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Come ripartiamo? La parola a Confetra

Più sinergia e managerialità per voltare pagina
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 Come ripartiamo? La parola a Confetra

Stato dell’arte e ripresa di alcuni settori chiave dell’economia italiana: quali strade percorrere? Ne parliamo con i nostri partner contrattuali. Intervista a Guido Nicolini, presidente Confetra.

Come arriva il vostro settore alla fine del 2020?
«Le imprese del settore logistico, del trasporto merci e delle spedizioni hanno lavorato sempre, anche nei 59 giorni più duri del lockdown totale di marzo e aprile 2020. Secondo i nostri dati, nel 2020 la diminuzione complessiva dei volumi movimentati si attesta attorno al 10%. Naturalmente con una grande diversificazione interna alla supply chain logistica: un conto sono i porti, altro i corrieri espressi, altro ancora il cargo aereo o quello ferroviario o l’autotrasporto. Il dato occupazionale ha tutto sommato tenuto grazie agli ammortizzatori sociali straordinari Covid».

Cosa serve per ripartire?
«Dobbiamo partire dalle reali necessità dell’industry logistica italiana, sostenerne la crescita dimensionale, incentivarne investimenti digitali e green, favorirne l’internazionalizzazione attraverso il supporto all’Ex Works, completare il quadro delle realizzazioni infrastrutturali utili a generare ricchezza diffusa, puntare sulla formazione permanente e sul passaggio generazionale».

Qual è il vostro ruolo come organizzazione di rappresentanza?
«Sia durante il lockdown di primavera sia durante la prima e la seconda ondata di Covid, non ci siamo mai fermati, garantendo sempre la distribuzione di beni essenziali, cibo, farmaci, materie prime per le imprese manifatturiere produttrici rimaste aperte. Per molti è stata l’occasione per comprendere fino in fondo il valore della logistica. Adesso sono i trasporti e, appunto, la logistica a chiedere investimenti in infrastrutture che ci avvicinino ai nostri competitor internazionali e regole chiare e condivise all’interno delle quali operare. È ciò per cui ci impegniamo ogni giorno».

Come possiamo fare sinergia per rilanciare il settore e l’economia?
«L’emergenza sanitaria ha fatto capire quanto sia importante il ruolo dei corpi intermedi, non tanto per fare battaglie di categoria, ma per raggiungere obiettivi nell’interesse del Paese. La managerialità è strategica, la logistica e i trasporti sono strategici. Insieme possiamo lavorare per un modello di sviluppo moderno e più efficiente».

Qual è il ruolo di managerialità e innovazione?
«Ricordo uno studio di qualche tempo fa dove veniva chiesto agli imprenditori quali figure di manager sarebbero state più ricercate negli anni a venire. Al primo posto c’era l’innovation manager. In un mondo che corre veloce e con la necessità di adeguare le nostre visioni ai cambiamenti determinati dalla pandemia, managerialità e innovazione saranno un binomio inscindibile».

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