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Ma la colomba di Pasqua è volata via?

Oggi esistono mille varianti del prodotto dolciario e i consumatori hanno ampia scelta sugli scaffali. Forse troppa...
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Ma la colomba di Pasqua è volata via?

C’era una volta la colomba classica, dalla forma inconfondibile, ricoperta da una crosta croccante di mandorle e glassa di zucchero. E c’è ancora. Solo che, negli ultimi anni, è stata via via affiancata (e, in parte, offuscata) da nuove varianti. Tre Marie, per esempio, propone “BiancoRubino”, con cranberry e cioccolato bianco, e “Perla del Sud”, con pasta di mandorle e granella di meringa caramellata. Sugli scaffali del supermercato ci sono anche la colomba pere e cioccolato di Giovanni Cova & C., quella alla pesca di Loison e quella panna e cioccolato di Bauli.

Se dalla grande distribuzione ci spostiamo nelle pasticcerie artigianali, la situazione non cambia. Da L’éclair de génie si può scegliere tra tre alternative (caramello fior di sale, vaniglia e noci pecan, lampone e pistacchio) mentre Panzera vira sul salato: la crosta di pasta sfoglia nasconde verdure e uova di quaglia. In pratica la colomba racchiude la torta pasqualina.

Ma l’ultima frontiera della sperimentazione è la colomba “scolombizzata”. Gli ingredienti sono, grosso modo, quelli della tradizione ma la forma è stravolta. Un esempio? La Colomba in Vasocottura firmata dalla pasticceria romana Casa Manfredi. Oltre a rompere gli schemi della tradizione, offre un duplice vantaggio pratico: ha una shelf life un po’ più lunga di quella delle colombe artigianali classiche e, a fronte delle dimensioni ridotte, può essere più facilmente stoccata (e trasportata). Sottovetro c’è anche l’uovo: lo fa l’azienda toscana La Molina. Cioccolato fuori e crema di gianduia fondente dentro, da gustare al cucchiaio, come fosse un uovo alla coque.

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