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NECSTLab: da Milano alla Silicon Valley

NECSTLab del Politecnico di Milano è un esempio dell'Italia che innova e funziona: 100 studenti, 50 progetti di ricerca all’anno, oltre 30 aziende multinazionali e università con collaborazioni attive tra il capoluogo lombardo e il resto del mondo. E tra maggio e giugno, a San Francisco e nella Silicon Valley, la NECST Group Conference (NGC)
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NECSTLab: da Milano alla Silicon Valley

Oggi parliamo dell’Italia che innova e funziona. Parliamo del NECSTLab del Politecnico di Milano, una Silicon Valley in salsa meneghina.

100 studenti che vivono attivamente il laboratorio ogni giorno, 50 progetti di ricerca all’anno, più di 30 aziende multinazionali e università con collaborazioni attive tra Milano e il resto del mondo.

Questo e molto altro è il NECSTLab (Novel, Emerging Computing System Technologies Laboratory), il laboratorio del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria (DEIB) del Politecnico di Milano che porta avanti diverse aree di ricerca e studio nel mondo dell’informatica: dalla progettazione dei sistemi di calcolo alle metodologie di co-design hardware-software, fino alle problematiche di sicurezza e alla progettazione di sistemi adattativi. Il tutto con numerosi campi di applicazione, che spaziano dai dispositivi mobili ai grandi datacenter virtualizzati.

Nato nel 2012 dalla fusione di due precedenti laboratori (il MicroLAB, che si occupava di tematiche legate alle architetture dei calcolatori, e il VPLab, incentrato sulla sicurezza informatica applicata a diversi contesti), il laboratorio è coordinato dal professor Marco D. Santambrogio ed è caratterizzato da una interdisciplinarietà estremamente stimolante e innovativa. La coesistenza all’interno di uno stesso ambiente di persone con competenze molto differenti tra loro (non solo studenti di ingegneria informatica con specializzazioni diverse, ma anche allievi di ingegneria biomedica, ed elettronica) è stato, infatti, fin dai primi giorni della sua nascita, un tratto caratterizzante del NECSTLab ed è uno dei tratti che l’ha reso una soluzione unica all’interno di tutto il sistema universitario italiano.

“All’interno del laboratorio, oltre all’importanza del dialogo e del confronto tra le persone – spiega il professor Santambrogio – si è sempre creduto nella necessità di investire sulla creazione di un circolo virtuoso in cui didattica e ricerca fossero due lati della stessa medaglia. La ricerca, quindi, è stata portata nelle classi e nelle attività di progetto a cui gli studenti possono partecipare attivamente, esponendoli così a un mondo che spesso gravitava intorno a loro, ma non li vedeva protagonisti. E tutto questo ha portato risvolti positivi anche alla ricerca stessa, in quanto gli studenti, grazie alla loro passione, ai loro background così diversi e alla loro “libertà di pensiero”, si sono dimostrati validissimi collaboratori dei ricercatori interni al NECSTLab”.

Proprio da queste basi nel 2011 è nata la NECST Group Conference (NGC), l'evento che il NECSTLab organizza ogni anno, tra maggio e giugno, a San Francisco e nella Silicon Valley, e che oggi arriva alla sua nona edizione. L’idea nasce allo scopo di offrire agli studenti la possibilità di partecipare a una conferenza internazionale, sperimentando in prima persona cosa significhi fare ricerca e networking, nonché potendo andare a confrontare il proprio lavoro con l’attuale stato dell'arte. Inoltre, durante l'evento, 40 ragazzi avranno l’opportunità di esporre i propri lavori ad alcune tra le aziende più note al mondo, mettendosi alla prova e ricevendo utili feedback.

E noi seguiremo NECSTLab e i suoi studenti nella Silicon Valley. Ci racconteranno in diretta quest’esperienza da più punti di vista.

Stay tuned!

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