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Futuro: i paralleli tra Manageritalia e Bankitalia

Su azioni da mettere in campo per le imprese e i lavoratori molti i punti in comune tra Mantovani, presidente Manageritalia, e Visco, governatore di Banca d’Italia
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Futuro: i paralleli tra Manageritalia e Bankitalia

Dopo l’incontro di Manageritalia con il Governo di sabato 29 maggio, si è svolta ieri, 31 maggio, la Relazione annuale di Banca d’Italia. È interessante vedere come su alcuni temi chiave per la ripresa e il futuro del nostro Paese esistano forti convergenze tra quanto detto da Mario Mantovani, presidente Manageritalia, nel suo dialogo con il governo, e Ignazio Visco, governatore Banca d'Italia, nelle sue considerazioni finali.

Sviluppiamo qui il parallelo sul tema di come ripartire aiutando le imprese che hanno futuro, salvaguardando sempre e comunque le persone.

MARIO MANTOVANI

“Oggi bisogna fare delle scelte e favorire chi è in grado di creare valore e aggregare”. “Ci sono settori frammentati, con aziende molto deboli, in cui l’aggregazione sarebbe da favorire. Noi siamo per gestire meccanismi di crescita, anche accelerata; gli strumenti e le vie ci sono, senza snaturare i meccanismi proprietari”.

“Abbiamo pensato anche però che accanto alle aziende che devono ripartire occorre aiutare quelle che non ce la fanno, supportando lavoratori e manager, e riprogettare la nostra società su basi più solide, quindi prevedere che nessuno rimanga indietro. Il tema di un ammortizzatore sociale universale, per quanto differenziato, è per noi veramente fondamentale: o ripartiamo tutti insieme, o abbiamo una comune visione del futuro, o altrimenti è molto difficile che riusciamo a raggiungere dei risultati”.

“Il futuro è un punto di svolta. Abbiamo scelto il futuro perché il manager deve progettare, programmare ciò che accade nel presente, ma soprattutto nel futuro della propria azienda. Pensiamo che il futuro appartenga alle aziende, in particolare a chi le guida, che sono in grado di pensare al futuro, quindi di crescere, superare questa fase di difficoltà uscendone più forti e più solide, con una guida, con le competenze, con i tecnici che ci servono, con i provvedimenti che aiutano a ripartire”.

IGNAZIO VISCO

“Con l’attenuarsi dell’incertezza, l’intervento pubblico dovrà divenire più selettivo, concentrandosi nei settori che sconteranno ancora difficoltà legate alla crisi sanitaria e cercando di evitare di sussidiare imprese chiaramente prive di prospettive, pur garantendo il sostegno a chi è occupato in esse”.

“Le aziende potenzialmente in difficolta contribuiscono per circa un sesto al totale dell’occupazione. Per quelle con capacità di ripresa trovano giustificazione interventi volti a sostenerne la patrimonializzazione. In questa prospettiva, assume rilievo, soprattutto per le imprese di piccole e medie dimensioni, il recente rafforzamento degli incentivi fiscali per il ricorso al capitale proprio”.

“Si rileva, in particolare, come è noto, la dimensione estremamente ridotta della maggior parte delle nostre aziende, la cui crescita è spesso frenata, oltre che da un ambiente poco favorevole alla loro attività, dalla scarsa diffusione di buone prassi gestionali”.

“La specializzazione in attività tradizionali e la piccola dimensione riducono la domanda di lavoro qualificato, generando un circolo vizioso di bassi salari e modeste opportunità di impiego che scoraggiano gli stessi investimenti in istruzione”.

Leggi il comunicato e vedi il video dell’incontro Manageritalia-Governo.
Leggi una sintesi e le considerazioni finali alla relazione annuale del governatore di Banca d’Italia.

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