Economia

Italia

Universo associativo: caratteristiche e numeri

I dirigenti in attività del terziario tornano al massimo di sempre grazie all'aumento dell'ultimo anno. Vediamo tutti i mutamenti in atto
Print
Universo associativo: caratteristiche e numeri

I dirigenti del terziario sono oggi 22.152, vicini al loro massimo storico del 2008 (22.178). Possiamo quindi dire che la crisi è passata, seppure abbia smorzato il tasso di crescita di circa il 2% che aveva connotato il decennio precedente il 2008.

Non siamo quindi passati indenni dalla crisi, ma possiamo dire che ormai l’abbiamo lasciata alle spalle grazie alla ripresa registratasi nell’ultimo anno e mezzo.

E questo è un bene per l’economia, che ha ripreso a inserire dirigenti nelle aziende, sebbene siano sempre troppo poche quelle che ne hanno.

È un bene anche per i dirigenti, che avranno un affievolimento delle difficilissime condizioni di mercato degli ultimi anni. Tutto questo seppure il turnover sia e resti sempre elevato e prossimo al 15-20% annuo.

La base associativa Manageritalia
A fine 2015 gli associati Manageritalia – dirigenti, quadri ed executive professional – sono 34.710. I dirigenti in servizio 18.209, i quadri 1.770, gli executive professional 4.275. I dirigenti dunque restano ancora la componente di gran lunga più importante (54,6%), ma prendono sempre più sostanza gli executive professional (12,3%), mentre il peso dei quadri cala un po’ rispetto agli ultimi anni (5,1%, nel 2014 era 5,4%).

I pensionati (28%), se consideriamo il fatto che non pochi di questi li ritroviamo anche tra gli executive professional, sono comunque e naturalmente in aumento, ma restano ancora lontani dal peso che hanno in altre associazioni. Vediamo infine come la base associativa si distribuisce attualmente nelle 13 associazioni territoriali. A livello geografico è evidente la forte concentrazione al Nord-ovest (65,4%), soprattutto in Lombardia (circa 54,4%), che prevale piuttosto nettamente sul resto d’Italia (Nord-est 14,5%, Centro 17,7% e Sud 2,4%).

Fasce d’età
A fronte di un’età media degli associati di 55 anni, i dirigenti e i quadri sono i segmenti più giovani (poco più di 50 anni sia i dirigenti sia i quadri), seguiti dagli executive professional (57 anni) e dai pensionati (circa 65 anni).

Settori contrattuali
Tra i dirigenti le donne sono il 16%. Il 96% dei dirigenti in servizio opera nella sfera del commercio e in misura minore in quella dei trasporti (2,4%) e dei restanti contratti (alberghi, magazzini generali e agenzie marittime).

Funzioni aziendali

I dirigenti operano soprattutto nella direzione generale (29,6%), che spesso in aziende commerciali ingloba anche la responsabilità commerciale, a seguire commerciale-vendite-marketing (24,2%) e amministrazione e finanza (12,9%).Le donne manager si caratterizzano per una minore presenza, rispetto ai colleghi uomini, nella direzione generale (23,4% contro il
30,8%) e per una maggiore presenza nell’area amministrazione e finanza, legale e affari generali, consulenza, marketing, personale e all’interno dell’area comunicazione e pubblicità.
Per quanto riguarda le aziende, i dirigenti del terziario operano prevalentemente in quelle di piccola dimensione (48,6% fino a 99 dipendenti), solo il 18,2% opera in grandi aziende (più di 500 dipendenti).

I quadri
Parlando del middle management, pur tenendo conto della minore rappresentatività numerica, si possono evidenziare alcuni tratti distintivi rispetto ai colleghi dirigenti. La componente femminile assume qui un peso più elevato (circa 26%), mentre a livello contrattuale la situazione è abbastanza speculare, seppur meno marcata, a quella dei dirigenti e domina il commercio (93%), seguito da trasporti (4,8%) e alberghi (1,6%). Tra le funzioni professionali prevalgono, come naturale, aree più intermedie, quali vendite (17,6%), general management (16,9%), amministrazione e finanza (9,7%), commerciale (8,5%) e marketing
(6,2%).

Abbastanza speculare ai dirigenti risulta la distribuzione dei quadri associati rispetto alla dimensione aziendale e quindi il 42,3% lavora in aziende sino a 99 dipendenti e il 22,1% in aziende con più di 500  dipendenti.




ALTRI ARTICOLI di Economia