Lavoro

Occupazione

Il lavoro sta cambiando (e anche tu)

7 parole di un mini-vocabolario per nuove identità professionali, carriere e organizzazioni
Print
Il lavoro sta cambiando (e anche tu)

Ogni giorno qualcuno ci dice che il lavoro sta cambiando. Lo leggiamo online, nei giornali, nei libri, lo ascoltiamo alla tv, nei podcast, agli eventi, e abbiamo sempre di più la consapevolezza che anche noi stiamo cambiando e il nostro rapporto con il lavoro e la carriera.

I Millennials hanno un’idea (e una pratica) di lavoro completamente diversa da quella delle generazioni precedenti e fanno lavori che i loro genitori non comprendono. Questo non è dovuto soltanto a internet, ma implica una visione rivoluzionaria del proprio percorso professionale: per loro “fare carriera” comprende nuove strade, significa anche percorrere sentieri non ancora battuti.

Negli ultimi anni si è formato un vivace mini-vocabolario che comprende concetti utili per capire come sta cambiando il nostro rapporto con il lavoro, la carriera e le organizzazioni. Vediamo insieme alcune voci di questo vocabolario:

Polymath

Questa parola inglese ha in sé l’indicazione della molteplicità. È un concetto che rimanda all’uomo universale del Rinascimento impegnato in più scienze, campi del sapere e applicazioni. Inoltre, spingendoci ancora di più nel passato, ci ricorda il politropo, l’uomo dall’ingegno multiforme, qualità che è stata attribuita a Ulisse. Oggi questo concetto è usato per indicare una persona eclettica, che non sceglie un solo ambito di studi, un solo sistema, una sola strada.

Scanner

Interessante immagine proposta da Barbara Sher, autrice del libro Refuse to choose! Gli scanner si muovono tra più materie, discipline e attività, apprendono rapidamente – proprio come uno scanner – e passano subito altrove. Passioni e interessi diversi sono fondamentali a uno scanner per sentirsi realizzato.

Multipotenziali

È un concetto nato in ambito educativo e psicologico, ed ha ottenuto un’ampia diffusione nel mondo solo qualche anno fa grazie al Ted talk di Emilie Wapnick (LEGGI QUI L'INTERVISTA) perché alcuni di noi non hanno un’unica vera vocazione (e anche grazie a un cambiamento di linguaggio: dalla psicologia dell’educazione al coaching). I multipotenziali hanno più interessi e li sintetizzano tra loro creando qualcosa di nuovo o realizzandosi in una carriera professionale molteplice. Ne parlo ampiamente nel mio blog multipotenziali.it

Maverick

Termine in uso negli Stati Uniti dalla metà dell’800. La parola viene dal nome dall’avvocato Samuel Maverick e stava a indicare i capi di bestiame privi di marchio e cresciuti in libertà. Oggi indica le “teste calde”, quelli che non si vorrebbero mai in azienda ma dai quali arrivano le idee innovative da coltivare. A volte sono un rischio, ma grazie alla loro originalità possono fare la differenza.

Contaminati

Riprendendo la definizione di Giulio Xhaët il contaminato «è colui che si pone a contatto con qualcosa, che si mescola con elementi eterogenei». In ambito lavorativo significa quindi mettere insieme studi e approcci interdisciplinari, sviluppare abilità e caratteristiche diverse per muoversi agilmente tra varie attività e ruoli aziendali.

Divergenti

A partire da un punto determinato, i divergenti seguono un percorso originale e non una serie di passaggi prestabiliti. Né i tempi né le tappe del percorso sono definiti da qualcun altro prima della partenza. Un approccio divergente stimola nuove strade, nuove ricerche e nuovi mercati. Massimiliano Magrini – autore del libro Fuori dal gregge. Il pensiero divergente che crea innovazione – ne parla come di chi osa innovare rompendo gli schemi culturali e operativi consolidati.

Ribelli

Non necessariamente i ribelli sono collaboratori difficili da gestire (un po’ come i maverick) o qualcuno che crea difficoltà. Sono indipendenti, stimolano gli altri, innovano e sanno inventare e reinventarsi. I ribelli, insomma, sono una grande risorsa anche in azienda. Saper “rompere le regole” è una forma di ribellione costruttiva, che genera innovazione, tanto che Francesca Gino – Harvard Business School – nel suo ultimo libro parla di talento ribelle.

Tutte queste parole, molte delle quali adattate al mondo del lavoro, hanno al centro l’originalità, la multidisciplinarietà (e l’interdisciplinarietà) e l’apertura mentale dell’individuo. Il diffondersi di questi concetti indica che le comunità dei parlati sentono il bisogno di esprimere in più modi l’importanza di seguire percorsi non tracciati.

Questo breve dizionario racchiude un’esigenza vivissima nel mondo del lavoro: quella di seguire la propria strada, il proprio originale percorso formativo e professionale, di scoprire e sviluppare capacità nuove. La stessa esigenza è però anche delle aziende, sempre più da intendersi come sistemi organizzativi aperti e in evoluzione.

L’originalità, il confronto con la varietà, la contaminazione tra i saperi, la molteplicità degli approcci e il desiderio di realizzarsi e innovare sono i veri principi di una sana flessibilità professionale.

>>LEGGI ANCHE: CAREER FITNESS, il percorso pensato da Manageritalia per dare ai manager – attraverso XLabor e alcune delle migliori società e professionisti di consulenza e transizione di carriera e coaching – tutto quanto oggi indispensabile per gestire attivamente il proprio sviluppo professionale e la propria carriera in un mondo del lavoro sempre più mutevole, dinamico e sfidante.

ALTRI ARTICOLI di Lavoro