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5 motivi per assumere un senior

Oggi il lavoro è flessibile, remoto, occasionale e part-time, sempre più standardizzato e le carenze di competenze sono presenti in molti settori: ecco perché le organizzazioni dovrebbero tenere in maggiore considerazione i lavoratori più anziani
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5 motivi per assumere un senior

Grazie a Dio siamo più longevi e sani rispetto al passato. Secondo le Nazioni Unite, quasi 700 milioni di persone hanno ora più di 60 anni. Entro il 2050, 2 miliardi di persone, più del 20% della popolazione mondiale, avranno 60 anni o più. Di conseguenza, possiamo e vogliamo lavorare più a lungo. Ma non è sempre semplice restare in azienda dopo una certa età. Un recente studio dell'Università del Sud Australia ha rilevato ad esempio che quasi un terzo degli australiani percepiva una qualche forma di discriminazione legata all'età mentre era impiegato o era in cerca di lavoro negli ultimi 12 mesi a partire dai 45 anni di età.

In un momento in cui il lavoro è flessibile, remoto, occasionale e part-time, sempre più standardizzato e le carenze di competenze sono presenti in molti settori, le organizzazioni dovrebbero tenere in maggiore considerazione i lavoratori più anziani.

Ecco 5 validi motivi per cui trattenere e assumere persone in età matura possono aumentare la produttività all’interno di un’organizzazione.

  1. Possono migliorare la retention. Trattenere i talenti permette di risparmiare denaro. Spesso le aziende hanno paura di assumere qualcuno alle soglie del pensionamento perché stanno cercando di migliorare la fidelizzazione, ma la lealtà è ormai un fenomeno sempre più raro. Le probabilità dunque che un lavoratore di 60 anni stia con la tua organizzazione per cinque anni sono superiori rispetto a quelle un venticinquenne che pensa a viaggi, spostamenti per cogliere nuove opportunità o per seguire la propria famiglia o valuta seriamente di spostarsi in maniera permanente in un altro stato. 
  2. Hanno già competenze necessarie per il futuro. Parliamo molto della necessità per le organizzazioni all’interno di una trasformazione digitale di promuovere soft skill per garantire ai propri dipendenti la capacità di adattarsi ai cambiamenti e lavorare con le nuove tecnologie. Queste sono competenze sono il lavoro di squadra, il pensiero critico, il problem solving e la comunicazione. Abilità che richiedono tempo. La maggior parte dei lavoratori più anziani ha avuto quel tempo a sua disposizione; capiscono in fretta le policy nell’ambiente di lavoro, sanno comunicare idee, lavorare con persone a diversi livelli di un’organizzazione e risolvere problemi. I dipendenti maturi possono dunque dare quel valore aggiunto che permette di integrare una forza lavoro più giovane e creare una squadra molto forte.
  3. Mantengono la calma e riescono ad andare avanti. Quando qualcosa va storto in un posto di lavoro, cerchiamo nuove strade per gestirlo. Un collaboratore giovane potrebbe essersi laureato a pieni voti ma non essere ancora in grado di reagire adeguatamente alla pressione. La maturità deriva da anni di esperienza di vita e di lavoro e crea dipendenti che si sentono meno "scossi" quando si verificano problemi. In quest’ottica, i lavoratori senior possono essere ottimi mentor per le generazioni più giovani.
  4. Sono ricettivi verso le novità tecnologiche. Come numerose ricerche dimostrano, non è affatto vero che i senior siano ostili nei confronti della tecnologia. Anzi, è vero l’esatto contrario. I lavoratori più maturi sono tendenzialmente curiosi e in grado di comprendere come applicare al meglio le novità tecnologiche. Evercore ISI stima che 14 milioni di baby boomer statunitensi prevedono di sfruttare le potenzialità offerte dal mobile entro quattro anni e stanno recuperando terreno con i millennial. Le aziende tecnologiche stanno semplificando sempre più le loro interfacce utente per soddisfare una clientela più anziana. Considerando la velocità del cambiamento, ogni azienda dovrebbe garantire una formazione continuo per tutti i dipendenti anche on-demand in modo che si possano sviluppare nuove competenze in formati adeguati.
  5. Le organizzazioni all’insegna della diversity hanno prestazioni migliori. Diversi studi hanno rilevato che le organizzazioni che fanno della diversity (tra cui appunto anche età diverse) un loro punto di forza hanno prestazioni migliori. Uno studio dell'Università di Zurigo ha rilevato che un aumento della diversità di età può avere notevoli effetti positivi sulla produttività, in particolare nelle aziende innovative e creative. Mentre la produttività individuale può diminuire con l’avanzare dell’età, la produttività organizzativa tende a crescere. Anche se non tutti i dipendenti in età matura saranno in grado o disposti a ricoprire lo stesso ruolo che avrebbero se avessero vent’anni, la loro presenza in un'azienda arricchisce la profondità del potere del cervello e delle personalità disponibili. Assumere o mantenere dipendenti anziani potrebbe significare modificare la descrizione del lavoro, riassegnare il personale o offrire condizioni part-time o più flessibili. Se questo può apparire come una seccatura, occorre riflettere a cosa si perde se si perde questa forza lavoro. 

Manageritalia è consapevole di quanto l'intergenerazionalità sia un fattore vincente nelle organizzazioni. Per questo motivo ha lanciato il progetto interAGEing, all'interno del programma Produttività&Benessere

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