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La musica mette in viaggio

Festival, eventi, opera tour: la crescita del turismo musicale
  • Data 04 lug 2019
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La musica mette in viaggio

La musica smuove i nostri cuori e ci regala emozioni ed esperienze impresse nella nostra memoria. Ce n’è per tutti i gusti: ogni genere trova il suo spazio e appassionati. La fruizione di brani musicali non è solo un piacere solipsistico poiché non avviene unicamente attraverso gli auricolari o mentre siamo chiusi in macchina: la musica infatti è al centro, da sempre, di una ricca offerta di eventi. E i festival, le stagioni dei grandi teatri d’opera, i luoghi di vita e di lavoro di compositori e interpreti costituiscono un patrimonio culturale straordinario e allo stesso tempo una risorsa turistica in molti paesi, con oltre il 60% di visitatori e spettatori internazionali.

Anche in Italia la tradizione e la produzione musicale rappresentano un elemento di grande visibilità e attrattività: non a caso il nostro paese è la destinazione preferita dai turisti che viaggiano per interessi musicali (scelto in egual misura da italiani e stranieri, a conferma di un nostro buon posizionamento), seguito da Germania, Austria, Francia e Regno Unito.

Identikit del turista musicale

Una fotografia interessante di questo settore legato ai viaggi e di tutto l’indotto conseguente emerge dal primo rapporto sul turismo musicale in Italia e in Veneto, curato da Fondazione Santagata per l’economia della cultura di Torino per Cuoa Business School nell’ambito del più ampio progetto “Note in Viaggio. Itinerari formativi esperienziali, per valorizzare l’offerta musicale del Veneto”, finanziato dalla Regione Veneto.

La ricerca ha analizzato il ruolo dei festival e dei grandi luoghi della cultura operistica e concertistica italiana per lo sviluppo di un turismo di qualità sui territori e ha offerto un identikit del turista musicale. Circa il 60% circa dei rispondenti da bambino è stato abitualmente accompagnato dalla famiglia ad assistere a concerti di musica classica o lirica, mentre meno del 50% vi partecipava con la scuola.

I viaggi di questo tipo vengono organizzati in maniera autonoma dall’82% delle persone; solo il 12% si avvale del supporto di un’associazione musicale, il 3,3% opta per pacchetti turistici e il 2,6% si rivolge a un’agenzia specializzata in viaggi musicali.

Nello scegliere la meta e l’esperienza musicale la principale fonte utilizzata per raccogliere informazioni risulta il web (72% dei rispondenti), sia per gli italiani sia per gli stranieri.

Chi viaggia per musica lo fa soprattutto con gli amici (37%), il 20% circa con partner, cui seguono i viaggi in famiglia o da soli.

I viaggiatori musicali possono essere considerati un pubblico esigente. Non emerge una componente a cui danno più importanza delle altre, ma sono tutte egualmente considerate di grande importanza: è l’esperienza nel suo complesso che conta.

Opportunità di place branding 

Alla domanda “ti sei mai recato in Veneto per fruire di eventi musicali?” l’80% dei rispondenti ha detto “no”; il 20% di chi ha risposto “sì” è costituito quasi esclusivamente da italiani. In Italia la tradizione musicale permea il territorio e la cultura della musica è qui rappresentata in ogni pezzo della filiera: dalla formazione dei conservatori e delle prestigiose masterclass alla tradizione liutaia, dall’editoria musicale all’alto artigianato per la realizzazione di costumi e scenografie a una vastissima offerta lirica e concertistica nei teatri, nelle sale da concerto e sul territorio con il ricco panorama dei festival, fino ai cosiddetti “boschi sonori” che hanno fornito il legno per strumenti di grandissima eccellenza, dagli Stradivari ai Guarnieri. Lo studio evidenzia come questo immenso patrimonio rappresenta una grande opportunità in termini di “place branding” e di ricadute turistiche per molti territori.

Destagionalizzazione e programmi “bleisure” 

Molti territori italiani, anche quelli più decentrati rispetto ai grandi flussi del turismo, vantano eventi e attività musicali di grande richiamo, spesso inseriti in contesti di interesse storico-artistico che ne amplificano il potenziale attrattivo in vista di un turismo diffuso, meno stagionale e di qualità. Tale offerta principale copre diverse stagioni dell’anno e diverse tipologie musicali.

Un evento musicale può essere inserito nel programma dei cosiddetti “bleisure”, ovvero quei viaggi business, incentive, congressuali o con formazione in cui la componente professionale si unisce a quella di piacere.

La tecnologia “espande” gli eventi 

In un quadro complessivamente incoraggiante per il turismo musicale, la tecnologia può offrire un contributo chiave per amplificare l’esperienza degli eventi. Dal riconoscimento facciale per registrare gli spettatori e aumentare la sicurezza alle cosiddette “social experience” in cui l’evento può essere ripreso e trasmesso live sui social per raggiungere un pubblico remoto. È inoltre possibile ingaggiare commentatori esperti di generi e artisti per creare contenuti o eventi aggiuntivi in grado di dare valore a quello principale. Tool tecnologici come la chatbot possono essere utilmente impiegati per offrire servizi informativi e rispondere a domande standard o per dare la possibilità di avere traduzioni di discorsi o brani (da quelli in lingua inglese ai testi in versi delle opere). Molto utile per fare marketing la realtà aumentata, che permette agli sponsor di avere una presenza pervasiva e originale nel contesto dell’evento.

Skill manageriali e priorità sul territorio

L’organizzazione di eventi musicali rappresenta senz’altro un terreno di prova per dispiegare competenze manageriali legate alla gestione di progetti importanti, appuntamenti per il grande pubblico o piccoli gruppi. Dalla leadership al time management, dalla comunicazione al pensiero creativo, fino alla gestione di budget e a skill più tecniche. Ma oltre alle aziende e alle agenzie del settore, piuttosto che alla divisione eventi dei grandi gruppi, la sfida per il turismo musicale, come per altre tipologie di turismo, è quella di fare sistema, ovvero unire la destinazione a indirizzi e operatori con il supporto degli enti di promozione turistica sul territorio. Un obiettivo non da poco, ma che deve essere assolutamente perseguito se vogliamo far sì che il nostro paese resti la meta per eccellenza per chi ama la musica e vuole vivere un’esperienza immersiva in contesti scenografici con servizi efficienti e personale dedicato.



Non mancano proposte di viaggi organizzati in diverse destinazioni del mondo con concerti o rappresentazioni in celebri teatri, come quelle dei tour operator Il sipario musicale e Note in viaggio.

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