Ricorso alla CEDU print


Manageritalia - pur considerando l’incertezza dell’esito di un eventuale ricorso alla CEDU - Corte Europea dei Diritti dell’Uomo - da parte dei singoli pensionati (a cui sarebbe spettata la perequazione 2012/2013) - supporta, con un’iniziativa coordinata da CIDA, i pensionati iscritti che vogliano valutare e procedere al ricorso alla CEDU.

In questa pagina riportiamo tutti i materiali utili (comprese alcune domande frequenti e un calcolatore dell’eventuale danno subito) per scegliere a ragion veduta e i documenti necessari per fare ricorso attraverso gli studi legali convenzionati Cida.

Per maggiori informazioni scrivere a info.cedu@manageritalia.it oppure telefonare dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00
allo 02 27798819
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Vedi la comunicazione inviata ai pensionati

>>> DOCUMENTAZIONE NECESSARIA PER IL RICORSO ALLA CEDU
Formulario di ricorso
Formulario di procura
Scheda dati informativa ricorrente
Elenco documenti utili al ricorso
Moduli delega avvocato (
questi moduli vanno solo firmati dal ricorrente nel riquadro dove è scritto firma del ricorrente)
Stampa del calcolo del danno subìto dalla mancata perequazione

>>> DOVE PRESENTARE IL RICORSO
Vedi l'elenco studi legali convenzionati con Cida


>>> ENTRO QUANDO PRESENTARE IL RICORSO
Il ricorso deve essere presentato improrogabilmente entro il 31 maggio 2018 ma, se interessati, è opportuno attivarsi molto prima della data indicata, contattando telefonicamente l’avvocato prescelto, consegnandogli la documentazione necessaria a tal fine entro il 15 aprile 2018.

>>> Calcola l'eventuale danno subìto dalla mancata perequazione


Per maggiori informazioni scrivere a info.cedu@manageritalia.it oppure telefonare dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 allo 02 27798819.


>>> DOMANDE FREQUENTI

1. Ho ricevuto la newsletter di CIDA, può spiegarmi meglio di cosa si tratta?
Si tratta di una iniziativa della CIDA, la Confederazione Italiana Dirigenti e Alte  Professionalità, per i titolari di pensioni non perequate o perequate soltanto in parte, nel biennio 2012 2013, per effetto di un provvedimento di legge giudicato legittimo dalla Corte Costituzionale (sentenza 250/217). Per questa tipologia di pensionati alcuni studi legali hanno promosso un ricorso alla CEDU, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo; anche Manageritalia e Federmanager, con la CIDA, hanno dunque deciso di facilitare i pensionati che siano interessati ad un ricorso alla CEDU. E’ stato pertanto incaricato lo studio legale Orrick Herrington & Sutcliffe, che si avvarrà di una rete di avvocati a copertura del territorio nazionale, cui i pensionati potranno rivolgersi per presentare il loro ricorso alla CEDU.

2. Che cos’è la CEDU o Corte EDU?
La Corte Europea dei Diritti dell’uomo – anche definita Corte EDU o CEDU – è un organo giurisdizionale internazionale con sede a Strasburgo, istituito nel 1959 in seno al Consiglio d’Europa, per assicurare l’applicazione e il rispetto della “Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” e dei suoi Protocolli. La Convenzione fu firmata a Roma nel 1950 e ratificata dall’Italia nel 1955. Ad oggi hanno aderito alla Convenzione tutti i 47 Paesi membri del Consiglio d’Europa.

3. Chi può fare ricorso alla CEDU?
In astratto, possono ricorrere tutti i pensionati che per gli anni 2012 e/o 2013 abbiano subito una riduzione o non assegnazione della perequazione sulla pensione e possano produrre tutta la documentazione richiesta per la presentazione del ricorso.  

4. Qual è l’obiettivo del ricorso alla CEDU?
Con il ricorso si chiede alla Corte un provvedimento di condanna dello Stato italiano. In caso di accoglimento, lo Stato sarà tenuto a risarcire al pensionato un importo pari alla mancata corresponsione (totale o parziale, a seconda del caso) della rivalutazione della pensione per gli anni 2012 e/o 2013, oltre eventualmente al danno morale, nel rispetto di quanto previsto dalle norme di legge che sanciscono l’esecuzione delle decisioni della CEDU da parte dell’Italia.

5. Qual è il termine per presentare il ricorso?
Il ricorso deve essere presentato improrogabilmente entro il 31 maggio 2018 ma, se interessati, è opportuno attivarsi molto prima della data indicata, contattando telefonicamente l’avvocato prescelto, consegnandogli la documentazione necessaria a tal fine entro il 15 aprile 2018.

6. Dove è possibile presentare il ricorso?
Il pensionato potrà liberamente scegliere – previa prenotazione concordata telefonicamente – uno degli studi legali che aderiscono all’iniziativa, cui ci si dovrà recare personalmente per la consegna della documentazione e la sottoscrizione della procura in presenza dell’avvocato.

7. Come si presenta ricorso e quale documentazione è necessario produrre?
Il Pensionato potrà trovare tutta la documentazione necessaria nel paragrafo >>>Documentazione necessaria per il ricorso alla CEDU.

8. Non ho la lettera di diffida della prescrizione presente nei documenti da trasmettere
Il pensionato che non abbia la lettera di diffida/interruzione della prescrizione del diritto alla rivalutazione della pensione (richiesta  al punto 7 dei documenti da trasmettere all’avvocato per  fare ricorso) perché non l’ha inviata, se vuole fare ricorso deve comunque rivolgersi all’avvocato con tutta le restante documentazione, sarà poi l’avvocato a decidere l’ammissibilità o meno del ricorso. Nel caso si può sentire preventivamente l’avvocato al quale si intenderebbe rivolgersi.

9. Come sapere se ho ricevuto il “Bonus Poletti” 2015
Tra i documenti da trasmettere all’avvocato al punto 4 dello specifico elenco è richiesto per l’anno 2015 (solo per chi ha ricevuto la rivalutazione ex DL 65/2015 - il cd. “Bonus Poletti”) il cedolino da cui risulti la corresponsione del  bonus predetto.
Gli arretrati sono stati corrisposti nel 2015 in tutto o parzialmente solo a coloro che risultavano titolari di trattamenti pensionistici pubblici non superiori a 2.810,10 euro mensili lordi.  Chi percepiva una pensione superiore non ha avuto alcun rimborso da parte dell’INPS e quindi, come indicato, non deve presentare questo cedolino.

10. Qual è il costo del ricorso?
Il contributo di partecipazione al ricorso è pari ad Euro 150,00, oltre IVA e oneri previdenziali e così per complessivi Euro 192,32. Tale importo dovrà essere corrisposto all’avvocato alla consegna della documentazione in contanti o con assegno.
 
11. Quali sono le probabilità che il ricorso venga accolto?
Al momento non è possibile determinare le probabilità di accoglimento del ricorso, non essendovi riferimenti certi o indicazioni favorevoli; le statistiche elaborate dalla CEDU stessa relativamente a tutti i ricorsi presentati alla Corte indicano una percentuale di successo inferiore al 10%. Ribadiamo dunque che la decisione in merito a questa azione legale resta una scelta sulla quale Manageritalia non si esprime.
 
12. Cosa succede se il ricorso viene respinto?
Nel caso in cui il ricorso venga respinto, non seguirà alcuna condanna alle spese per il ricorrente. Tuttavia, la decisione della Corte non potrà essere ulteriormente impugnata.