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I problemi della transizione, le aziende e la credibilità

La gestione ottimale dei processi e delle risorse nel mondo del lavoro: venerdì 28 gennaio un appuntamento con Manageritalia Campania
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I problemi della transizione, le aziende e la credibilità

Sia la transizione energetica che quella digitale sono stabilmente agli onori della cronaca perché improcrastinabili per necessità ambientali, modernizzazione e mantenimento del vantaggio competitivo.

Oggi la bontà di un prodotto non si misura solo sulla qualità dello stesso, ma anche sull’impatto che ha sull’ambiente e sulla capacità di inserirsi in un processo di economia circolare.

L’attenzione dei fruitori dei prodotti è alta perché si diffonde la sensibilità all’impatto ambientale e all’innovazione, ma anche l’affidabilità nel perseguimento di questi valori.

La capacità manageriale oggi si misura nel guidare questi processi nell’interesse delle aziende, ma anche di quello collettivo. Certo perché cimentarsi sui problemi della transizione rende le aziende un attore sociale e ne valorizza l’immagine perché diventano credibili e affidabili.

La credibilità delle aziende è alla base del vantaggio competitivo.

Come si realizza tale credibilità?

Le aziende devono adottare e certificare all’interno e all’esterno valori e metodologie per il cambiamento.

All’interno perché mobilita energie in una logica “win win”.

All’esterno perché attiva un processo di comunicazione basato sugli stessi valori.

All’interno si parte dalla definizione dell’etica e dei valori aziendali su cui misurare tutta l’azione manageriale.

I passi successivi sono:

• fotografia dello stato di fatto;

• definizione della catena del valore;

• introduzione dei sistemi di misura dei fenomeni;

• definizione dei targets e monitoraggio degli stessi utilizzando i sistemi di misura;

• incentivazione dei macro e micro progetti proposti da chiunque e ratificati da un team di validazione sulla base di “misure”.

Il risultato sarà la modifica della catena del valore riducendo costi e perdite.

Tutto il processo andrebbe costruito dal basso con la più ampia partecipazione dei dipendenti avendo chiaro il metodo ma aprendosi a tutti i suggerimenti e basando il sistema premiante sulla capacità di partecipazione e sul contributo realizzato. Sarà sorprendente scoprire la capacità contributiva dei dipendenti sul miglioramento dei processi perché sono anche loro i migliori conoscitori degli stessi.

Il processo verrà portato a conoscenza di tutti con riunioni (per esempio settimanali) concise ed efficaci (per esempio, max 30 minuti) dei dipendenti a cui si illustreranno i progressi dei macro indicatori e verranno loro mostrati i progetti presentati proprio da chi li ha proposti ed ha conseguito i risultati.

I risultati e i progetti vanno affissi in azienda per diventare noti e misurati. Si evidenzia quindi l’oggettività dei contributi, si fa leva sull’orgoglio dei propositori e si stimola la partecipazione.

La comunicazione esterna, oltre ad evidenziare le caratteristiche e la qualità del prodotto, dovrà sottolineare anche:

• l’etica aziendale

• i criteri seguiti nella produzione dello stesso in linea con l’impatto sull’ambiente e con la competitività del prodotto anche all’interno di un’economia circolare

• i miglioramenti conseguiti come la riduzione dei costi energetici, la riduzione dei rifiuti, i miglioramenti della sicurezza sul lavoro, la partecipazione dei dipendenti.

Tutto il management verrà quindi misurato sui risultati conseguiti e sull’impatto della comunicazione esterna.

Sarà molto importante essere certificati sul metodo e sui risultati da un ente di certificazione.

I tempi di realizzazione del cambiamento potranno essere relativamente rapidi e già entro il primo anno si potrà verificare un importante primo salto di mentalità.

Questo però a condizione che l’avvio del cambiamento sia sponsorizzato e spinto dalla proprietà e dal top management, che dovranno essere coerenti su tutti gli aspetti senza tentennamenti e scorciatoie che non ci sono.

Tornare indietro sarà molto controproducente perché genererà frustrazione.

Proseguire coerentemente darà un importante vantaggio competitivo e porrà l’azienda in posizione di riferimento.

Un metodo utile potrebbe essere quello utilizzato da Fiat e voluto fortemente da Marchionne. Il Wcm (World Class Manufacturing) è ormai un sistema testato come metodologia e ha portato a importanti risultati.

I metodi Wcm nascono in contesto industriale ma possono essere applicati in qualunque ambito, persino nel pubblico impiego, contribuendo a modificarne l’immagine e l’efficacia credo in termini sostanziali.

Queste prime idee vogliono essere uno spunto di riflessione per comprendere che i problemi della transizione verso modelli evoluti, oggi inevitabili, devono vedere una trasformazione dei processi aziendali che la rendono possibile e sostenibile. Senza un adeguato cambiamento degli attori il Pnrr non consentirà di spendere bene e in modo efficace.

I manager di oggi sono misurati sulla capacità di favorire il cambiamento e sul saper trasformare le necessità in opportunità di rilancio e competitività.


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