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Stili di vita contemporanei in Fiera

Tutto è pronto per l’apertura di Homi, il salone degli Stili di vita che conta due edizioni l’anno di cui la prossima in avvio venerdì 14. Cristian Preiata, direttore HOMI - Fiera Milano, ce la racconta.
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Stili di vita contemporanei in Fiera

Cos’è HOMI?
«HOMI, il Salone degli Stili di vita, è una manifestazione fieristica che si svolge due volte l’anno, a gennaio e a settembre. Propone i mondi dell’abitare attraverso l’oggettistica e la decorazione per la casa, ma possiede anche una forte anima fashion grazie all’ampio spazio dedicato agli accessori per la persona. Quest’anno, a settembre (in Fieramilano dal 14 al 17 ) HOMI è alla decima edizione».

A chi si rivolge?
«HOMI si rivolge ai progettisti di interni, ai retailer, ai professionisti del design e a chi studia disegno industriale. Insieme alla presentazione dei prodotti realizzati dalle aziende espositrici, l’offerta della manifestazione prevede anche occasioni di approfondimento su tematiche tecniche, strategie di vendita e tendenze di consumo. Mostre e aree speciali completano la proposta espositiva, rendendo l’esperienza di visita coinvolgente oltre che interessante sia per chi fa business, sia per chi crea o si occupa di design».

Cosa intendiamo con “stili di vita”, oggetto dell’evento, e quanto impattano sul b2b?
«Da tempo i consumi sono estremamente volubili e atomizzati. Il modo di vivere la casa è ormai deritualizzato : non è più solo lo spazio della famiglia, dove incontrarsi e consumare insieme il pranzo della domenica, ma rappresenta un ambiente multiforme, in cui single, gruppi di amici da ogni parte del mondo, famiglie “mini” o allargate vivono, studiano, lavorano, si incontrano. Anche il mondo della moda cerca di svincolarsi dai consumi di massa e si muove per offrire accessori che ciascuno possa fare propri. Intercettare gli “stili di vita”, significa quindi comprendere questi cambiamenti e i molteplici profili del consumatore per realizzare prodotti sempre più vicini a lui. HOMI aiuta aziende, retailer e progettisti a costruire un’offerta adatta e utile in questo frammentatissimo contesto di consumo».

Homi è ormai una fiera internazionale, inoltre c’è “Homi in città”: che impatto ha su Milano?
«È importante che la cultura del bello offerta da HOMI non sia limitata ai soli operatori professionali. Per questo, insieme a partner istituzionali o a grandi esperti del settore, abbiamo realizzato eventi a Milano che hanno riscosso grande successo di pubblico: due mostre sulla storia del bijou e una sulla mise en place a tavola a Palazzo Reale, una dedicata ai prototipi di giovani designer alla Torre Velasca, perfino un temporary shop per beneficienza. Milano è la capitale del design, per questo il legame tra HOMI e la città non poteva che essere forte e sentito».

Quali saranno le novità di quest’anno che ritroveremo poi nelle nostre vite?
«Come al solito è difficile fare previsioni circa ciò che emergerà dalle proposte degli espositori. Nel mondo dell’oggettistica per la casa da tempo si notano alcune direttrici: dal revival (la scelta di riportare in auge forme e colori del passato) alla tendenza a ispirarsi alla natura, sia nell’aspetto degli oggetti, sia nella sostanza, attraverso materiali e sistemi produttivi sostenibili ed ecologici. Ci sono poi oggetti nati dal riuso o dal riciclo di materiali o di altri oggetti. La stessa molteplicità si nota nel mondo del bijou e dell’accessorio moda: si propongono oggetti unici, realizzati a mano, pensati per essere fatti propri da chi li sceglie perché originali per forme, colori e materiali».

Quanto le nuove tecnologie impattano su Homi?

«Le nuove tecnologie impattano molto sulle vite di tutti noi, cambiano il modo in cui percepiamo gli ambienti e le relazioni e anche il modo in cui facciamo scelte di consumo. Anche il design punta da tempo ad integrare la tecnologia negli oggetti, per creare ambienti compatibili con le abitudini reali e virtuali di tutti noi. Ad HOMI affrontiamo il rapporto tra tecnologie e design, che rimane un tema affascinante e aperto». 

Qual è lo stile di vita del manager contemporaneo?
«Complicato, direi. L’essere sempre connessi rappresenta un’incredibile opportunità per mantenere viva la rete dei contatti, per dialogare con i tuoi collaboratori in ogni momento e per informarsi. Ma diventa anche un vincolo e un’illusione: solo la riflessione e la condivisione diretta dei progetti e delle opportunità con tutti gli attori produce frutti a medio e lungo termine. Oggi siamo chiamati a essere veloci a decidere, ma sta a noi mettere un confine a questa fretta per evitare il rischio di essere precipitosi».

Oggi le fiere hanno ancora un senso?
«Assolutamente sì. Toccare con mano il prodotto, interagire con le persone, scoprire nuove opportunità, crearsi nuovi contatti sarebbe impossibile senza le fiere. Ed è fondamentale per fare del proprio business o della propria attività uno strumento di crescita professionale ed economica. A HOMI, per esempio, siamo molto attenti a suggerire percorsi di visita che possano soddisfare gli operatori specializzati nei vari settori ma anche spingerli a esplorare ambiti differenti da quelli su cui lavorano solitamente: evolversi ed ibridare è una chiave importante del rinnovamento e solo in fiera esperienze di questo tipo possono avere luogo».

E invece essere il direttore di Homi che esperienza è?
«Gratificante, emozionante, ma anche molto densa di scelte impegnative. Esplorare il mercato, dialogare con le aziende, le associazioni, le accademie, anticipare i cambiamenti del gusto e cavalcare le mode con idee in grado di rinnovarle ci spinge continuamente a metterci in discussione. HOMI cambia a ogni edizione: dietro a ogni novità proposta ci sono valutazioni commerciali, economiche, stilistiche. Puntiamo a offrire uno strumento sempre adeguato al mercato che evolve: una sfida continua!». 

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