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Meliá Roma Aurelia Antica: innovazione nell’hotellerie

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Meliá Roma Aurelia Antica: innovazione nell’hotellerie

Il gruppo internazionale Meliá ha di recente aperto due hotel di fascia luxury nel nostro paese: unMeliá Roma Aurelia Antica segnale senz’altro positivo di come il mondo dell’ospitalità stia scommettendo sull’Italia. Ma al di là dei servizi sempre più esclusivi e di location da sogno, come si può innovare nel settore degli hotel e qual è il ruolo del management in questo processo? Ne parliamo con Palmiro Noschese, area director Italy Meliá Hotels International e general manager Meliá Roma Aurelia Antica.

Il Meliá Roma Aurelia Antica ha ottenuto quest’anno importanti riconoscimenti internazionali: che significato hanno questi premi e cosa significa per voi fare innovazione?
MHI è da sempre attivamente coinvolta in progetti sulla Corporate social responsibility e anche io, con il mio team del Melia Roma Aurelia Antica, ho voluto nel nostro piccolo, a livello locale, abbracciare tale “orientamento” responsabile. L’aver ricevuto riconoscimenti a livello sia nazionale che internazionale è sicuramente di grande stimolo a proseguire in questa direzione ma ancor di più sta a sottolineare quanto tale tema sia profondamente sentito e condiviso dalla comunità, a dimostrazione che molto si può ancora fare nel sociale. Essere innovativi significa saper reiventare, sperimentare nuovi concetti, essere aperti al mondo che cambia: avere occhi e orecchie su quello che sta succedendo all’esterno della propria azienda e del proprio settore.

È da questa osmosi tra la realtà esterna e la realtà interna di un’azienda che scaturiscono le intuizioni, le novità, che fanno la differenza e creano valore aggiunto. palmiro noschese meliaL’apporto del management è determinante per raggiungere l’eccellenza del servizio?
Direi di sì. Il successo di un’azienda è determinato in primis da un elemento essenziale: le risorse umane. Saper cercare, reclutare, motivare, coinvolgere e valorizzare il personale è sicuramente un elemento di differenziazione rispetto alla concorrenza. In questo senso saper sviluppare il talent management, motivare le persone, far crescere spontaneamente un senso di appartenenza all’azienda, saper essere di esempio per gli altri e far crescere la passione, sono sicuramente la chiave per perseguire gli obiettivi aziendali.

Quali sono le principali sfide che oggi i direttori d’hotel devono affrontare?
In un settore estremamente competitivo come quello alberghiero, sicuramente la sfida maggiore è di saper essere sempre al passo con i tempi, alla ricerca continua di idee innovative che anticipino e soddisfino i clienti, al giorno d’oggi sempre più esigenti e informati. Saper navigare, insomma, in un “Oceano Blu”, conquistando mercati sconosciuti e creando innovazione di valore. Riuscire a sposare e a trasmettere ai propri collaboratori tale modo di pensare «out of the box è ciò che deve prefiggersi un direttore d’hotel. Insomma, focus costante sia sul cliente interno che cliente esterno.




L’anno scorso il vostro hotel si è distinto per un progetto di responsabilità sociale che ha avuto una vasta eco: Hotel 6 stelle. Qual è il bilancio di questa esperienza? Ci saranno sviluppi futuri per iniziative simili? Le persone con disabilità dovrebbero avere più opportunità professionali nell’hotellerie?
Realizzare un progetto concreto, di così alto valore sociale, come Hotel 6 Stelle, è stata un’esperienza di grande successo, al di là di ogni aspettativa, non solamente dal punto di vista mediatico, ma soprattutto dal punto di vista umano, caratterizzato da un arricchimento personale reciproco. Lavorare con la disabilità aiuta a pensare ad essa da una prospettiva diversa, non più come un ostacolo ma come un “valore aggiunto”. Ti fa riflettere e apprezzare di più le cose semplici, la vita, gli affetti, che spesso si dimenticano o si danno per scontati. Il risultato di questo “viaggio” è stato così positivo che abbiamo voluto continuare il nostro impegno in questa direzione con il progetto OMO, acronimo che sta per On My Own at Work. Un progetto ambizioso, a livello europeo, della durata di tre anni, che stiamo portando avanti sempre in collaborazione con AIPD, partner nazionali e internazionali, finanziato da Erasmus+ e che si prefigge il duplice scopo di facilitare l’inserimento dei cittadini europei con disabilità intellettive nel mondo del lavoro, attraverso la realizzazione di strumenti didattici innovativi e di creare una vasta rete europea di “hotel friendly” disponibili ad inserire persone con sindrome di Down.

Nel nostro paese il gruppo Meliá ha fatto negli ultimi anni investimenti importanti nel settore luxury: con quali scelte strategiche? Verso quale direzione sta andando l’ospitalità di fascia alta?

L’industria alberghiera del lusso sta registrando un trend sempre più in crescita, anche nel nostro Paese. Negli ultimi quattro anni MHI ha rafforzato la sua presenza sul mercato italiano con nuove strutture di lusso, in posizioni strategiche come il Gran Melià Rome Agrippina, il Melia Villa Capri e il nuovo Me Milan Il Duca, che segna l’ingresso in Italia del primo “Me by Melia”, il nuovo brand del gruppo creato per una clientela sofisticata, alla moda, che ama il design, che ha rivoluzionato il concetto alberghiero di “lifestyle”. Benché di recente apertura, possiamo sentirci molto soddisfatti e orgogliosi dei successi e riconoscimenti ottenuti. La sperimentazione di nuovi concetti gastronomici che trasmettono la cultura locale: grazie a una joint venture con Don Alfonso Iaccarino, famoso chef stellato, si è dato vita al raffinatissimo ristorante Gourmet Vivavoce per “ l’incontro delle menti” e per i palati più raffinati presso il Gran Melia Rome Villa Agrippina.

Reiventare e dare nuova vita all’architettura: l’edificio dove un tempo si trovava l’Hotel Duca di Milano, una delle architetture più conosciute di Aldo Rossi è stata oggi reinventata da un team internazionale di professionisti per diventare il nuovo ME Milan Il Duca. Il concept che ha guidato l’Interior Design è una “design promenade” tra le opere dei più famosi designer/architetti della città, che si sviluppa attraverso i diversi piani dell’hotel: ad ogni piano si trovano delle opere significative dei designer che accoglieranno gli ospiti nel viaggio sensoriale che caratterizza l’hotel. Punto di forza della ristorazione dell’hotel, e novità in Italia, è STK Milan, brand d’ispirazione newyorkese che ha fatto impazzire l’America e Londra, che offre un menu di carne dai forti sapori US in un’atmosfera disegnata per valorizzare il social dining, con american bar e djs aperto fino a tarda sera.

Tra gli importanti riconoscimenti il Gran Melia Rome Villa Agrippina, per l’alta qualità del servizio che lo contraddistingue, vanta l’autorevole premio «Miglior city hotel of the world 2015» riconosciutogli da Condé Nast Traveller, entrando cosi a far parte della ristretta cerchia di hotel più esclusivi a livello internazionale.

A due anni dall’apertura il Gran Meliá Rome Villa Agrippina si è affiliato al prestigioso brand The Leading Hotels of the World. Per il secondo anno consecutivo, Gran Melia Rome Villa Agrippina è stato inserito nell’elenco Expedia Insider Select che premia le migliori 650 strutture al mondo. Unico 5 stelle di Roma ad avere avuto questo prestigioso premio. Radio Bar del ME Milan il Duca, a pochi mesi dall’apertura, è stato già annoverato tra i 10 migliori rooftop bar al mondo. A una più ampia prospettiva, Melia Hotels International in Italia entro il 2020 si prefigge di diventare sul mercato italiano Compagnia leader nel settore di lusso, attraverso l’apertura di nuove strutture in destinazioni strategiche.

Che consigli può dare a un giovane che desidera intraprendere una carriera nell’hotellerie?
Essere tenaci, curiosi, intraprendenti. Questi sono i requisiti che si ricercano oggi in fase di selezione delle risorse. Avere questa attitudine e qualità personali, affatto scontate, sono sicuramente una marcia in più. Seguire attraverso il cuore e la mente la propria passione. Solo in questo modo ci si realizza umanamente e professionalmente.

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