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Amazon: nessun dramma o nessun dorma?

Nessun dramma ma un avvertimento: portare via i clienti dai negozi “fisici” e diventare leader nel settore e-commerce e cloud non è economico, anzi. Strategie, sfide, rischi e opportunità
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Amazon: nessun dramma o nessun dorma?

Il mestiere del retailer online non è facile. Lo dimostrano i dati forniti recentemente da Amazon, dove per la prima volta in due anni, la società di e-commerce prevede, come riportato anche da Bloomberg, di chiudere in perdita il trimestre. Nessun dramma come spiegano dallo staff di Jeff Bezos, si tratta di un aumento degli investimenti in magazzini per fare fronte alla sempre maggiore domanda di prodotti da parte della clientela che fa acquisti online.

Nessun dramma ma un avvertimento: portare via i clienti dai negozi “fisici” e diventare leader nel settore e-commerce e cloud non è economico, anzi. Queste previsioni sono la prova di come Amazon abbia un “business case” particolarmente costoso dove larga parte del fatturato viene reinvestito in nuovo personale, strutture e per il lancio di nuovi prodotti.

Per questo il Chief Financial Officer di Amazon, Brian Olsavsky, prevede per la seconda metà dell’anno una forbice che nei migliori dei casi porterà a 300 milioni di dollari di guadagno, nel peggiore invece a 400 milioni di perdita. In altri settori di business, gli investitori avrebbero protestato minacciando di spostare i soldi verso altre opportunità di business più redditizie. Nel caso di Amazon invece no.

Gli investitori chiudono un occhio dando fiducia a Bezos e intravedono nella sua strategia ottime opportunità di crescita del business in futuro. Crescita che non passa solo da magazzini più grandi e nuovo personale (30.000 nuovi addetti assunti solo negli ultimi mesi) ma anche dall’ingresso in nuovi mercati. Amazon mira infatti al mercato indiano e australiano oltre a ridurre ulteriormente i tempi di consegna nei mercati dove già presente.

Senza parlare della possibile acquisizione di Whole Foods Market Inc., catena statunitense con oltre 460 negozi di alimentari che collocherebbe Amazon come pericoloso competitor del gigante Wal-Mart e del suo 26% di quota di mercato. Scenari quindi in rapida evoluzione e che potrebbero modificare ancora gli assetti del mercato retail, sia online che tradizionale.

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