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Turismo e giovani: un lavoro da rendere più attrattivo

L’occupazione nel turismo veneto è in ripresa, mentre calano le iscrizioni agli istituti superiori del turismo. Manageritalia e CISET si interrogano sulle possibili cause del fenomeno e ricercano soluzioni insieme a scuola, imprese e istituzioni
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Turismo e giovani: un lavoro da rendere più attrattivo

Turismo, giovani, formazione, lavoro: questi i temi dell’incontro organizzato il 6 ottobre a Venezia da Manageritalia e CISET. Questo primo appuntamento del progetto quadriennale Giovani, Imprese, Lavoro: il Veneto verso Milano-Cortina 2026, lanciato nel 2021, è stato un utile momento di confronto supportato da una serie di analisi quantitative e qualitative svolte e presentate da: Michele Tamma, presidente CISET; Daniele Nicolai, Ufficio Studi CGIA Mestre; Luigi Giacomon, Manageritalia Veneto; Erica Mingotto, ricercatrice CISET; Silvia Oliva, ricercatrice senior Fondazione Nordest. Le analisi hanno preso in esame la situazione occupazionale dei giovani veneti diplomati in istituti professionali e tecnici a indirizzo turistico.

Le indagini in pillole

In Veneto l’occupazione nel turismo nel primo semestre 2022 cresce del 2,2%, anche se meno di quella totale (+8,4%). È soprattutto di tipo stagionale: copre quasi la metà (45,5%) del totale delle assunzioni stagionali nella regione, con una prevalenza di professioni qualificate (58%). Inoltre, i contratti a tempo determinato sono l’84,4%, rispetto al 75,6% dell’intera economia. Tra gli assunti, i 15-29enni pesano il 36,5% nell’intera economia e il 40,8% del turismo.

Per quanto riguarda la scuola, le iscrizioni agli istituti superiori sono sostanzialmente stabili (-2,9% nell’ultimo decennio), ma calano nell’ambito professionale, in particolare per quello turistico: - 34,7% nel decennio e -50,4% nel professionale Enogastronomico e Ospitalità alberghiera.

Dai dati elaborati da Fondazione Agnelli e Crisp per Manageritalia, presentati da Luigi Giacomon, Manageritalia Veneto, emerge che, per quanto riguarda gli istituti superiori del turismo, dai professionali escono profili più definiti rispetto ai lavori richiesti e si registra una limitata tendenza a proseguire gli studi; ci sono più giovani occupati e meno in attesa della prima occupazione.

Interventi in apertura e chiusura dell’evento

Lucio Fochesato, presidente Manageritalia Veneto: «Abbiamo lanciato questo progetto quadriennale un anno fa insieme a CISET, coinvolgendo tutti gli stakeholder del turismo veneto, per la ripresa del settore e farci trovare preparati per l’appuntamento di Milano-Cortina 2026. Anche le sempre maggiori difficoltà d’incontro tra domanda e offerta di lavoro ci dicono che dobbiamo migliorare la sinergia tra la formazione dei giovani e le necessità del turismo in termini di competenze. Come manager, insieme alla collettività, vogliamo rendere più sinergico il filo conduttore scuola-lavoro e migliorare l’attrattività del turismo che, per l’Italia e il Veneto, è sicuramente uno dei settori su cui puntare in termini non solo quantitativi ma anche qualitativi. L’analisi dei dati e la gestione manageriale di ogni aspetto di questo settore sono i cardini da cui partire».

Michele Tamma, presidente CISET e docente di Economia d’impresa all’Università Ca’ Foscari Venezia: «Per il turismo, investire nei giovani significa costruire il capitale umano futuro, indispensabile per la sua sostenibilità. È altrettanto chiaro che occorre una risposta sistemica, alla quale nessuno può sottrarsi, necessaria a rendere più incisivi e robusti i processi di orientamento, formazione, accompagnamento all’ingresso nel mondo del lavoro e ai primi anni di carriera. Due aspetti, fra gli altri, su cui intervenire e con urgenza: la produzione e la circolazione di informazioni e conoscenze su questi temi più profonde, accessibili e utilizzabili da parte dei giovani e le loro famiglie, delle imprese, degli istituti e degli operatori della formazione, delle pubbliche amministrazioni; la predisposizione di progetti e strumenti che incoraggino e facilitino il dialogo e la cooperazione fra i diversi attori del sistema, ciascuno detentore di competenze, esperienze, informazioni, necessità diverse e da integrare».

Elena Donazzan, assessore Istruzione Formazione Lavoro Regione del Veneto: «Sul fatto che il turismo sia un settore strategico non si discute. In quest’ultima stagione c’è stata sicuramente una maggiore difficoltà nel reperimento dei lavoratori, che è stata risolta in modo non strutturato. Bisogna quindi creare un sistema integrato tra scuola e lavoro che supporti l’efficacia dei meccanismi alla base della funzionalità del settore e favorisca una narrativa più vicina alla realtà e appetibile per i giovani lavoratori; lavoreremo in particolar modo sull’orientamento e sull’alta formazione specialistica».

Federico Caner, assessore Turismo Regione Veneto: «È necessario lavorare in rete tra istituzioni, imprese e mondo della scuola per far tornare attrattivo il mondo del lavoro nel comparto turistico. Un settore fondamentale per l’Italia, ma ancora di più per il Veneto, prima regione italiana, con 72 milioni di presenze all’anno e oltre 18 miliardi di fatturato. Dobbiamo, insieme, stimolare maggiori collaborazioni per far nascere laboratori d’impresa, incubatori verticali anche sul turismo, accompagnare la nascita delle imprese e accelerare questo tipo di percorso, guardando anche all’esempio estero di collaborazioni tra destinazioni turistiche e incubatori di impresa che supportano startup strettamente legate alla crescita di quel singolo territorio. Come Regione Veneto, già col nuovo Piano Strategico del Turismo abbiamo voluto sviluppare un approccio al capitale umano che promuova un programma di cultura dell’accoglienza, come la stesura di una Carta per le destinazioni, condivisa tra tutti gli operatori, ma anche attraverso una certificazione delle competenze acquisite (progetto pilota Unioncamere del Veneto e Direzione Turismo e Direzione Formazione e Lavoro della Regione del Veneto)».

Simone Venturini, assessore Turismo e Sviluppo economico Comune di Venezia: «La chiave di volta del progetto di Manageritalia Veneto e CISET è il coinvolgimento dei giovani: di solito parliamo di loro, mentre in questo caso con loro. Nel settore turistico, oggi, la vera emergenza rimane quella del capitale umano: dopo la pandemia siamo ripartiti ma senza l’esercito di figure qualificate. Guardando al futuro, per colmare questo gap, dobbiamo chiederci come entusiasmare i giovani e far tornare loro la voglia di impegnarsi in questo settore. Tre sono le strade: da un lato bisogna dare valore all’impegno del singolo; dobbiamo far capire ai giovani che magari si parte dalla gavetta, ma con le giuste competenze si può arrivare lontano. In secondo luogo, dobbiamo “ri-nobilitare” le scuole turistiche (istituti tecnici e professionali), per troppo tempo considerate di serie B dall’opinione pubblica. Infine, è necessario puntare sulla managerialità, per trasferire le competenze necessarie a quelle imprese familiari che caratterizzano l’ecosistema economico non solo della regione, ma di tutto il Paese».

Mario Mantovani, presidente Manageritalia: «Tre sono le sfide. In primo luogo, la stagionalità, che è vista come un limite insuperabile, ma non lo è: il Veneto può vantare enormi potenzialità per il turismo culturale, invernale, estivo... non è l’attrattiva lungo tutto l’arco dell’anno a mancare, mancano figure manageriali in grado di creare sinergia tra i vari turismi. Poi l’evoluzione tecnologica, a cui il settore turistico non può essere impermeabile. Infine, l’internazionalizzazione: ci focalizziamo sui giovani che vogliono andare via, ma non su quelli che vorrebbero lavorare e vivere il Italia (e sono tanti!), ma si scontrano con una burocrazia e una serie di permessi che lo rendono praticamente impossibile».

La tavola rotonda

L’incontro si è chiuso con una tavola rotonda, guidata da Alessandro Zuin, coordinatore editoriale Corriere Imprese Nordest, a cui hanno partecipato: Dania Sartorato, presidente Confcommercio Unione provinciale Treviso; Edi Brisotto, dirigente scolastico IPSSAR Alberini, Lancenigo di Villorba; Paolo Lorenzoni, responsabile turismo Confindustria Veneto; Massimo Marzano Bernardi, direttore Formazione e Istruzione Regione del Veneto; Carmela Palumbo, direttore generale Ufficio Scolastico Regionale Veneto; Rachele Scandella, dirigente scolastico ITES Algarotti-Sarpi, IPSSAR Barbarigo, Venezia; Claudio Scarpa, direttore Associazione Veneziana Albergatori; Massimiliano Schiavon, presidente Federalberghi Veneto e presidente ITS Academy Turismo Veneto; Francesca Simeoni, docente Università degli Studi di Verona; Mauro Giovanni Viti, direttore Direzione Turismo Regione del Veneto.

I partecipanti hanno riflettuto insieme sui dati esposti e sulle opinioni dei diplomandi coinvolti, ascoltate grazie alle video-interviste proiettate. I temi toccati hanno riguardato il problema della stagionalità, dei molti giovani interessati al settore turistico per un futuro all’estero o nel travelling, della questione retributiva e di una confusione generale degli studenti rispetto alla carriera da intraprendere. Tutti hanno sottolineato l’importanza dell’orientamento e della valorizzazione delle competenze, che devono essere anche di tipo manageriale: solo in questo modo i giovani saranno pronti a muoversi all’interno delle aziende.

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