Lavoro

Welfare

Le persone obese dovrebbero essere più tutelate sul lavoro?

Circa un terzo della popolazione mondiale è in sovrappeso o obesa. La proposta di un consulente del governo britannico
Print
Le persone obese dovrebbero essere più tutelate sul lavoro?

Il diversity management ispira sempre più la gestione delle risorse umane. Eppure, mentre ci si riferisce generalmente a caratteristiche come la razza, l’età, la disabilità, la religione, il genere e l’orientamento sessuali, si fa ancora poco per chi soffre di obesità. Sì, anche la differenza di peso può essere un fattore discriminante e richiedere delle policy aziendali ad hoc

La questione è tutt’altro che marginale. I dati dell’Organizzazione mondiale della sanità ci dicono che circa un terzo della popolazione mondiale è in sovrappeso o obesa: nel 2016 più di un miliardo e 900 milioni di adulti dai 18 anni in su era in sovrappeso. Di questi, oltre 650 milioni potevano essere classificati come obesi. 

In questi giorni è uscita la notizia della proposta di un consulente del Dipartimento per il lavoro e le pensioni del governo britannico e membro del comitato consultivo di Public Health England, Stephen Bevan, per una legge in materia.

La proposta prevede il permesso di iniziare il lavoro un’ora più tardi rispetto ai colleghi, evitando l’orario di punta e tutti i disagi connessi, di avere uffici su misura e poter lavorare da casa. 

Gli obesi sono del resto vittime di discriminazione. Secondo un recente studio un cittadino britannico su cinque ha affermato che si opporrebbe se una persona obesa si sposasse con un membro della propria famiglia.

Il prof. Bevan ha aggiunto: "Alcune persone sostengono che l'obesità è l'ultima caratteristica che è ancora socialmente accettabile prendere in giro". 

Ma i piani del professor Bevan sono stati fortemente criticati con il timore di attirare l'odio piuttosto che fornire una soluzione al problema. Christopher Snowdon, a capo del lifestyle economics all’Institute for Economic Affairs, ha dichiarato: "Questa è un'idea ridicola che, se fosse attuata, creerebbe solo risentimento nei confronti delle persone obese. Essere grassi non è una disabilità e la maggior parte delle persone arriva al lavoro in auto, quindi è difficile capire perché alle persone obese dovrebbe essere data un'ora in più per arrivare. Se alle persone obese devono essere concessi privilegi speciali, non dovremmo anche concederli ai fumatori, agli alcolizzati e ai giocatori compulsivi?”.

Voi cosa ne pensate? 

ALTRI ARTICOLI di Lavoro