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La Sagrada Família: riaperto il cantiere

L’obiettivo è terminare i lavori entro il 2026, in concomitanza con l’anniversario della morte del suo progettista Antoni Gaudí
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La Sagrada Família: riaperto il cantiere

Chiunque pensi che i lavori nei grandi cantieri italiani procedano a rilento per difficoltà burocratiche dovrebbe fare una passeggiata in Carrer de Mallorca a Barcellona. Qui si trova il più grande e famoso monumento incompiuto di ogni epoca, capace di attrarre oltre 4 milioni di visitatori all’anno: la Sagrada Família. Solo nel giugno di quest’anno il municipio di Barcellona ha finalmente concesso la licenza per completare i lavori, il cui termine è previsto per il 2026, in concomitanza con le celebrazioni per il centenario della morte del suo progettista, Antoni Gaudí.

La storia della celebre cattedrale, consacrata solo nel 2010, è complessa fin dall’inizio. Tutto ha origine quando la Congregazione dei Figli e delle Missionarie Figlie della Sacra Famiglia acquista un isolato nel quartiere Eixample, all’epoca quasi rurale, con lo scopo di costruire una chiesa e un convento. I lavori vengono affidati agli architetti Villar e Martorell, ma il cantiere è già fermo l’anno successivo a causa di dissapori tra i due. Si decide quindi di affidare la direzione al giovane Gaudí, trentunenne alla prima esperienza con un cantiere di tale entità. 

Estimatore del neogotico, attratto da correnti orientaliste, ma soprattutto certo che la natura sia da considerare come fonte suprema di ispirazione, Gaudí spazza via il progetto precedente e riformula da zero un edificio incentrato sul fortissimo simbolismo cattolico. Immagina un impianto a croce latina con il transetto all’incrocio del braccio longitudinale, e tre facciate monumentali, dedicate alla Nascita, alla Passione e alla Gloria di Cristo. Su tutto dovranno svettare ben diciotto torri di cui dodici, il numero degli Apostoli, distribuiti sulle facciate. Le altre sei dovranno collocarsi al centro: la più alta, circondata da altre quattro, rappresenta Gesù Cristo con gli Evangelisti, mentre l’ultima dovrà essere costruita sull’abside con un riferimento simbolico alla Vergine Maria.

Per Gaudí l’incarico segna non solo una prestigiosa occasione di carriera, ma un vero spartiacque anche nella vita privata; sentendosi investito di un compito quasi mistico abbandona ogni atteggiamento da dandy tenuto fino a quel momento a favore di uno stile di vita al limite dell’ascetismo. 

Lavorerà al progetto incessantemente fino alla sera del 7 giugno 1926, quando, attraversando distrattamente una strada, verrà investito da un tram. Nessuno tra i presenti lo riconoscerà e, scambiato per un senzatetto, morirà tre giorni più tardi nel reparto indigenti di una clinica di Barcellona. Gaudí oggi riposa in una cripta della sua cattedrale, quel monumento i cui lavori dalla sua morte sono proseguiti a stento, e che solo oggi, grazie alla nuova licenza e allo stanziamento di ingenti fondi, sembrano avviarsi verso la conclusione.

CURIOSITÀ: una volta completata, la torre principale dedicata a Gesù Cristo, raggiungerà l’altezza di 172 metri, rendendo la Sagrada Família l’edificio religioso più alto d’Europa.

DOVE: Sagrada Família, carrer de Mallorca, Barcellona.

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