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Elezioni Emilia-Romagna: CIDA, i manager al servizio della regione

La comunità manageriale è convinta di poter contribuire allo sviluppo socio-economico del territorio e per questo chiede condivisione e coinvolgimento nell’elaborazione dei progetti ai candidati delle prossime elezioni regionali
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Elezioni Emilia-Romagna: CIDA, i manager al servizio della regione

Automotive, food e turismo, medicale, componentistica, sono le eccellenze dell’Emilia-Romagna, a dimostrazione che innovazione e tecnologia possono conciliarsi con la cultura e le tradizioni.

CIDA, il sindacato dei dirigenti e delle alte professionalità, che nella Regione rappresenta 10.000 iscritti in tutti i settori socio-produttivi, pubblici e privati, rivolge un appello ai candidati alle elezioni regionali affinché la prossima legislatura si trasformi in una grande opportunità di crescita.

“Chiediamo ai candidati di esporre le loro idee su alcune ‘questioni aperte’ – dice il segretario CIDA Emilia-Romagna Paolo Longobardi – che rappresentano una sfida per la futura classe dirigente che guiderà la Regione nella prossima legislatura. La comunità manageriale è convinta di poter contribuire allo sviluppo socio-economico del territorio, e per questo chiede condivisione e coinvolgimento nell’elaborazione dei progetti.

Abbiamo pubblicato sui quotidiani un ‘manifesto programmatico’ sui principali nodi da sciogliere, sui quali chiediamo un impegno concreto dei candidati alle prossime elezioni regionali”. CIDA rappresenta la “voce” della comunità manageriale nei confronti degli stakeholder, in particolare delle istituzioni politiche. Dirigenti, quadri, professionisti, forti delle loro competenze e consapevoli delle loro responsabilità, hanno infatti deciso di essere protagonisti di questo importante appuntamento elettorale, mettendo in evidenza problemi la cui soluzione non è più rinviabile. I manager, quotidianamente, ‘mettono la faccia’ nel loro lavoro e se ne assumono la responsabilità: chiediamo alla politica di fare altrettanto.

Da tecnici quali siamo, abbiamo quindi stilato un elenco ideale delle cose da fare, un promemoria sul quale chiediamo l’impegno dei candidati alle elezioni in Emilia-Romagna.

Sanità: ridurre liste d’attesa; riprogrammare la rete ospedaliera; tutelare e consolidare professionalità e competenze di medici e strutture sanitarie.

Infrastrutture e ambiente: migliorare le infrastrutture regionali. Sostenere e mettere a sistema imprese e istituzioni che investono in innovazione e ricerca finalizzata alla tutela dell’ambiente.

Famiglia: contrastare il calo demografico e avviare politiche finalizzate a ridurre/eliminare diseguaglianze e sacche di povertà.

Lavoro e impresa: agevolare il collegamento scuola-lavoro con un percorso di ‘formazione continua’. Collegare e armonizzare il “fare impresa” con l’esigenza di attrarre investimenti internazionali virtuosi. Sostenere le competenze. Intervenire in tema di sicurezza sul lavoro. Impiegare meglio il capitale umano e dare un supporto a PMI e startup verso una ulteriore evoluzione anche, se non soprattutto, manageriale.

Scuola e formazione: riorganizzare l’offerta formativa sul territorio, anche alla luce del possibile rafforzamento dell’autonomia differenziata; Integrare l’azione degli attori coinvolti in una strategia in grado di sostenere la competitività della regione. Investire in edilizia scolastica per superare una situazione emergenziale e dare risposte al tema della sicurezza. Trattenere i ‘cervelli in fuga’ e, attivare politiche di ‘attrazione’ nella regione.

Immigrazione: gestire l’immigrazione senza fermarsi all’accoglienza ma generando sbocchi lavorativi. Prendere in considerazione l’attivazione di corridoi che diano la possibilità a migranti/rifugiati con elevata preparazione di costituire un possibile serbatoio di lavoratori con potenziale medio/alto.

Pubblico&Privato: avere una Pubblica Amministrazione efficiente, competente e trasparente, conscia del proprio ruolo “super partes”. Realizzare una forte interazione tra enti pubblici e strutture private nel turismo. Divulgare e far conoscere le ‘eccellenze’ della Regione, a fini della attrattività di investimenti, di competenze e di flussi turistici.


Paolo Longobardi, segretario CIDA Emilia-Romagna

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