Beauty box: in Italia non decollano

Scatole sorpresa con prodotti cosmetici. All'estero funzionano, mentre nel nostro paese non hanno ottenuto un grande successo

In molti paesi esteri funzionano ma in Italia faticano a decollare. Parliamo dei beauty box, vale a dire le scatole della bellezza. Il sistema è semplice: previo abbonamento, si riceve con una cadenza fissa (mensile, trimestrale ecc.), una scatola che contiene alcuni prodotti cosmetici (in versione full size o travel size) di marche più o meno note. Il prezzo dell’abbonamento è abbordabile (in media si va dai 13 ai 18 euro al mese) e i prodotti appartengono a svariate categorie (skincare, mak up, cura del corpo ecc.).

Di fatto i beauty box fanno leva sull’effetto sorpresa: ogni mese si riceve “qualcosa” di inaspettato e si ha la possibilità di provare varie marche e prodotti. 

D’altra parte presentano due limiti evidenti, che ne hanno frenato lo sviluppo nel nostro paese: 

  1. in primo luogo, nonostante il tentativo di “profilare” la singola cliente (caratteristiche, esigenze, gusti), il contenuto non è sempre mirato. Accade, così, di ricevere trattamenti che non sono perfettamente adatti per il proprio tipo di pelle oppure prodotti per il trucco che non collimano con il proprio stile. Insomma, spesso tocca adattarsi…
  2. in secondo luogo, affinché risultino davvero appetibili, i beauty box devono proporre marche e referenze particolari, di nicchia. Se propongono le stesse “cose” che si possono acquistare in profumeria o al supermercato, viene meno il piacere della sorpresa. E garantire questo “wow effect” con continuità non è certo facile. 
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