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Ma tu come vedi il futuro?

C’è solo una certezza: sarà, per tutti, sempre più digital
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Ma tu come vedi il futuro?

Una domanda che ci chiedono fin da bambini è come sarà il futuro? Una domanda a cui nessuno può dare una risposta certa.

Quello che possiamo constare è però che il nostro futuro avrà un protagonista indiscusso: il digitale. Questo anche dopo l’ondata, ancora presente, del coronavirus che ha stravolto e ribaltato tutto il mondo sociale, economico e lavorativo.

La trasformazione digitale è un processo entrato ormai in quasi tutte le aziende e un ruolo fondamentale lo avrà l'intelligenza artificiale: si tratta di un argomento che ho approfondito nella tesi per la mia laurea magistrale.

In termini tecnici, l’intelligenza artificiale è un ramo dell’informatica che permette la programmazione e la progettazione di sistemi sia hardware sia software che consentono di dotare le macchine di determinate caratteristiche generalmente considerate umane, come ad esempio le percezioni spazio-temporali, visive e decisionali.

Soprattutto nel marketing, l’intelligenza artificiale ha già fatto il suo ingresso, creando una nuova customer experience.

Nel nostro attuale scenario possiamo già percepire come sarà il prossimo futuro, grazie ai primi prodotti messi in commercio con l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Le più grandi ricerche sono arrivate dal mondo della robotica, che hanno facilitato la vita di tutti i giorni per quanto riguarda il benessere umano.

Le aziende da una parte hanno cercato di “viziare” i propri consumatori lasciandogli più tempo libero e dall’altro lato, con il tempo guadagnato, hanno rinforzato la relazione tra azienda e cliente, aumentando così la soddisfazione. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a notevoli sviluppi in tal senso: dalle macchine che si guidano da sole agli assistenti personali che ci accompagnano ogni giorno, fino ad arrivare ai robot capaci di eseguire operazione impossibili per l’occhio e la mano umana.

Lo stesso Mark Zuckerberg, fondatore del colosso Facebook, ha deciso di investire nella ricerca biomedica per cercare nuove soluzioni di applicazione dell’IA volte a curare malattie come il cancro.

A giugno 2019 Amazon ha presentato alla MARS Conference di Las Vegas il suo ultimo drone Prime Air, un drone completamente elettrico in grado di volare fino a 15 miglia e consegnare pacchetti fino a circa due chilogrammi ai clienti in meno di 30 minuti.

Il drone, spiega un post pubblicato all’interno del blog di Amazon, può fare decolli e atterraggi verticali come un elicottero, ma è anche efficiente e aerodinamico come un aereo.

Grazie alle ultime tecnologie di intelligenza artificiale i droni sono in grado di identificare oggetti statici e in movimento provenienti da qualsiasi direzione. Una seconda innovazione, sempre firmata Amazon, è stata il supermercato super tecnologico senza casse e cassieri, Amazon Go. Dopo il lancio nel 2018 negli Stati Uniti, nel 2019 ha visto un piccolo rallentamento, dato che dovevano essere aperti nuovi punti in Europa, a causa probabilmente dei costi di sviluppo del progetto, preoccupazioni sul basso tasso di adozione fuori dai centri urbani o anche della necessità di individuare spazi con soffitti molto alti per collocare le diverse tecnologie.

L’obiettivo di Amazon è quello di riuscire ad aprire entro il 2021 circa 3000 supermercati hi-tech, ma ad oggi è ferma a 15, tutti concentrati nelle maggiori metropoli degli Stati Uniti.

L’azienda americana Ralph Lauren ha invece lanciato nel suo negozio a New York sulla Fifth Avenue i primi camerini interattivi mai creati. Si chiamano Oak Fittings Room, dal nome della startup tedesca Oak Labs che ne ha realizzato il software per un valore di 4,1 milioni di dollari.

In quest’ottica Ralph Lauren è sicuramente una realtà fashion che tra tutte le altre sta puntando di più su tecnologie innovative per l’esperienza d’acquisto del cliente sempre più personalizzata.

Come funziona il camerino? Non appena il cliente ci entra, il software che gestisce la fitting room rileva in automatico il numero di capi di abbigliamento che l’utente ha introdotto.

Il cliente successivamente può personalizzare l’illuminazione interna del camerino e la lingua di interazione col software, ben cinque tra inglese, spagnolo, portoghese, cinese e italiano.  

Per ogni capo che prova l’utente può acquisire informazione relative alla disponibilità della taglia e del colore presente in store e il sistema è in grado di suggerire all’utente altri prodotti a cui potrebbe essere interessato, sulla base delle scelte effettuate.

Attraverso tecnologie di RFID (Radio-frequency identification) è possibile riconoscere i capi di abbigliamento che l’utente sta provando e ogni prodotto è dotato di una particolare etichetta elettronica che contiene informazioni che possono essere lette o scritte mediante radiofrequenze, con la possibilità di conoscere il tasso di conversione di ogni singolo prodotto e di avere un feedback costante e immediato.

Grazie all’ingresso futuro di tutte le nuove tecnologie che si stanno sperimentando, le aziende dovranno attuare un cambiamento del loro modello di business: questo è già iniziato e non va ostacolato, ma valorizzato.

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