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Rapporto Coop: fotografia dell’Italia in 5 punti

Presentato lo scorso 11 settembre, è un documento ricco di dati e informazioni che permette di capire meglio consumi e comportamenti degli italiani
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Rapporto Coop: fotografia dell’Italia in 5 punti

Lavoriamo più dei tedeschi ma guadagniamo meno di loro. Siamo più nazionalisti e chiusi verso gli immigrati e le minoranze di qualsiasi altro paese europeo. E siamo anche i meno ottimisti sul futuro della Ue. Sono alcuni degli elementi emersi dall’ultima edizione del Rapporto Coop, presentato l’11 settembre. Un documento ricco di dati e informazioni, che permette di capire meglio l’Italia e gli italiani oggi.

Ecco, di seguito, 5 segnali che riguardano i cambiamenti negli stili di consumo:

1. In tavola c’è (di nuovo) la carne. Dopo anni di “demonizzazione” della carne (rossa ma anche bianca) gli italiani tornano a mangiarla. Di fatto, nel 2019 la vendita di carne confezionata mostra un trend di crescita superiore al 13% rispetto all’anno precedente. Sintomo che, dopo la sbornia vegan, i comportamenti si stanno ribilanciando.

2. La cucina è vuota. Lo diciamo da tempo: si parla tanto di cibo (nelle conversazioni private come in quelle sociali) ma si cucina sempre meno. Negli ultimi 10 anni la quota del consumo fuori casa è passata dal 32,7% al 36% del totale. E anche quando mangiano a casa gli italiani cucinano sempre meno: se nel 1998 il tempo speso in media ogni giorno ai fornelli era pari a un’ora, oggi siamo a 37 minuti. Non è un caso che il ready2eat cresca in tutte le categorie: dai primi piatti alla frutta. Un segnale forte, che le imprese del food (e non solo loro) dovrebbero monitorare con attenzione

3. La spesa si fa al discount. Lo sdoganamento è avvenuto: il discount è entrato di diritto tra i luoghi abituali della spesa, al pari del supermercato o del mercato rionale. Il fenomeno, già consolidato nelle regioni del Nord, si è ora esteso anche nel Centro-Sud. In particolare nel Mezzogiorno si è registrato, nella prima metà dell’anno, un incremento – a parità di rete – del 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2018.

4. L’armadio è green. L’attenzione ai temi della sostenibilità investe la moda e ne influenza le scelte di acquisto. Nell’ultimo anno un italiano su 4 ha comperato almeno un capo di abbigliamento realizzato in maniera sostenibile. Non solo: il 25% dei consumatori si dichiara disponibile a spendere un po’ di più pur di avere un vestito o un paio di scarpe fatti con metodi che non danneggiano l’ambiente. Un campanello di allarme per le aziende del fast fashion?

5. Meno smartphone, più pentole elettriche. La spesa per la tecnologia di consumo continua ad aumentare (+ 2,6%). Quello che cambia è il tipo di prodotti scelti: per la prima volta dopo 10 anni si rileva una battuta d’arresto per gli smartphone (-1,6%) mentre crescono in modo esponenziale i prodotti in grado di rispondere ai nuovi bisogni. Qualche esempio? Le pentole elettriche (+ 72,8%) e i media gateway (+ 33,1%).

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