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Destination Management per dare più efficacia ai Fondi Europei

Alla Fiera del Levante Mario Mantovani, presidente CIDA e vicepresidente Manageritalia, ha lanciato un progetto pilota che, a partire dalla Puglia, metta davvero i Fondi Europei al servizio del territorio valorizzando il Sud e il turismo con una gestione manageriale della destinazione. Ampia condivisione della proposta tra istituzioni, esperti e operatori economici.
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Destination Management per dare più efficacia ai Fondi Europei

“L’Italia, fuori da ogni luogo comune, non ha mai restituito all’Europa gran fondi strutturali. È invece vero che dobbiamo misurare e cambiare l’impatto di questi fondi che ad oggi risulta scarso perché dobbiamo utilizzarli da subito e non in extremis, con una migliore e preventiva programmazione, senza disperderci in troppi rivoli e a fronte di un vero sistema nazionale. Solo così potranno esprimere la loro vera efficacia”. Così si è espresso Antonio Caponetto (direttore generale Agenzia per la Coesione territoriale) all’incontro “Fondi Europei, come utilizzarli al meglio per la crescita del Sud” organizzato il 19 settembre da Manageritalia alla Fiera del Levante di Bari.

La proposta per cambiare registro era arrivata in apertura da Mario Mantovani, presidente CIDA e vicepresidente Manageritalia. “Come organizzazione dei manager e con i manager stessi – ha detto Mantovani – vogliamo avere un ruolo propositivo per sfruttare al meglio questi fondi.
Siamo già attivi per aiutare a fare sistema tra le amministrazioni pubbliche locali, le strutture dedicate alla programmazione territoriale e le aziende. Parlando del Sud e considerando il settore turistico quale principale driver di sviluppo, la figura del destination manager permette di individuare obiettivi e strategie chiari prima ancora di avere i fondi, e di condividerle con gli attori del territorio. L’idea è poi quella di assistere le strutture nella programmazione dei bandi. Avere una logica di destination management aiuta un territorio a concepirsi in termini di destinazione unica e quindi di sistema, esaltando anche le eterogeneità e particolarità che danno veramente quel valore aggiuntivo”. “L’idea – ha detto Mantovani – è quella di costruire un modello in cui il destination manager diventa il catalizzatore di tutti gli attori per il migliore utilizzo delle risorse, partendo da un laboratorio come la Puglia, che ha valide e recenti esperienze e competenze nel pubblico e nel privato e nella loro sinergia”.



Un vero e proprio assist colto da Loredana Capone, assessore regionale all’industria turistica e culturale. “Il problema non sono tanto le infrastrutture, ma la nostra scarsa capacità di dare servizi e puntare sulle competenze che servono per costruire, come ha detto Manageritalia, un sistema al servizio del territorio. Il destination management è la soluzione giusta e punta prima di tutto sul fatto che il territorio stesso si viva come destinazione, prima ancora di trasmettere questo fattore all’esterno. Dobbiamo prima di tutto concepirci come organizzazione e poi organizzarci di conseguenza. Avere una testa pensante che organizza la destinazione”.



Ad avvalorare il filo conduttore dell’incontro e della proposta di Manageritalia l’intervento di Francesco Passarelli, professore di politica economica europea, Università di Torino e Università Bocconi: “La necessità di migliorare l’efficacia e quindi la programmazione dei fondi di coesione europei è impellente. Infatti oggi si spende toppo tardi e senza programmazione e questo abbatte l’effetto leva che dovrebbe essere alla base di questi interventi. Il sistema pubblico deve intervenire meno in generale, ma di più su infrastrutture, ambiente, formazione, ricerca tecnologica e innovazione e valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale. Quest’ultimo è il nostro vero e inimitabile vantaggio competitivo che le logiche di destination management mettono al centro e a sistema con la massima efficacia”.

Adriano Giannola presidente Svimez ha rilevato che i fondi europei per la coesione dovrebbero essere aggiuntivi a quelli nazionali “ma, visti gli obblighi di bilancio, diventano unici e sostitutivi. Il mezzogiorno può essere insieme al made in Italy il vero fattore competitivo e distintivo a livello nazionale, ancor più in uno scenario globale, dove il Mediterraneo riprende ad essere il centro dello sviluppo”.


All’incontro, che ha visto una folta e attenta platea, sono intervenuti anche: Guido Castelli presidente IFEL-Anci, Ernesto Somma responsabile funzione Incentivi e Innovazione Invitalia, Antonio De Vito direttore generale Puglia Sviluppo, Antonio Ladisa general manager Tenuta Monacelle Bari ed Emma Taveri ceo di Destination Makers. Ha moderato il dibattito Andrea Del Monaco esperto Fondi Strutturali Europei.


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