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Produttività & Benessere: l'opinione di Mariano Corso

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Produttività & Benessere: l'opinione di Mariano Corso

Mariano Corso è professore ordinario presso la facoltà di Ingegneria dei sistemi del Politecnico di Milano, dove insegna Organizzazione e risorse umane ed Economia e organizzazione aziendale.

Cambia il Lavoro con Produttività & Benessere è un progetto che racchiude strumenti e azioni per migliorare l’organizzazione, la flessibilità e il benessere in azienda, la collaborazione, la produttività e aumentare la conciliazione della vita professionale e privata. In tutto questo Manageritalia e i manager possono recitare un ruolo importante per dare una spinta propulsiva a questi interventi di cambiamento del mondo del lavoro che vogliamo.

Cosa pensa che dovrebbe cambiare nel mondo del lavoro in Italia oggi per andare verso maggiore produttività e benessere di aziende e lavoratori?
«Occorre innanzitutto superare le rigidità dei modelli organizzativi attuali, ripensando, grazie anche alla disponibilità di nuove tecnologie, l’organizzazione del lavoro e gli stili di management. In questo lo smart working può avere un ruolo importante: avviare un percorso di smart working significa rimettere in discussione i vincoli legati a luogo e orario di lavoro, lasciando alle persone maggiore autonomia nel definire le modalità di lavoro a fronte di una loro maggiore responsabilizzazione sui risultati. Si tratta di un cambiamento win-win-win perché permette di ottenere benefici per le aziende che vedono migliorare la produttività e ridursi i costi legati a spazi e trasferte, per le persone che migliorano il loro work-life balance e riducono tempi e costi di pendolarismo, per l’intera società che vede ridursi inquinamento, traffico e inutile urbanizzazione».

Chi dovrebbe farsi carico maggiormente di porre le premesse per questo cambiamento?
«Un attore è senz’altro il legislatore, che ha il compito di rimuovere i vincoli normativi e promuovere il cambiamento. Dopo anni di disinteresse, molto positivo è il disegno di legge sul lavoro agile collegato alla legge di stabilità promosso dal governo, che riprende alcuni concetti della proposta di legge sullo smart working del 2014 promuovendolo come strumento non solo di conciliazione ma anche come leva per l’incremento della produttività. Il vero motore del cambiamento tuttavia sono e restano aziende e lavoratori. Fortunatamente sono sempre più numerose le organizzazioni che si stanno muovendo in questa direzione: il 17% delle aziende medio-grandi ha progetti organici, mentre il 14% sono in fase esplorativa. È importante che anche lavoratori e organizzazioni sindacali spingano in questa direzione incoraggiando anche le organizzazioni più conservative ad avviare sperimentazioni».

Cosa pensa dell’iniziativa di Manageritalia?
«L’iniziativa è di grande interesse perché stimola tutti i manager a pensare ai due concetti di “produttività” e “benessere dei lavoratori” non in contrapposizione, ma come tra loro siano non solo compatibili ma necessariamente collegati. È un’utile iniziativa che contribuirà alla diffusione tra i manager della consapevolezza di essere chiamati ad agire da protagonisti nello sviluppo di una nuova cultura del lavoro, più flessibile, intelligente e responsabile. L’innovazione e le nuove tecnologie per i manager non sono una minaccia e neanche più soltanto un’opportunità per far acquisire alla propria azienda un vantaggio competitivo. Innovazioni dell’organizzazione del lavoro come lo smart working rappresentano per i manager una vera e propria responsabilità sociale che va perseguita sia individualmente sia come famiglia professionale».

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