Economia

Innovazione

Startup e innovazione, la Campania c’è

Gli spunti e le sinergie emerse dall’incontro Territorio, innovazione e startup per l'Italia che verrà
Print
Startup e innovazione, la Campania c’è

La Campania è tra le regioni italiane con il più alto numero di startup, secondo varie ricerche (se ne parla tra l’altro qui) da cui emerge in particolare il ruolo trainante di Napoli, terza città italiana dopo Milano e Roma per numero di nuove imprese aperte nel 2019.

Una dinamica positiva che mostra la vitalità di un territorio dove c’è una buona rete di innovazione che unisce università, centri di ricerca e sistema produttivo, dove si consolida l’eccellenza in settori ad alto valore aggiunto come aerospazio, informativo, stampa 3D, biomedicale e farmaceutico e dove emerge la capacità dei giovani e la loro sensibilità ai temi della green economy, del sociale e dell’ambiente.

Si è parlato di questo, il 7 luglio, nel corso del webinar “Territorio, innovazione e startup per l'Italia che verrà”, organizzato da Manageritalia Campania con la Fondazione Ampioraggio per mettere a confronto manager, imprenditori ed esperti.

“Partendo dall’openinnovation parliamo di come concepire nuovi modelli di business che prevedano un approccio strategico e culturale aperto, in base al quale le imprese contaminano le idee e le risorse interne con le idee e le risorse, ma anche gli strumenti e le competenze tecnologiche dell’esterno, in particolare del contesto in cui operano – ha affermato in apertura dell’incontro Rossella Bonaiti, presidente di Manageritalia Campania – sul nostro territorio c’è una feconda rete di startup, università, istituti di ricerca, fornitori, inventori, programmatori e consulenti che hanno grandi potenzialità di fare sistema e contribuire a recuperare i gap che caratterizzano l’economia meridionale”.

“Lo sviluppo della Campania passa da una visione strategica capace di definire nuovi baricentri orientati anche sul Mediterraneo – ha dichiarato Mario del Pezzo, consigliere di Manageritalia Campania – per farlo bisogna investire in infrastrutture, snellire la burocrazia, valorizzare le eccellenze e le vocazioni territoriali. Dobbiamo lavorare poi sul destination management, per attirare persone, flussi e risorse che alimentino gli hub, i porti e gli aeroporti campani”. Portando ad esempio alcuni poli dell’entroterra “che hanno ragionato fuori dagli schemi realizzando un vero e proprio ecosistema di tecnologia ed innovazione, producendo valore e sviluppo sul territorio – Del Pezzo ha indicato - una strada da sostenere e aiutare con maggiore consapevolezza a livello sistemico, per il futuro del Sud e Belpaese”.

Per Giuseppe De Nicola, fondatore della Fondazione Ampioraggio: “La Campania, come il resto del Paese, ha bisogno di costruire un rapporto tra imprese, territori e startup più pragmatico e concreto. Un patto che sia in grado, in questa fase di grandi incertezze per il futuro, di far evolvere il concetto di spesa e di investimento. Va in questo senso il rafforzamento delle sinergie tra ambienti professionali, economici e associativi, quello che stiamo facendo qui oggi: un modo concreto per portare l’openinnovation e diffondere nuovi strumenti manageriali nelle aziende. Va in questa direzione anche la partecipazione di Manageritalia a Jazz’inn 2020”.

“Il ritorno degli investimenti in innovazione supera le spese, genera un valore aggiunto che resta – ha concluso Massimo Fiaschi, segretario generale di Manageritalia – per questo bisogna investire nella scuola, nella formazione, nella banda larga. In questo periodo di isolamento ci siamo accorti dell’importanza delle connessioni, con un terzo degli italiani che non ha potuto collegarsi alla rete e lavorare a distanza. Investire nella digitalizzazione e portare competenze sul territorio è il modo giusto per riequilibrare il rapporto tra grandi centri e aree interne, le zone spopolate da cui i giovani vanno via e dove invece ci sono tante potenzialità per costruire attività imprenditoriali, portare innovazione economica e sociale”.

Dopo l’emergenza sanitaria del Covid-19 tutti abbiamo capito che la ripresa dovrà necessariamente passare dalla ricerca di una gamma di start-up innovative che diano un contributo allo sviluppo sostenibile economico e sociale del territorio. Accelerare la creazione di nuove ricchezze, nuovi investimenti, nuove idee che possano fungere da incubatrici di sistema.

La pandemia ha generato nuove intuizioni, il territorio campano è pronto a mettere in gioco le sue eccellenze.

ALTRI ARTICOLI di Economia