionali per gli operatori dell’ospitalità e del turismo è il vostro obiettivo. A cosa puntate?
Puntiamo a una didattica di eccellenza, tenuta da esperti del settore e professori universitari. I nostri corsi punteranno ad accrescere le competenze di management nei campi del Food and Beverage, Rooms Division e Hospitality, senza tralasciare le basi operative spesso trascurate da corsi simili. Un buon direttore d’albergo, per intenderci, deve sapere come si lava un pavimento, come si gestiscono eventuali problemi durante un servizio di ristorante o il check-out al front office.

Una buona formazione, una solida “cultura del lavoro”, è la base fondamentale per fare carriera e ambire a livelli dirigenziali, a strutture di qualità internazionale.

Quanto è importante oggi la formazione per i giovani che vogliono entrare nel settore turistico/ricettivo?
Una buona formazione, una solida “cultura del lavoro”, è la base fondamentale per fare carriera e ambire a livelli dirigenziali, a strutture di qualità internazionale.

La vostra scuola sarà utile anche per i giovani che escono dagli istituti alberghieri o per quelli che dopo pochi anni di lavoro vorranno fare il salto?
I nostri corsi, oltre a chi è già nel settore e vuole incrementare le proprie conoscenze e competenze, si rivolgono principalmente proprio ai neodiplomati, italiani o stranieri, di qualsiasi scuola, che sia un alberghiero, un turistico, un liceo. Grazie a un’offerta di buone basi operative, abbinate ovviamente a quelle strategiche e gestionali, anche chi non è mai entrato in una cucina o non è mai stato dietro un desk potrà introdursi agevolmente nel mondo dell’ospitalità.

Come saranno modulati i corsi che offrirete e che formazione sarà?
La nostra sarà una scuola in pieno stile universitario. Le lezioni in aula saranno alternate a lezioni laboratoriali, tirocini, incontri con esperti, uscite didattiche e attività di ricerca. Ampio spazio sarà dedicato al lavoro di gruppo. Per i supporti didattici punteremo molto sul digitale.

Il settore del turismo ha sicuramente bisogno di crescere facendo più sistema. Possiamo dire che oggi il piccolo è bello solo se si mette in cordata con altri e soli non si va da nessuna parte?
Fare rete è fondamentale, competere da soli è una follia: poche risorse significano pochi mezzi a disposizione e viceversa; si può crescere solo facendo squadra con altri, il futuro, l’evoluzione del settore e delle esigenze non aspettano. Inoltre facendo sistema si può lavorare meglio sul lato promozione, una pecca tutta italiana. La nostra Scuola è già un esempio di sistema: sarà diffusa sull’intero territorio di Macugnaga, coinvolgendo tutti gli attori locali, pubblici e privati.

Cosa pensa della necessità del turismo di fare sinergia con cultura in senso ampio, sport ecc. e quindi del destination management?
Lanciando, promuovendo, favorendo cultura, arte, sport, artigianato, enogastronomia locali si possono incrementare i flussi turistici e movimentare così le strutture ricettive e i servizi a disposizione. Il lavoro di squadra di enti pubblici e privati può portare a ottimi risultati, basta crederci e impegnarsi.

    «Non ci si può improvvisare dirigenti d’albergo: prima devono venire la formazione e le buone esperienze lavorative all’estero»

Non pensa che una carenza su tutte sia quella della poca managerialità del settore?
L’Italia è il Paese dei bravi cuochi, meno dei bravi manager, infatti. Non ci si può improvvisare dirigenti d’albergo: prima devono venire la formazione e le buone esperienze lavorative all’estero.
Troppo spesso si incontrano dirigenti che improvvisano, a discapito della qualità dei servizi e del lavoro dei propri dipendenti. In Italia purtroppo ce le sogniamo le lauree in hospitality management da sempre attive, ad esempio, in Svizzera. Ecco perché una nuova scuola residenziale di management, in lingua inglese, a due passi da Milano, Varese e Novara.

Quindi, quanto è importante la figura manageriale nel settore turistico e dell’accoglienza e quali sono le caratteristiche professionali richieste?

Un’impostazione manageriale del lavoro prevede che ogni decisione sia oculata, scientificamente supportata, basata su documentazioni e informazioni affidabili e complete. La gestione della squadra sarà sempre mirata alla valorizzazione ed esaltazione delle competenze e delle abilità di ognuno per vincere in uno sport che deve rimanere un gioco in team. Il lavoro ricettivo e ristorativo è rivolto a clienti/ospiti provenienti da tutto il mondo. Un manager dell’ospitalità deve avere un’apertura internazionale sincera e vasta. Conoscenze sui mercati mondiali lo aiuteranno a impostare strategie e tattiche efficaci per la propria azienda.

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