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A tu per tu con Andrea Saviane, country manager BlaBlaCar

Condividiamo tutto. Sempre di più. E non è solo una questione di risparmio, ma anche di community. Cosa significa? Lo abbiamo chiesto a un giovane country manager, Andrea Saviane, che è alla guida (è proprio il caso di dirlo!) di una realtà che ha rivoluzionato il nostro modo di viaggiare: BlaBlaCar. Con lui parliamo di innovazione, tecnologia e sharing economy.
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A tu per tu con Andrea Saviane, country manager BlaBlaCar

Qual è il vostro utente tipo?
«BlaBlaCar si rivolge a tutti i viaggiatori che hanno la necessità di spostarsi su tratte interurbane. La piattaforma è pensata, da un lato, per gli automobilisti che devono percorrere lunghi tragitti e vogliono avere la possibilità di chiacchierare e di spartire con altri le spese di carburante e pedaggio; dall’altro, il sito e le app si rivolgono a passeggeri che non dispongono di un’auto e che viaggiano da o verso zone non servite da un trasporto pubblico capillare ed efficiente, o che semplicemente cercano una modalità di viaggio più social e conveniente». 

Cosa spinge l’utente a scegliervi, solo il risparmio economico?
«Una ricerca realizzata da Collaboriamo con il TRAILab dell’Università Cattolica ha rilevato che gli scambi sulla piattaforma vanno oltre la semplice dimensione dell’interesse personale dei viaggiatori: gli utenti presentano tutti i tratti di una community che condivide una dimensione identitaria collettiva. Considerano la possibilità di fare il viaggio in compagnia un elemento distintivo del carpooling, che lo connota rispetto ad altre opzioni di mobilità. Il servizio viene scelto dai viaggiatori per due principali motivazioni: il risparmio e la socialità, nella maggior parte dei casi indicate assieme».

Fondamentale per una realtà come la vostra è essere sempre all’avanguardia: quali novità in vista per BlaBlaCar?
«Da poco su tutto il territorio nazionale è attiva una nuova funzionalità che rende i collegamenti in carpooling con le piccole città ancora più facili. Ora Il passeggero può inserire il suo esatto luogo di arrivo: una città, un paese, un quartiere o persino un indirizzo preciso; BlaBlaCar cerca un conducente che possa lasciarlo in un punto in prossimità del tragitto che ha già stabilito di percorrere; e una volta che il conducente accetta la piccola deviazione, il passeggero può usufruire di un viaggio che lo porta molto vicino alla sua destinazione finale. La nuova funzionalità consente di ottimizzare in modo ancora più efficiente i posti vuoti sulle auto che sono già in circolazione e sarà utile a tutta la community: i passeggeri che si spostano verso i piccoli centri non dovranno più fare tappa nei centri maggiori come in passato. I conducenti, invece, potranno trovare più persone con cui chiacchierare e condividere le spese anche nei tragitti più lunghi, come quelli che attraversano tutta la penisola, nei quali è possibile che alcuni passeggeri abbiano l’esigenza di prenotare solo una parte della tratta».

Cosa significa per voi digital?

«L’esperienza del viaggio in BlaBlaCar è ibrida, tra digitale e reale: nasce online, sulla piattaforma web e sulle app dove conducenti e passeggeri si scelgono; si sviluppa in un incontro tra i viaggiatori, che trascorrono insieme alcune ore condividendo una meta e i costi del tragitto e si conclude nuovamente sulla piattaforma, dove gli utenti si scambiano un feedback reciproco al termine del viaggio che andrà poi a corredare i loro profili e permetterà ad altri viaggiatori di sceglierli. Citando ancora la ricerca realizzata da Collaboriamo e dall’Università Cattolica, abbiamo scoperto che nell’84% dei casi i viaggiatori dichiarano di sentirsi parte di un gruppo che contribuisce a cambiare il mondo in modo positivo. Inoltre, il 95% del campione condivide le storie e le emozioni vissute in viaggio con i propri contatti e l’80% le ripercorre durante i successivi viaggi condivisi».

La società sta mutando, ma si è veramente superato il concetto di proprietà privata?
«L’esplosione della sharing economy, negli anni passati, ha dimostrato che ci sono ampi margini di evoluzione e trasformazione per la proprietà privata. Il settore dell’automotive è in particolare fermento: dal car sharing al carpooling, fino ai diversi progetti per lo sviluppo di veicoli autonomi che potrebbero non essere destinati a singoli viaggiatori ma a una comunità o all’amministrazione di un territorio, al pari del trasporto pubblico. In un contesto così dinamico, anche in BlaBlaCar crediamo a un nuovo approccio alla mobilità che sia basato più sull’utilizzo che sulla proprietà e stiamo sperimentando nuove formule. In Francia (dove BlaBlaCar è nata nel 2006) è stato lanciato BlaBlaLines, un nuovo servizio per soddisfare le necessità dei pendolari giornalieri che si spostano quotidianamente su distanze medie e che, nella maggior parte dei casi, viaggiano in auto da soli».

L’economia della condivisione rappresenta un’opportunità di crescita generale?
«Le piattaforme di condivisione online hanno consentito di sbloccare immense opportunità di collaborazione tra gli individui: hanno reso possibile lo sviluppo della fiducia interpersonale su di una scala senza precedenti, permettendo alle persone di accumulare un “capitale di fiducia” inimmaginabile fino a pochi anni fa. In passato, due individui avevano la necessità di incontrarsi e interagire più volte tra loro prima di potersi fidare reciprocamente. Oggi internet permette a ognuno di accumulare feedback da molte persone diverse a seguito di singole interazioni con ciascuna di loro: è così che oggi una persona può decidere se riporre fiducia in un’altra semplicemente leggendone il profilo online, anche se in passato tra le due non ci sia mai stato un contatto diretto, persino per interazioni ad alto coinvolgimento esperienziale come la condivisione dei viaggi in auto o l’ospitalità a breve termine».

Quale nuovissima attività di sharing economy si sta affacciando sul mercato e secondo lei ha un ottimo potenziale di successo?
«In questo contesto di grande dinamicità, credo che vedremo una fase di ulteriore rilancio della sharing economy non appena la tecnologia blockchain inizierà ad essere applicata su larga scala agli scambi peer-to-peer. Gli smart contracts a costo zero, la tracciabilità decentrata delle transazioni e gli scambi di moneta virtuale sono potenzialmente in grado di abbattere i costi di gestione delle piattaforme e di renderle più facilmente scalabili. Un esempio molto affascinante è MyBit, che grazie alla blockchain consente ai privati di effettuare microinvestimenti e di condividere la proprietà di impianti e macchinari, distribuendo in modo rapido, sicuro e a basso costo i relativi profitti».

Cosa significa fare il manager in un’azienda innovativa come la vostra?
«Essere manager di una realtà orientata all’innovazione come BlaBlaCar significa confrontarsi ogni giorno con giovani di grande talento, che pensano sempre meno come dipendenti e che hanno sempre più spesso uno sguardo da microimprenditori; significa accettare e stimolare dinamiche di decision making sempre più orizzontali invece che top down. Vuole dire anche confrontarsi con un mondo digitale in continuo mutamento che obbliga a rimettere in discussione giorno dopo giorno le competenze acquisite e a cercarne di nuove. Se il mercato è sempre in movimento, noi non possiamo non esserlo altrettanto».

Andrea Saviane è Country manager di BlaBlaCar Italia. Nasce a Treviso nel 1983, nel 2013 diventa marketing manager di BlaBlaCar Italia e nel 2014 è country manager.

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