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Per il successo del Pnrr servono competenze, digitalizzazione e controllo

Le organizzazioni dei manager e dei professionisti del controllo di gestione, professionalità determinanti in tema di accountabilty, nell’incontro organizzato da Assocontroller e Accenture hanno offerto le loro capacità per la buona riuscita del Pnrr
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Per il successo del Pnrr servono competenze, digitalizzazione e controllo

Nell’incontro “Digital Financial Controlling and Intelligent Automation” organizzato da Assocontroller ed Accenture, in collaborazione con ProjLink.net è emerso come per la digitalizzazione del Paese e l’efficacia del Pnrr siano indispensabili, competenze professionali e manageriali, tecnologie digitali e controllo finanziario. A dimostrazione dell’interesse per il tema, la buona riuscita del piano e grazie all’autorevolezza degli intervenuti l’incontro del 30 settembre ha avuto un vasto seguito online.

Mario Mantovani, presidente CIDA e Manageritalia, alla fine del suo intervento ha lanciato una proposta condivisa con Assocontroller: “Siamo a disposizione come organizzazioni di rappresentanza di manager e controller e con le alte professionalità che rappresentiamo per mettere a fattor comune della buona riuscita del Pnrr la nostra forza come community, come interlocutore delle istituzioni e le competenze nostre e dei nostri associati”.

“Perché il Pnrr abbia successo, infatti servono competenze sia nel pubblico che nel privato e gli investimenti non vanno solo fatti a livello di tecnologie, ma ancor più a livello di competenze e persone” ha concluso Mantovani.

Assocontroller stigmatizza come le competenze, conoscenze ed abilità nel controllo di gestione sono oggi sostenute da strumenti di digitalizzazione avanzata, ma devono essere governate dai professionisti del controllo di gestione: i Controller.

Una necessità di nuove competenze testimoniata nel privato anche dalla recente indagine di AstraRicerche per Manageritalia su oltre 1.000 dirigenti del terziario. I manager intervistati, che dopo lo sblocco dei licenziamenti solo nel 22% dei casi prevedono di licenziare, mentre nel 65% sono prossimi ad assumere, dichiarano che la maggiore motivazione nelle assunzioni è proprio la necessità di far entrare in azienda competenze professionali diverse (61,8%).

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