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Il 2018 secondo The Economist

In edicola il numero speciale dedicato agli scenari politici, sociali ed economici
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Il 2018 secondo The Economist

Il settimanale britannico The Economist ha pubblicato come di consuetudine in questo periodo dell’anno il report contenente una serie di possibili scenari sul fronte politico, economico e sociale per il 2018.

Tra le firme che figurano sul numero speciale troviamo leader politici come Ruth Davidson e John McCain, ministri di governo come Chrystia Freeland e Binyamin Netanyahu, imprenditori e manager come Richard Branson e Bob Iger e attivisti per i diritti umani come Stella Nyanzi, insieme a innovatori, designer ed esponenti del mondo culturale.

Due le visioni prevalenti che portano il nome dei loro due principali esponenti, il trumpismo e il macronismo, ovvero la spinta nazionalista e protezionista di Trump contrapposta a quella pro-globalizzazione e favorevole al sostegno di politiche sociali di Macron.

Tra le sfide importanti, la gestione dei mesi che precederanno l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Unione Europea.

Dall’aumento demografico alla gestione dei flussi migratori, dalla prima iniziativa di viaggio turistico nello spazio alle nuove terapie mediche basate sulla lettura dei dati provenienti dal nostro DNA: il 2018 sembra proprio all’insegna dell’innovazione e del progresso tecnologico che tuttavia si accompagna alla consapevolezza della fragilità del nostro pianeta e dei problemi legati al cambiamento climatico, aspetti che verranno affrontati durante la prossima conferenza globale che si svolgerà in Polonia.


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