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Nuovo futuro per le rinnovabili in Italia

Facilitazioni e nuovi interventi per lo sviluppo dell’energia green
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Nuovo futuro per le rinnovabili in Italia

Una nazione come l’Italia, ricca, specialmente al Sud, di una forte irradiazione, potrebbe trarre profitto dalle tecnologie solari e relativi impianti.

In questo senso si è orientato il legislatore e la politica, definendo una serie di facilitazioni per gestione di costi che hanno permesso a molte aziende di ambire alla libertà energetica. Una situazione mutata di recente con gravi danni per tutte quelle aziende che avevano scelto il solare come soluzione energetica.

Facciamo un passo indietro per comprendere lo scenario.

“Nel 22 novembre 2017 il Gse aveva imposto agli operatori, al fine di continuare a fruire delle tariffe incentivanti di cui al III, IV e V Conto Energia, di rinunciare ai benefici della Tremonti Ambiente consistenti in una riduzione del peso fiscale proporzionale ai costi di investimento ambientale affrontati dai produttori del settore, per l’impossibilità di cumulare i due benefici. Secondo la predetta comunicazione del Gse la Tremonti Ambiente non rientrava nell’elenco dei benefici cumulabili con gli incentivi del III, IV e V Conto Energia”, spiega Veronica Pitea, presidente della Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili (di seguito Aceper).

Una doccia fredda per tutte quelle Pmi che, per coscienza ambientale e convenienza finanziaria avevano deciso di installare impianti solari. Una soluzione che, a partire dal 2010 (circa) era divenuta una soluzione allettante per molte realtà di abbattere il conto energia e ammortizzare i costi (di solito importanti).

Parliamo d’impianti che, di solito, vengono posizionati sul tetto dei capannoni, aree di fatto inutilizzate.

Se parliamo del concetto di libertà energetica (concetto strapazzato dagli americani riferendosi al gas) gli impianti solari per le Pmi sono decisamente una testimonianza vera e corretta di come si possano valorizzare spazi inutili a beneficio dell’ambiente e del conto economico.

Il 29 maggio, a seguito di un intervento presso il Tar Lazio da parte di Aceper. La comunicazione del 22 novembre 2017 del Gse è stata annullata. “Siamo molto felici di questo rilevante risultato. Grazie allo Studio WFW e al lavoro egregio dei suoi professionisti, la nostra associazione è stata affianco ai produttori nel portare avanti queste loro importanti istanze oggetto di molteplici discussioni, ottenendo una vittoria importante.

Aceper resta disponibile a supporto di tutti i produttori per quanto attiene alle dinamiche della cumulabilità della Tremonti-Ambiente,” spiega Pitea.

“In rappresentanza di 15 società operanti nel campo del fotovoltaico, membri dell’Associazione Consumatori e Produttori Energie Rinnovabili (Aceper), abbiamo ottenuto un’importante vittoria al Tar Lazio nel ricorso contro il Gse relativo alla cumulabilità tra la Tremonti Ambiente (agevolazione fiscale di cui all’art. 6 della Legge n.388/2000) e le tariffe incentivanti usufruite dagli operatori del settore di cui al III, IV e V Conto Energia (sistema su cui si è fondata l’incentivazione al fotovoltaico in Italia dal 2007 al 2015)”, spiega lo studio legale Watson Farley & Williams (“WFW”), sede di Roma.

“Il Tar Lazio, nell’accogliere totalmente le censure avanzate dallo studio legale WFW, ha riconosciuto che il quadro normativo di riferimento depone nel senso della cumulabilità dei benefici della Tremonti Ambiente anche per i produttori che usufruiscono degli incentivi previsti dai Conti Energia successivi al II, non risultando condivisibile la lettura data dal Gse con la comunicazione del 22 novembre 2017. Il Tar Lazio ha pertanto concluso per la cumulabilità tra la Tremonti Ambiente e le tariffe incentivanti di cui al III, IV e V Conto Energia”, conclude WFW.

Questa sentenza riapre lo scenario della crescita alle rinnovabili italiane, in un momento cruciale della transizione energetica. Nel Rapporto Annuale Irex “Il sistema elettrico italiano e le rinnovabili. Mercato, decarbonizzazione, infrastrutture”, presentato a Roma in aprile, nella sede del Gse si legge che “Si apre una nuova era per l’energia pulita: dopo la spinta delle politiche e degli incentivi pubblici, oggi gli investimenti sono stimolati dal mercato e dai consumatori, che sono i primi a scommettere sulle energie verdi e a fare da traino a uno sviluppo più sostenibile, sostituendo in parte policy maker e incentivi pubblici”.

Nello specifico l’economista Alessandro Marangoni, capo del team di ricerca e ceo di Althesys ha spiegato che “Sta nascendo una nuova visione delle rinnovabili, che passa da una logica ‘push’ da parte delle policy e degli incentivi, ad una ‘pull’, dove la domanda dei consumatori, grandi e piccoli, trainerà lo sviluppo delle rinnovabili. Chiusa l’era degli incentivi, se ne apre una nuova, dove il mercato si sostituirà, almeno in parte, ai policy maker. Gli obiettivi sfidanti per le rinnovabili al 2030 stanno già favorendo un aumento degli investimenti delle principali utility europee”. Il panorama italiano è incoraggiante: il fotovoltaico copre il 31% della potenza ed il 37% del valore. Un risultato importante, se osserviamo lo storico delle rinnovabili italiane (a cui si aggiunge Eolico e Idroelettrico). Una delle sfide, che questa nuova sentenza permetterà di affrontare con maggior respiro finanziario, sono i costi del fotovoltaico. In linea con il trend degli ultimi anni, continuano a scendere in Europa i costi di eolico e fotovoltaico. Il Lcoe medio (costo di generazione nell’arco di vita dell’impianto solare) è stimato in 68,5 €/MWh per gli impianti commerciali e 58,8 per quelli utility scale, in discesa rispettivamente del 12,7% e del 7,6%. Il Lcoe italiano risente dei maggiori costi del sistema economico e normativo locale. “Gli investimenti italiani nel 2018 sono stimati in circa 11,3 miliardi di euro per 10,8 GW di potenza”, spiega Pitea di Aceper. “È un dato in diminuzione del 16% rispetto al 2017 ma resta ben al di sopra di quelli del 2016. La crescita interna ha coperto il 33% della potenza e il 42% del valore.” Conclude Pitea.

Con questo scenario in mente si comprende come la recente vittoria di Aceper presso il Tar diventa vitale per l’intera filiera del settore fotovoltaico. Un tema ancora poco discusso, nello scenario energetico italiano, è quello della decarbonizzazione. Si tratta dello spostamento, definitivo, dalla produzione energetica bruciando un carburante fossile altamente inquinante, come il carbone ad altre soluzioni (ma in particolare il gas). Le centrali a carbone, in Italia, sono 8, come rileva Assocarboni


La decarbonizzazione, anche in Italia, non sarà uno scherzo. Il passaggio alle nuove centrali a Gas (il “gas della libertà” qualcuno ricorda) è sicuramente un passo importante. Ci sono poi altre sfide quali la mobilità elettrica. Il potenziale impatto della mobilità elettrica, sebbene ancora poco diffusa in Italia, potrebbe essere rilevante nel panorama della domanda elettrica italiana. Stante le analisi di Irex si ipotizzano al 2030 consumi annuali per la ricarica tra 4 e 10 TWh. Una crescita al 2030 no a quattro milioni di nuove pompe di calore comporterebbe un aumento della domanda di 11 TWh. Tuttavia se consideriamo la crescente domanda energetica, la frammentazione del tessuto manifatturiero e logistico italiano, le soluzioni di impianti solari in situ è sicuramente un approccio innovativo. Se consideriamo, per esempio, l’utilizzo di veicoli totalmente elettrici per la movimentazione di merci all’interno del perimetro aziendale o nelle aree limitrofe, comprendiamo come una produzione energetica autonoma risulti vincente per abbattere i costi del carburante. In questo scenario di sfida energetica si posiziona la nuova sentenza presso il Tar del Lazio e vittoria conseguita da Aceper che, rappresentando oltre 1.000 produttori, può riaprire la strada a una seria politica di investimenti da parte di tutte quelle Pmi che vogliono valorizzare le proprie strutture inutilizzata e, nel contempo, strutturare un piano finanziario e fiscale coerente.  

@enricoverga

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